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	<title>Crescita Personale Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Coaching e Counseling: differenze e analogie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 09:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle domande che mi rivolgono più spesso i clienti e le persone incuriosite dal mio lavoro, è quali siano le principali differenze tra Coaching e Counseling. Proviamo a fare un po’ di chiarezza, vedendo nello specifico differenze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle domande che mi rivolgono più spesso i clienti e le persone incuriosite dal mio lavoro, è quali siano le principali differenze tra Coaching e Counseling. Proviamo a fare un po’ di chiarezza, vedendo nello specifico differenze e analogie tra queste due discipline e con altre professioni come quella dello Psicologo e dello Psicoterapeuta.</p>
<p><strong>IL COUNSELING<br />
</strong>Secondo la definizione fornita da <strong>AssoCounseling</strong> (associazione professionale di categoria): <em>“Il counseling professionale è un&#8217;attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>counselor</strong> è un professionista in grado di favorire <strong>processi auto-esplorativi</strong> che aiutano i clienti ad elaborare e realizzare cambiamenti e azioni in grado di migliorare aspetti della loro vita. I percorsi di counseling hanno l’obiettivo di agevolare negli individui e/o nei gruppi un maggiore contatto con i propri <strong>bisogni, desideri, aspirazioni</strong>, potenzialità per interpretare in modo autentico e vitale il concetto di benessere nella società complessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Counseling interviene laddove il bisogno è <strong>ascoltarsi</strong>, prendere contatto con le proprie emozioni, cercare di identificare  un obiettivo, fare chiarezza sulla propria situazione attuale, ricevere sostegno in un momento di difficoltà e o disagio.<br />
Lo scopo del Counseling è dare al cliente l’opportunità di <strong>esplorare</strong> e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di <strong>consapevolezza</strong>, in modo da individuare le proprie risorse e utilizzarle per raggiungere un maggiore <strong>benessere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Counseling è per chi ha voglia di fare un <strong>percorso alla scoperta di se stesso</strong>, per chi sta vivendo un momento di confusione e vuole fare chiarezza sulla direzione da dare alla propria vita. Si può per esempio scegliere di rivolgersi ad un Counselor per capire il corso di studi o il lavoro più adatto, per migliorare la comunicazione con gli altri o per imparare a riconoscere e a gestire al meglio le proprie <strong>emozioni</strong>, per superare momenti di difficoltà o disagio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Counseling è un’attività <strong>professionale</strong> <strong>non sanitaria</strong> che opera in ambito <strong>socio-culturale</strong>, <strong>non</strong> è una forma di terapia (medica o psicologica) né di sostegno psicologico.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6889" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><strong>IL COACHING<br />
</strong><strong>L’ICF</strong> (International Coach Federation) definisce il <strong>coaching</strong> come <em>“una <strong>partnership con i clienti</strong> che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.”</em><em><br />
</em><br />
Si tratta una metodologia di sviluppo personale che si focalizza su <strong>prestazioni e risultati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo del coach è quello di <strong>facilitare</strong> il processo di apprendimento e di elaborazione di tecniche e strategie di azione che permettono al cliente di migliorare sia le <strong>performance</strong> che la qualità della propria vita. Il <strong>coaching agevola la </strong><strong>sperimentazione</strong><strong> di nuove prospettive e opportunità personali</strong>, l’accrescimento nelle capacità di pensiero e nella presa di decisioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Venendo alle <strong>analogie</strong>, entrambi sono metodi di <strong>sostegno e sviluppo dell’essere</strong> umano e <strong>non</strong> modelli terapeutici. Entrambi, quindi, condividono una <strong>visione ottimistica della natura umana</strong>, delle capacità dell’individuo di superare gli ostacoli che lo hanno frenato, di recuperare talenti che aveva soffocato, di correggere schemi di comportamento e di pensiero autolimitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cliente, per entrambi, è il vero protagonista dell’incontro:  <strong>la centratura sul cliente</strong> rende entrambi i metodi molto adatti ad  essere svolti in una relazione <em>“uno a uno”</em>, dove cioè il professionista segue un singolo cliente. Sono però frequenti anche interventi in <strong>contesti di gruppo</strong>, su tematiche specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione di un <strong>contesto sicuro e degno di fiducia</strong> è un fattore fondamentale. Entrambi i metodi aiutano a sviluppare <strong>competenze trasversali</strong>, che la persona potrà utilizzare nell’ambito della propria vita personale o professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia il Counselor che il Coach sono legati da un <strong>contratto</strong> che stabilisce gli obiettivi che si vogliono raggiungere e che vengono verificati lungo il percorso, che tende ad essere relativamente breve.</p>
<p><strong>L&#8217;INTEGRAZIONE DELLE DUE DISCIPLINE<br />
</strong>Nel mio lavoro con i clienti trovo molto utile l’utilizzo di un <strong>approccio che integra le due metodologie</strong>, secondo <strong>Giuseppe Colaleo</strong> (Dottore in filosofia, Counselor in Psicosintesi e Docente della Scuola C.R.E.A.) infatti: <em>“L&#8217;integrazione tra Counseling e Coaching non solo è possibile, ma è raccomandabile, affinché il professionista dell’aiuto sia completo e doppiamente competente.</em></p>
<p><em>E ci sono momenti all’interno del percorso di aiuto, specialmente nelle fasi iniziali, in cui è importante fare Counseling ed esercitare abilità di Counseling. Mentre è importante, in fasi più avanzate del percorso e incentrate sull’azione e sulla scelta, saper esercitare, nel rispetto dell’altro e della sua libertà, abilità di Coaching. Due professionalità, un professionista dell’aiuto.”</em></p>
<p><strong>PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA<br />
</strong>Infine un cenno rispetto alle differenze con le professioni dello <strong>Psicologo</strong> e dello <strong>Psicoterapeuta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>Psicologo</strong> si occupa di <strong>sostegno psicologico</strong> a persone in difficoltà che però non necessitano di terapia. Si occupa di prevenzione del disagio, di fare diagnosi e test.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>Psicoterapeuta</strong> è l’unica figura che può fare terapia, aiutando la persona a superare momenti di intensa sofferenza  per i quali il sostegno psicologico non è sufficiente: disturbi nevrotici, traumi importanti, problemi di ansia e depressione, blocchi emotivi molto forti. La psicoterapia mira a <strong>ristrutturare la personalità del paziente</strong> e può durare a lungo, anche anni.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6889" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/04/COACH-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>I benefici del fallimento: perché non devi avere paura di fallire</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/i-benefici-del-fallimento-perche-non-devi-avere-paura-di-fallire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 09:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[paura del fallimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando un bambino prova a muovere i primi passi e cade (un bambino cade mediamente duemila volte prima di riuscire a camminare) o prova a pronunciare una parola e sbaglia, viene comunque incoraggiato a riprovare. Sappiamo tutti che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando un bambino prova a muovere i primi passi e <strong>cade</strong> (un bambino cade mediamente duemila volte prima di riuscire a camminare) o prova a pronunciare una parola e <strong>sbaglia</strong>, viene comunque incoraggiato a riprovare. Sappiamo tutti che quegli errori sono delle tappe fondamentali del processo di <strong>crescita</strong>.<br />
Con il tempo però questo atteggiamento costruttivo nei confronti dell’errore si perde.<br />
A <strong>scuola</strong> il bambino comincia a vedere sottolineati in rosso i propri errori, il <strong>rimprovero</strong> si sostituisce all’incoraggiamento e l’errore comincia ad essere associato alla <strong>vergogna</strong> e all’umiliazione.</p>
<p style="text-align: justify;">È per non provare più queste spiacevoli sensazioni che rifuggiamo l’errore e viviamo <strong>nella paura di sbagliare</strong> e di fallire.<br />
Paura che porta molte persone a rinunciare ai propri <strong>sogni</strong> o ai propri obiettivi: preferisco rinunciare piuttosto che fare e rischiare di sbagliare, fallire e stare male.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6894" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<h2>I benefici del fallimento</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>J. K. Rowling</strong>, scrittrice inglese di fama mondiale, autrice della saga di <strong>Harry Potter</strong>, fu chiamata nel 2008 dall’università di <strong>Harvard</strong> a pronunciare un discorso durante la cerimonia di laurea.<br />
La Rowling dedicò una parte del suo discorso proprio ai <strong>benefici del fallimento</strong>, raccontano le difficoltà che ha dovuto affrontare prima di diventare una scrittrice affermata.</p>
<blockquote><p><em>[…]  fallire ha voluto dire spogliarsi dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere qualcos’altro se non me stessa e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie verso la conclusione dell’unico lavoro che per me aveva importanza. […] Fallire mi ha dato una sicurezza interiore che mai avevo raggiunto superando gli esami. Fallendo ho imparato cose su me stessa che non avrei mai imparato in un altro modo. Ho scoperto che ho una volontà forte, e più disciplina di quanto avessi pensato; ho anche scoperto che avevo amici veramente inestimabili. […] È impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto – in quel caso, avrete fallito in partenza.</em></p></blockquote>
<h2>Un’opportunità per conoscersi, imparare e trovare nuove soluzioni</h2>
<p style="text-align: justify;">È attraverso il fallimento che possiamo portare avanti il fondamentale processo di <strong>autoconsapevolezza</strong>, scoprendo i nostri limiti e le nostre potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fallimento ci spoglia delle nostre corazze, ci mette a nudo, ci rende <strong>vulnerabili</strong>, permettendoci di guardarci dentro senza filtri e difese.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il filosofo francese <strong>Charles Pépin</strong>, autore del libro <strong><em>“Il magico potere del fallimento”</em></strong>, fallire è un modo per <strong>imparare</strong> più rapidamente, per mettere alla prova la nostra volontà, il nostro carattere, e ci dà la possibilità di riflettere su noi stessi per <strong>reinventarci</strong>.<br />
Inoltre, sostiene Pépin, fallire ci consente di mettere alla prova i nostri <strong>desideri</strong> per capirne l’importanza: insistere a perseguire i propri sogni, anche a dopo molte  <strong>sconfitte</strong>, significa che l’obiettivo è davvero importante, è davvero ciò che vogliamo a qualunque costo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fallire non vuol dire mancare i propri obiettivi, bensì <strong>trovare un’altra strada</strong> per raggiungerli.<br />
L’importanza del fallimento è evidente anche sotto questo aspetto. Nel momento in cui ci rendiamo conto che una via non va bene, e non è adatta a noi, la <strong>cambiamo</strong> per individuarne una migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quale ragione non siamo in grado di arrivare a un traguardo? La meta in questione è inaccessibile, o semplicemente la nostra aspirazione non è poi così forte? Una simile <strong>riflessione</strong> ci serve per elaborare nuove destinazioni.</p>
<h2>Un problema culturale</h2>
<p style="text-align: justify;">Non riconoscere che il fallimento possa essere un momento di crescita è in primis una questione culturale. <strong>L’approccio americano</strong>, per esempio, è molto diverso e può essere riassunto con il pensiero di <strong>Jeff Bezos</strong>, fondatore e presidente di <strong>Amazon</strong>:</p>
<blockquote><p><em>“Il fallimento e l’innovazione sono gemelli inseparabili. Per innovare bisogna sperimentare e se si sa in anticipo che le cose andranno bene non è una vera sperimentazione”.</em></p></blockquote>
<p><span style="color: #445761;">In <strong>Italia</strong> non esiste la <strong>cultura della sconfitta</strong>, lo vediamo quotidianamente nel mondo dello sport, dove la vittoria sembra essere l&#8217;unico parametro per misurare il successo o l&#8217;insuccesso di una atleta o di una squadra. Allo stesso modo nella scuola o nel mondo del lavoro si viene considerati persone di successo solo grazie ai bei voti o ai titoli.</span></p>
<h2>Come imparare ad accettare il fallimento</h2>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Per imparare ad accettare il fallimento è necessario innanzitutto sviluppare una buona tolleranza alla <strong>frustrazione</strong>, imparando a stare e ad accogliere le emozioni spiacevoli, senza sfuggirle o negarle, sviluppando quella che la psicologa americana <a href="http://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/agilita-emotiva-come-utilizzare-al-meglio-pensieri-ed-emozioni/"><strong>Susan David chiama <em>“Agilità Emotiva</em></strong>.</a></li>
<li><strong><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/counseling/gratificazione-differita-cose-e-perche-dovresti-allenarla/">Abbandonando l’idea del</a> tutto e subito</strong><strong style="text-align: justify;">, </strong>comprendendo che la realizzazione dei nostri sogni e la soddisfazione dei bisogni non è qualcosa di automatico ma richiede <strong>tempo, impegno e fatica.</strong></li>
<li>
<p style="text-align: justify;">Non sentirsi all’altezza delle aspettative, avere paura di deludere gli altri o del loro giudizio, sono sintomi di <strong>bassa autostima</strong>. Per imparare ad accettare errori e fallimenti è fondamentale lavorare per accettare sé stessi, le proprie debolezze e fragilità. Un persona con una sana autostima è capace di mantenere un certo <strong>equilibrio</strong> di fronte a successi, fallimenti, approvazioni o critiche.</p>
</li>
<li>
<p style="text-align: justify;">Imparando a “leggere” l’errore o la sconfitta nella maniera corretta, ritrovando quella purezza e quella <strong>leggerezza</strong> del bambino che cade migliaia di volte prima di imparare a camminare. Analizzando il fallimento per trasformarlo in una <strong>preziosa lezione</strong>.</p>
</li>
</ol>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6894" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/03/BANNER-FALLIMENTI-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>Gratificazione differita, cos&#8217;è e perché dovresti allenarla</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/counseling/gratificazione-differita-cose-e-perche-dovresti-allenarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 09:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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		<category><![CDATA[tollerare la frustazione]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Mischel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella della gratificazione differita è un’abilità poco conosciuta, molto sottovalutata, che merita invece una grande attenzione. Da neonati e nella prima infanzia, agiamo secondo il cosiddetto principio di piacere: quello che spinge a pretendere una soddisfazione immediata dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/counseling/gratificazione-differita-cose-e-perche-dovresti-allenarla/">Gratificazione differita, cos&#8217;è e perché dovresti allenarla</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quella della <strong>gratificazione differita</strong> è un’abilità poco conosciuta, molto sottovalutata, che merita invece una grande attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da neonati e nella prima infanzia, agiamo secondo il cosiddetto <strong>principio di piacere</strong>: quello che spinge a pretendere una soddisfazione immediata dei propri desideri, senza alcuna fatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bambino piccolo che avverte un <strong>bisogno</strong> (mangiare, dormire, essere coccolato, etc.), piange, strilla, si agita se non viene istantaneamente accontentato. La sua mente non è ancora in grado di concepire l’<strong>attesa</strong> per vedere il bisogno soddisfatto.<br />
Gradualmente, con la crescita, dovremmo però imparare che gli obiettivi desiderati non vengono raggiunti in modo magico o casuale, ma che bisogna faticare ed impegnarsi per conseguirli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>principio del piacere</em>, che come detto spinge a pretendere una soddisfazione immediata dei propri desideri, dovrebbe lasciare il passo al <strong>principio di realtà</strong>, che insegna appunto a differire la gratificazione, ad attendere il momento e a <strong>costruire le condizioni</strong> perché il bisogno trovi una risposta.<br />
Il raggiungimento di questa consapevolezza non è però scontato.<br />
Sempre più spesso questo passaggio non avviene e continuiamo a vivere con l’idea del tutto e subito (e senza fatica), incapaci di tollerare la frustrazione quando questo non avviene.</p>
<h2>L’esperimento di Walter Mischel</h2>
<p>Una delle ricerche più famose, in merito alla gratificazione differita, è quella di <strong>Walter Mischel</strong>: psicologo all’Università di Stanford, nel 1972 condusse un piccolo e semplice <strong>esperimento</strong> su un gruppo di bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti, la cui età media era di 4 anni, venivano portati in una stanza, su un tavolo c’era un piatto con un <strong>marshmallow</strong>, una caramella gommosa molto gustosa. La persona che accompagnava il bambino nella stanza lo lasciava dicendo: <em>”Ora io esco e vado a fare una telefonata, se quando tornerò il marshmallow sarà ancora qui, se non l’avrai mangiato, ne potrai avere un altro”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo di Mischel era proprio quello di studiare come la gratificazione differita avrebbe impattato sulla vita futura dei piccoli partecipanti.<br />
<strong>Solo un terzo dei bimbi resistette alla tentazione</strong> di mangiare subito la caramella ed ebbe in premio un secondo dolcetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che interessava maggiormente allo psicologo americano era però il risultato dei test di controllo che sono stati svolti anni dopo, risultati che furono sorprendenti!</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo test di controllo venne effettuato circa <strong>15 anni dopo</strong>.  Furono somministrati ai <strong>genitori</strong> e agli insegnanti dei bambini dei questionari. Ai primi si chiedeva di valutare alcuni comportamenti ed atteggiamenti dei figli, confrontandoli con quelli di amici e compagni di scuola della stessa età; agli <strong>insegnanti</strong> invece si chiedeva di valutarne le abilità sociali e cognitive all’interno del contesto scolastico.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini che avevano atteso per avere una seconda caramella, che avevano cioè differito la gratificazione, venivano descritti come degli adolescenti con maggiore <strong>autocontrollo</strong> nelle situazioni frustranti, meno inclini alle tentazioni e con maggiori capacità di <strong>concentrazione</strong>.<br />
Mostravano inoltre un comportamento più maturo ed erano considerati più intelligenti e <strong>sicuri di sé</strong>; infine, quando si ponevano un obiettivo era più probabile che riuscissero a raggiungerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore test di controllo venne fatto quando i ragazzi avevano raggiunto i <strong>25-30 anni</strong>.<br />
Coloro che avevano aspettato di più la gratificazione nel test avevano conseguito i traguardi accademici più alti, erano stati capaci di realizzare <strong>obiettivi</strong> a lungo termine, facevano un uso minore di droghe e avevano un indice di massa corporea più basso.<br />
La caratteristica più importante rilevata nel campione in questione era la <strong>resilienza</strong>: avevano cioè una maggiore capacità di far fronte ad eventi negativi e di adattamento; avevano inoltre delle relazioni positive e soddisfacenti.</p>
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<h2>Le “tecniche di resistenza interiore” di Pietro Trabucchi</h2>
<p>Un altro punto di riferimento nell’ambito degli studi sulla gratificazione differita è rappresentato dalle ricerche di <strong>Pietro Trabucchi</strong>: psicologo, docente all’Università di Verona, mental coach di molti ultra atleti e autore di diversi libri sulla resilienza.</p>
<p>Così come Mischel anche Trabucchi ritiene che la capacità di differire la gratificazione sia una componente fondamentale per sviluppare resilienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lo psicologo lancia l’allarme: i giovani, le nuove generazioni, sono totalmente incapaci di tolleranza alla <strong>frustrazione</strong>, di sopportare cioè la delusione e il disagio che si prova quando un bisogno non viene soddisfatto. Ma, aggiunge Trabucchi, non per colpa loro.</p>
<p>La responsabilità principale è della <strong>società</strong> in cui sono nati e stanno crescendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad una ventina di anni fa infatti, la vita di tutti i giorni permetteva di ritrovarsi e sperimentare situazioni in cui si era costretti ad attendere per vedere un proprio bisogno o un proprio desiderio realizzato.<br />
Per esempio si doveva attendere giorni o settimane per poter vedere le foto che si erano scattate, perché il rullino doveva essere sviluppato e le foto stampate.<br />
Per ascoltare la propria canzone preferita bisognava aspettare che la passassero in radio.<br />
Spesso per togliersi un dubbio o trovare una risposta, si doveva andare in biblioteca per fare delle ricerche.<br />
Certi prodotti o certi cibi non erano reperibili nell’immediato…e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi viviamo nella società del <strong>benessere</strong>, dove tutto è a portata di mano e i bisogni vengono soddisfatti istantaneamente.<br />
Non solo, è cambiata la soglia della <strong>fatica</strong> e del disagio che siamo disposti a sopportare. Oggi rispetto al passato ci aspettiamo di fare meno sforzo per raggiungere lo stesso obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così i giovani crescono protetti da qualsiasi frustrazione e senza sviluppare nessuno strumento che permetta loro di affrontare <strong>difficoltà</strong> e insuccessi. Quando alla fine entrano in contatto con la realtà, molto spesso attraverso l’ingresso nel mondo del lavoro, la delusione rispetto alle aspettative porta allo sviluppo di molti disturbi e problemi.</p>
<h2>E allora cosa possiamo fare per allenare questa abilità?</h2>
<p>Se le opportunità di allenarci con la gratificazione differita non ci vengono più offerte in maniera naturale dall’ambiente nel quale viviamo, allora siamo noi a doverci creare queste occasioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dico che dovremmo rinunciare al benessere e ai comfort, ma di certo evitare di sprofondare nell’<strong>accidia</strong> e nella <strong>pigrizia</strong> mentale.<br />
Per esempio, potremmo evitare di precipitarci a guardare lo schermo ogni qual volta arriva una <strong>notifica</strong>. O al frigo tutte le volte che abbiamo voglia di qualcosa di buono. Se si tratta di un bisogno o di un desiderio che non è necessario soddisfare nell’immediato, cerchiamo di creare uno spazio tra lo stimolo e la risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Insegniamo ai ragazzi la cultura della conquista, della <strong>fatica</strong> e dell’impegno. Non assecondiamo ogni loro bisogno, lasciamo che sperimentino il disagio e la <strong>delusione</strong> e che capiscano che alcuni obiettivi o sogni, quelli più importanti, si realizzano solo grazie all’impegno e alla <strong>perseveranza</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/counseling/gratificazione-differita-cose-e-perche-dovresti-allenarla/">Gratificazione differita, cos&#8217;è e perché dovresti allenarla</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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		<title>Perché il tuo benessere dipende dal modo in cui pensi</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-il-tuo-benessere-dipende-dal-modo-in-cui-pensi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 13:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[mindfullness]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dei pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo diceva molto tempo fa il filosofo Marco Aurelio: &#8220;La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri&#8221;. È innegabile: i pensieri sono ciò che più influenza la nostra esistenza quotidiana, il nostro benessere, il nostro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo diceva molto tempo fa il filosofo <strong>Marco Aurelio</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri&#8221;.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #445761;">È innegabile: i pensieri sono ciò che più </span><strong style="color: #445761;">influenza</strong><span style="color: #445761;"> la nostra esistenza quotidiana, il nostro benessere, il nostro successo. Capita spesso che un’intera giornata sia </span><strong style="color: #445761;">condizionata</strong><span style="color: #445761;"> da una sensazione o da una riflessione, dal mattino fino alla sera, senza che riusciamo a liberarci: la mente potrebbe e dovrebbe essere la nostra migliore </span><strong style="color: #445761;">alleata</strong><span style="color: #445761;">, ma spesso diventa la nostra peggiore avversaria.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Non è raro che un <strong>pensiero automatico</strong> abbia come conseguenza uno stato d’animo negativo duraturo. Ma come bisogna comportarsi in tali circostanze? Davvero dobbiamo accettare di essere dominati da quello che crediamo e proviamo?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta a questa domanda, ovviamente, è no. La mente è uno dei <strong>mezzi</strong> più potenti che possediamo, ed è indispensabile sfruttarla al meglio per condurre una vita serena e fruttuosa. È essenziale capire come lavorare sulla <strong>qualità dei pensieri</strong> che ci attraversano, orientandoli a nostro vantaggio e non a nostro discapito.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da un presupposto fondamentale: <strong>il compito della tua mente non è quello di renderti felice</strong>, sereno, affermato, la mente è biologicamente progettata per preservare la nostra vita e farci sopravvivere. La nostra mente è una macchina per la <strong>sopravvivenza</strong>. E anche se nel corso dei secoli la razionalità umana si è sviluppata sempre di più, ha conservato il suo <strong>primordiale</strong> istinto di sopravvivenza. Questa è la nostra, per così dire, “componente animale”, in perenne lotta con il lato più logico e metodico di noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo aspetto si acuisce ulteriormente quando ci troviamo in una situazione di <strong>pericolo</strong>, o almeno in un contesto che interpretiamo come rischioso o incerto. In parole povere, la mente tende a individuare <strong>minacce</strong> anche laddove non ci sono: come detto, il suo scopo è preservarci, non provvedere alla nostra felicità!</p>
<p style="text-align: justify;">Per usare una metafora possiamo dire che la mente è la nostra <strong>guardia del corpo</strong>, una guardia del corpo iper protettiva e spesso paranoica. Ma se la mente è la guardia del corpo, non dimenticare che tu sei il capo! La mente lavora per te e non tu per lei. I pensieri sono al servizio dell’uomo – e non viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché <strong>è importante imparare a distinguere le insidie effettive da quelle immaginarie.</strong><br />
Infatti, mentre migliaia di anni fa l’essere umano si trovava in ambienti in cui i pericoli erano reali e frequenti, oggi la maggior parte delle cose per le quali ci preoccupiamo accade solo nella nostra testa.</p>
<blockquote><p>Il 91% delle cose di cui ti preoccupi non accadrà mai</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma come possiamo arrivare a fare questa distinzione?<br />
Non fidandosi di tutto ciò che ci passa per la mente, non credendo ad ogni nostro pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">La consapevolezza più grande ed importante che tu possa raggiungere è questa: <strong>tu non sei la tua mente</strong>, tu non sei i tuoi pensieri. <strong>Tu HAI una mente ma non sei la tua mente</strong>. Esattamente come hai due mani ma non sei le tue mani. La mente è una parte di te ma non sei tu. Tu non sei la voce nella tua testa, sei quello che può sentire la voce nella tua testa. La mente è uno strumento da utilizzare per affermarci nel mondo, per svolgere i compiti di ogni giorno, per discernere quello che accade intorno a noi e regolarci di conseguenza. Non va mai considerata, al contrario, un elemento che prevale sul nostro equilibrio e sulla nostra stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">A nessuno però viene fornito il libretto di <strong>istruzioni</strong> della propria mente, per questo ci ritroviamo spesso travolti dal chiacchiericcio interiore, dalla ruminazione mentale e dalle conseguenti emozioni spiacevoli.</p>
<p>Come possiamo disattivare il pilota automatico della nostra mente e non cadere nelle trappole di pensiero che esso genera?</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto primo la cosa più importante è la consapevolezza che tu non sei quella voce dentro la tua testa e <strong>non devi credere a tutto quello che ti dice</strong>. Devi iniziare a considerare i tuoi pensieri come <strong>mere informazioni</strong> e trattarli come tutte le altre informazioni che ti arrivano dall’ambiente. Esattamente come non credi a tutto ciò che senti, leggi o che gli altri ti dicono, non credere ad ogni pensiero che ti passa per la mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui quando arriva un pensiero che ti provoca delle sensazioni spiacevoli, per prima cosa <strong>ringrazia</strong> la tua mente per l’informazione (ricorda che lo fa per un nobile intento, farti sopravvivere) ma poi analizzala e scegli cosa fare di quell’informazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Meditazione</strong> e <strong>mindfulness</strong>, sono discipline che aiutano a liberarsi dall’identificazione con la mente e con i propri pensieri. Ma <strong>meditare non significa controllare la mente</strong> o sbarazzarsi dei pensieri e delle distrazioni. Meditare è come stare sul ciglio della strada e osservare le macchine che passano, le auto sono i tuoi pensieri. Non devi buttarti in mezzo al traffico o rincorrere le auto, devi solo guardarle. Meditare significa cambiare il nostro rapporto con i pensieri e i sentimenti che passano.</p>
<p><strong>E allora ti lascio con un semplice esercizio da fare tutti i giorni per iniziare a cambiare e migliorare il rapporto con la tua mente e i tuoi pensieri.</strong></p>
<ul class="check-small-list">
<li> Scegli un momento della giornata in cui sei ben sveglio e vigile. Sistemati in un posto comodo, seduto o sdraiato.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li> Inizia con gli occhi aperti, prendi consapevolezza dello spazio che ti circonda e fai qualche respiro profondo. Mentre inspiri nota come i polmoni si riempiono d’aria e il corpo si espande. Mentre espiri nota come il corpo si rilassa.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Ora chiudi dolcemente gli occhi e prenditi un’istante prima di fare qualsiasi altra cosa, per apprezzare e godere della sensazione di essere in pausa, di non avere niente da fare. Percepisci il senso del peso, il peso del corpo che preme sulla superficie sotto di te.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Prenditi un momento per notare quello che ti circonda, senza guardarti intorno, fai solo caso ai diversi suoni, senza cercare di escluderli.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Cerca di notare come si sente il tuo corpo, mentre prendi consapevolezza delle sensazioni corporee, osserva con maggiore attenzione il tuo respiro. Non devi modificare il tuo respiro, lascia che il corpo lo faccia da solo. Senti come si muove il respiro nel corpo. Se fai fatica a percepirlo, appoggia una mano sull’addome.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Ricordati che è sorgeranno di sicuro dei pensieri e la mente inizierà a vagare, devi solo notare quando questo succede e riportarla dolcemente al respiro.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Inizialmente nota se i respiri sono lunghi o corti, profondi o superficiali. Per rendere più facile la focalizzazione sul respiro, puoi contare i tempi di inspiro e di espiro.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Non farti coinvolgere dai pensieri, permetti loro di andare e venire. Ogni volta che la mente divaga, notalo e poi riporta con dolcezza la mente al respiro.</li>
</ul>
<ul class="check-small-list">
<li>Ora per qualche istante, distogli l’attenzione dal respiro e, per qualche secondo, lascia che la mente faccia ciò che vuole e poi riporta delicatamente l’attenzione al tuo corpo, alla sensazione di pesantezza e non appena ti senti pronto puoi riaprire gli occhi. Ma prima di muoverti prenditi un istante per sentire come si sente il tuo corpo e la tua mente.</li>
</ul>
<p>Per approfondimenti e ulteriori esercizi ti suggerisco il libro <em>“Libera la mente: dieci minuti al giorno possono fare la differenza”</em>, di <strong>Andy Puddicombe.</strong><br />
Dello stesso autore puoi trovare su <strong>Netflix</strong> una serie di brevi guide alla meditazione: <strong><em>Le guide di Headspace.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agilità Emotiva: come utilizzare al meglio pensieri ed emozioni</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/agilita-emotiva-come-utilizzare-al-meglio-pensieri-ed-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 13:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agilità emotiva. Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro”, è il titolo del libro della psicologa americana Susan David, con il quale ha portato alla conoscenza di tutti questa particolare capacità. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> Agilità emotiva. Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro”, </em>è il titolo del libro della psicologa americana <strong>Susan David,</strong> con il quale ha portato alla conoscenza di tutti questa particolare capacità.<br />
In base alla definizione dell’autrice, l’agilità emotiva, può essere considerata la capacità di mantenere una certa <strong>elasticità </strong><strong>di sentimenti e di pensieri</strong>, in modo che sia possibile rispondere con efficacia alle diverse situazioni della vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">In altri termini, l’agilità emotiva permette di relazionarsi con il proprio mondo interiore in modo <strong>flessibile e dinamico</strong>, in linea con le caratteristiche del mondo moderno: una società sottoposta a continui e repentini cambiamenti, un’economia instabile, poche certezze e punti fermi. Non solo: gli standard che la società ci impone sono sempre più elevati e spesso ci portano a desiderare dalla nostra vita più di quello che potremo effettivamente ottenere.<br />
Ecco, quindi, che se si sfrutta l’occasione di diventare agili emotivamente non si corre il rischio di essere travolti dalla complessità della vita.</p>
<blockquote><p><em>L’accettazione profonda di tutte le nostre emozioni, anche quelle difficili e complicate, è la pietra angolare per una duratura, prospera, vera e autentica felicità.<br />
</em>Susan David</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo la David risulta fondamentale sviluppare un atteggiamento di <strong>apertura, curiosità ed accettazione</strong> nei confronti di ogni pensiero o sentimento possa nascere in noi. Affrontare le emozioni con consapevolezza e comprensione risulta importante per vivere in armonia con noi stessi e con gli altri. L’autrice sottolinea come, contrariamente a quello che spesso ci viene insegnato, sia importante <strong>non reprimere o rifiutare nessuna emozione</strong>. Le nostre emozioni non sono né buone né cattive, né positive né negative, semplicemente esistono.<br />
Ma, secondo la David, questo non significa che le nostre emozioni ci dicano come comportarci. Essa infatti <strong>sono dati da analizzare, non direttive da seguire alla lettera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una parte importante nello sviluppo dell’agilità emotiva risiede nell’imparare a riconoscere gli <strong>schemi di pensiero che ci tengono in trappola</strong>, quelli che ci impediscono di andare avanti e ci tengono bloccati.<br />
Si tratta di quei pensieri che la psicologa americana definisce <strong>rigidi e ripetitivi</strong>: le stesse storie che ci raccontiamo da anni, il rimuginare continuamente sugli avvenimenti passati o preoccuparci eccessivamente per quelli futuri. Riconoscere come rigido o ripetitivo un certo pensiero ci permette di prendere consapevolezza del fatto che siamo ingabbiati nelle nostre stesse emozioni, che le nostre valutazioni sono poco oggettive, che <strong>stiamo confondendo le nostre interpretazioni della realtà con la realtà stessa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo iniziare a sviluppare la nostra agilità emotiva? Susan David ci dice che è necessario abituarsi a <strong>lasciar scorrere il flusso di pensieri ed emozioni,</strong> accogliendo ogni sensazione per quella che è, senza soffocarla, giudicarla o volerla cambiare ma, allo stesso tempo, <strong>evitando di identificarci con tutto ciò che passa nella nostra mente</strong>. Prendere le distanza dai nostri pensieri, osservarli con distacco senza identificarsi con essi, lasciarli scorrere senza attaccarsi ad essi.</p>
<blockquote><p>Osserva i tuoi pensieri passarti davanti come se non fossero tuoi.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Disinnescare il pilota automatico mentale</strong> ci permetterà di creare quello spazio di azione in cui, con consapevolezza e volontà, allineare i pensieri e le emozioni con i nostri valori più profondi e scegliere come agire o reagire ad una determinata situazione. Riallinearci per muoverci con forza e decisione verso i nostri obiettivi più importanti.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6727" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/12/BANNER_agilitaemotiva-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>La vita migliora quando impari ad accettare quello che non puoi cambiare</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/la-vita-migliora-quando-impari-ad-accettare-quello-che-non-puoi-cambiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2020 08:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capita spesso durante il corso della vita, di avere dei momenti in cui ci sentiamo frustrati, impotenti, impossibilitati a fare dei cambiamenti o ad ottenere ciò che vogliamo. Soprattutto chi ama avere il pieno controllo della propria vita, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/la-vita-migliora-quando-impari-ad-accettare-quello-che-non-puoi-cambiare/">La vita migliora quando impari ad accettare quello che non puoi cambiare</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Capita spesso durante il corso della vita, di avere dei momenti in cui ci sentiamo <strong>frustrati</strong>, impotenti, impossibilitati a fare dei cambiamenti o ad ottenere ciò che vogliamo. Soprattutto chi ama avere il pieno <strong>controllo</strong> della propria vita, non riesce ad <strong>accettare</strong> che alcune cose non dipendano da lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segreto del vivere più <strong>sereni</strong>, però, sta proprio nell’imparare a riconoscere le cose e/o le situazioni che non dipendono dalla nostra <strong>volontà</strong>, ed accettarle. E’ importante comprendere che, accettando la situazione così com’è, si evita di disperdere energie <strong>emotive</strong> e mentali e si fa spazio per ciò che è davvero importante e sotto il nostro controllo.<br />
Al contrario, non accettando quello che non puoi cambiare, rimani <strong>bloccato</strong>. Resistendo, combattendo quello che non puoi combattere, otterrai solo una mente inquieta e agitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come intraprendere questo percorso di accettazione?<br />
Prima di tutto bisogna prendere <strong>consapevolezza</strong> che ogni situazione può essere un <strong>insegnamento</strong> e un momento di <strong>crescita</strong>, sia essa bella o spiacevole: la differenza sta nel fatto che quando qualcosa non gira nel modo in cui vorremmo, lo notiamo subito; quando siamo <strong>felici</strong>, invece…ci soffermiamo mai a farci caso?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è semplice, ma se vista dal lato giusto, ogni situazione può essere l’inizio di un nuovo <strong>percorso</strong>, un ottimo spunto per un piccolo passo avanti. Accettare con serenità ciò che ci accade, accoglierne il positivo, darà alla nostra vita un senso più pieno, energico, solare, positivo! Tutto questo si riflette di conseguenza sul nostro umore, nel quotidiano, ci dà lo slancio per affrontare ogni nuova <strong>sfida</strong> con il piede giusto.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6885" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/11/BANNER-ACCETTARE-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le porte che si chiudono, le strade che si interrompono, diventano nuove <strong>opportunità</strong> per scoprire qualche altra porta e qualche altro nuovo sentiero da esplorare con entusiasmo, <strong>curiosità</strong> e voglia di arricchirsi.<br />
Questo spirito di accettazione farà sì che ogni nuova sfida sarà più facile da abbracciare, da cogliere, e, infine, da superare.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è proprio qui che si voleva arrivare? Al cambiamento? Se non possiamo cambiare la situazione, accogliamola. Accogliendola, cambiamo il nostro <strong>punto di vista</strong> nei suoi confronti e lei, cambierà di conseguenza, senza quasi che noi ce ne rendiamo conto. Semplicemente perché siamo stati noi i primi a metterci in gioco ed accettare la situazione!</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo passo è sicuramente il più difficile; è umano disperarsi e perdere la strada quando ci troviamo in situazioni che non dipendono da noi. Una malattia, la perdita di un caro, la separazione da un nostro affetto, prima di accettare la situazione, dobbiamo dar spazio ai nostri <strong>sentimenti</strong>, a come ci sentiamo: <strong>ascoltarci</strong>, come facciamo con il nostro amico più caro.<br />
Se non dovesse essere sufficiente, possiamo sempre chiedere aiuto. Alle volte basta un amico, in altri casi, possiamo rivolgerci ad un professionista che ci ascolti e ci aiuti a cambiare <strong>prospettiva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Imparare ad accettare le cose per quello che sono, quando sono fuori dal nostro controllo, ci aiuta a mantenere <strong>l’equilibrio</strong> e la <strong>pace</strong> interiore e a dedicarci a ciò che invece possiamo influenzare e cambiare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/la-vita-migliora-quando-impari-ad-accettare-quello-che-non-puoi-cambiare/">La vita migliora quando impari ad accettare quello che non puoi cambiare</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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		<title>Life Skills: le 10 abilità che rendono la vita più facile</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/life-skills-le-10-abilita-che-rendono-la-vita-piu-facile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 07:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[abilità]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1993 l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha pubblicato un documento contenente l’elenco delle Life Skills (competenze per la vita), abilità e capacità che ci permettono di acquisire comportamenti flessibili e positivi, grazie ai quali possiamo affrontare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/life-skills-le-10-abilita-che-rendono-la-vita-piu-facile/">Life Skills: le 10 abilità che rendono la vita più facile</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 1993 l’OMS, <strong>Organizzazione Mondiale per la Sanità</strong>, ha pubblicato un documento contenente l’elenco delle <strong>Life Skills</strong> (competenze per la vita), abilità e <strong>capacità</strong> che ci permettono di acquisire comportamenti flessibili e positivi, grazie ai quali possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della <strong>vita</strong> quotidiana. Queste dieci <strong>competenze</strong> ci aiutano a sapere <strong>cosa fare, quando e come farlo</strong>, aumentano autostima, fiducia e facilitano le nostre relazioni.</p>
<p><strong>Vediamo le 10 Life Skills nel dettaglio.</strong></p>
<p><strong>1) Decision Making (capacità di prendere decisioni)<br />
</strong>Questa abilità consente di imparare ad affrontare in modo costruttivo ed efficace la <strong>scelta</strong> da fare in vari contesti della propria vita. Aiuta a valutare le opzioni disponibili, gli effetti e le conseguenze possibili delle varie scelte. E considerato che prendiamo circa 12.000 decisioni al giorno, riuscire a farlo in modo consapevole e costruttivo è un grande vantaggio.</p>
<p><strong>2) Problem Solving (abilità di risolvere i problemi)<br />
</strong>Questa competenza aiuta ad affrontare e risolvere in modo <strong>costruttivo</strong>, positivo e creativo i problemi che  quotidianamente siamo portati ad affrontare. Consente di focalizzarsi sulla ricerca di soluzioni e permette di vedere l&#8217;opportunità che si cela dietro il problema, senza ansia, tensioni fisiche e stress nocivo.</p>
<p><strong>3) Pensiero Creativo<br />
</strong>La creatività è il processo che ci porta ad vere <strong>idee</strong> originali di valore e a creare qualcosa di nuovo. Il pensiero creativo, detto anche pensiero laterale, è l’abilità di pensare fuori dagli schemi e risulta di fondamentale importanza in ogni momento della nostra vita. E’ utile infatti nell&#8217;individuazione di soluzioni ai problemi; di vedere le situazione da differenti punti di vista nel momento in cui si devono prendere decisioni; aiuta ad avere una mente flessibile e a non stare nella fissità di comportamenti e pensieri.</p>
<p><strong>4) Pensiero Critico<br />
</strong>Abilità indispensabile per analizzare informazioni ed esperienze in modo <strong>oggettivo</strong>, valutandone vantaggi e svantaggi, al fine di arrivare a una decisione più consapevole, riconoscendo e valutando i diversi fattori che influenzano gli atteggiamenti e il comportamento, quali ad esempio le pressioni del gruppo dei pari o della famiglia, l’influenza dei mass media, le proprie credenze.<a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6658" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png" alt="life skills" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p><strong>5) Comunicazione Efficace<br />
</strong>La comunicazione è un aspetto centrale della nostra vita e strumento importante per entrare in relazione con gli altri. La comunicazione efficace consente di esprimersi in modo efficace e <strong>congruo</strong>, dichiarando opinioni e desideri, ma anche bisogni e sentimenti, ascoltando con attenzione gli altri per capirli. E’ fondamentale per esprimersi in modo appropriato, conoscere gli effetti del nostro linguaggio verbale come del comportamento non verbale.</p>
<p><strong>6) Capacità di Relazioni Interpersonali<br />
</strong>E’ l’abilità che ci consente di instaurare e mantenere buoni <strong>rapporti</strong>; concluderli – quando lo si decide – in modo costruttivo. Aiuta a vivere in modo armonico con gli altri risultando così fondamentale per il nostro benessere psicologico e mentale.</p>
<p><strong>7) Autoconsapevolezza<br />
</strong>Conoscere sé stessi, il proprio <strong>carattere</strong>, i propri bisogni e desideri, i propri punti forti; ci aiuta a vivere meglio e ad esprimerci per quello che siamo. E’ la condizione indispensabile per la gestione dello stress, la comunicazione efficace, le relazioni interpersonali positive, l’empatia e per vivere un’esistenza felice.</p>
<p><strong>8) Empatia<br />
</strong>Saper comprendere e ascoltare gli altri, immedesimandosi in loro anche in situazioni non familiari, accettandoli e comprendendoli e migliorando le relazioni sociali soprattutto nei confronti di diversità etniche e culturali. È la capacità di <strong>percepire</strong> l&#8217;altro, le sue sensazioni e stati d&#8217;animo. Consente una migliore comunicazione e qualità di relazione, la comprensione e l&#8217;accettazione degli altri.</p>
<p><strong>9) Gestione delle Emozioni<br />
</strong>Essere consapevoli di come le emozioni influenzano il <strong>comportamento</strong> in modo da riuscire a gestirle in modo appropriato e a regolarle opportunamente. Alla base della conoscenza di sé, c&#8217;è il saper riconoscere le proprie emozioni e poi quelle altrui.</p>
<p><strong>10) Gestione dello Stress<br />
</strong>E’ l’abilità che ci permette di riconoscere e controllare le fonti di <strong>tensione</strong>, in modo da ridurne o annullarne l&#8217;impatto, tramite cambiamenti nell’ambiente, nello stile di vita o sviluppando la capacità di rilassarsi.</p>
<p>Le Life Skills sono abilità che se acquisite ci rendono davvero la vita più <strong>facile</strong> e ci permettono di migliorare le nostre relazioni interpersonali. Richiedono però un atto di volontà, sta a noi impegnarci per apprenderle. Una vita armonica, serena, <strong>equilibrata</strong> è possibile ma richiede un’assunzione di <strong>responsabilità</strong> da parte di tutti noi.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6658" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png" alt="life skills" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>6 aspetti di te che puoi migliorare con la crescita personale</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/puoi-migliorare-con-la-crescita-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 09:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[Conosci te stesso]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni limitanti]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[obbiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando siamo bambini ci viene detto chi siamo e come dobbiamo comportarci, cosa sarebbe meglio per noi, cosa è giusto e cosa sbagliato. Attraverso questi <strong>condizionamenti</strong> si formano nella nostra mente delle <strong>convinzioni</strong> molto forti che vanno ad influenzare quello che facciamo e la nostra idea di ciò che siamo.<br />
A volte queste convinzioni corrispondono alla realtà delle volte invece la <strong>distorcono</strong> allontanandoci da quello che siamo realmente.</p>
<p>Questa pausa globale è la grande occasione per tutti noi di guardarsi dentro. Di mettere in discussione quelle convinzioni, di capire cosa è davvero importante, di rendersi conto che non dobbiamo aspettare di perdere qualcosa per riconoscerne il valore, di scegliere le cause per le quali combattere, di modificare le nostre abitudini e il nostro stile di vita, di capire chi vogliamo davvero essere.</p>
<p>Questo <strong>processo,</strong> con il quale ritorniamo a noi stessi, <strong>liberandoci</strong> di tutto ciò che non è nostro ma ci è stato attribuito, viene definito <strong>crescita personale</strong>. Un percorso di ricerca interiore che ci aiuta a scoprire la nostra vera <strong>identità</strong> e ci guida a ritrovare la strada dell’auto <strong>realizzazione,</strong> intesa come la soddisfazione delle proprie inclinazioni, dei propri bisogni, e delle proprie <strong>potenzialità</strong>.<br />
Siamo la cosa più preziosa che abbiamo e quanto più ciò che siamo si avvicina a ciò che vorremmo essere, tanto più ci sentiamo felici e <strong>realizzati</strong>.</p>
<p><strong>Sono molti gli aspetti che si possono migliorare con la crescita personale, ecco i 6 più importanti.</strong></p>
<p><strong>1) CONOSCENZA DI SE</strong><br />
Ciò che conosciamo di noi stessi è solo lo strato più superficiale del nostro <strong>essere</strong>. Conoscersi davvero vuol dire capire chi siamo veramente, capire qual è lo scopo della nostra vita, quali sono le nostre <strong>potenzialità</strong>, le nostre risorse, le nostre virtù e come possiamo svilupparle. Significa compiere un viaggio che abbia come meta la scoperta delle nostre caratteristiche più <strong>autentiche</strong>, quelle che nel tempo sono rimaste nascoste dentro di noi. Se vogliamo diventare protagonisti della nostra esistenza dobbiamo fare <strong>pulizia</strong>, liberarci di tutti gli orpelli morali, le identificazioni, le convinzioni assimilate dall&#8217;esterno, i modelli etc. Toglierci di dosso ciò che non è nostro.</p>
<p><strong>2) AUTOSTIMA</strong><br />
Chi ha una bassa autostima è una persona insicura che dimostra una scarsa <strong>fiducia</strong> nelle proprie capacità ed è spesso preda di ansie e paure. L’autostima bassa preclude molte possibilità sia in campo lavorativo che relazionale. Stimarsi significa volersi bene. Imparare ad <strong>amare se stessi</strong> anziché pensare solo di piacere agli altri. Come dice <strong>Nathaniel Branden</strong> nel libero <em><strong>“I sei pilastri dell’autostima”</strong></em>: <em>“L’autostima è la convinzione di riuscire a raggiungere obiettivi di felicità grazie alle proprie potenzialità personali. È qualcosa che supera e contiene la stima di sé, il rispetto e l’amore per la propria persona.”</em></p>
<p><strong>3) ASSERTIVITÀ</strong><br />
Migliorare la propria assertività significa imparare a riconoscere i propri <strong>bisogni</strong> e propri diritti e ad esprimere le proprie opinioni o i propri sentimenti in maniera adeguata, nel <strong>rispetto</strong> dell’interlocutore, senza offenderlo o aggredirlo. Chi è poco assertivo infatti, fa fatica ad affermare se stesso, da molta importanza alle opinione altrui e poca alle proprie e fa fatica a <strong>dire di no</strong>.</p>
<p><strong>4) INTELLIGENZA EMOTIVA</strong><br />
L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere e gestire i propri<strong> stati d’animo</strong> e di comprendere e rispondere correttamente alle emozioni degli altri. E’ una delle competenze più importanti e richieste nel mondo del lavoro. Chi è emotivamente intelligente ha infatti la capacità di <strong>motivare</strong> se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli <strong>impulsi</strong> e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare, di essere <strong>empatici</strong> e di sperare.</p>
<p><strong>5) FARE CHIAREZZA</strong><br />
Capita spesso nel corso della vita di vivere <strong>momenti</strong> nei quali non si sa cosa si vuole o cosa sia meglio per se stesso. La crescita personale aiuta a fare chiarezza, a identificare e definire i propri obiettivi, a prendere consapevolezza dei propri <strong>valori</strong> più profondi e a superare quelle convinzioni che, come zavorre, ci impediscono di andare avanti. In questo particolare momento, per esempio, può aiutarti a capire cosa davvero conta, cosa è tempo di lasciare andare m anche come ripartire al meglio quando la quarantena sarà finita.</p>
<p><strong>6) MIGLIORARE LA PROPRIA ORGANIZZAZIONE<br />
</strong> Il nostro modo di lavorare sta cambiando e continuerà a farlo. Per questo è importante acquisire una buona capacità organizzativa. La crescita personale permette di acquisire tecniche e strumenti che consentono di lavorare in maniera più efficace e <strong>produttiva</strong>. In questo modo si riducono di molto i livelli di <strong>stress</strong> e si riesce a conciliare in maniera adeguata lavoro e vita privata.</p>
<p><strong>Ora più che mai</strong> abbiamo l&#8217;opportunità e il <strong>tempo</strong> di prenderci <strong>cura</strong> di noi stessi lavorando per migliorare e accrescere le nostre <strong>risorse</strong> interiori; l&#8217;idea che il cambiamento arriverà dall&#8217;esterno è una grande illusione, ciascuno di noi deve assumersi la <strong>responsabilità</strong> di lavorare su se stesso. Abbiamo la possibilità di restituire al mondo delle versioni migliori di noi stessi, per le persone che ci circondano, per rendere questa terra un luogo di nuovo vivibile, in <strong>armonia</strong> con la natura, dove <strong>valori</strong> come l’umanità, la reciprocità, il senso di appartenenza, e l’<strong>empatia</strong> tornino ad essere le basi sulle quali fondare le nostre esistenze.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6661" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA.png" alt="crescita personale" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>7 errori che un freelance non dovrebbe mai commettere</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-un-freelance-non-dovrebbe-mai-commettere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 08:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essere freelance offre tanti vantaggi: non devi rispondere a nessuno se non a te stesso, hai una maggiore autonomia e flessibilità e soprattutto puoi gestire il tuo tempo come vuoi. La libertà e la flessibilità rischiano però di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-un-freelance-non-dovrebbe-mai-commettere/">7 errori che un freelance non dovrebbe mai commettere</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Essere freelance offre tanti <strong>vantaggi</strong>: non devi rispondere a nessuno se non a te stesso, hai una maggiore autonomia e <strong>flessibilità</strong> e soprattutto puoi gestire il tuo tempo come vuoi. La libertà e la flessibilità rischiano però di diventare un’arma a doppio taglio e di far commettere degli errori che compromettono la propria <strong>efficacia</strong> e la propria <strong>produttività</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Se sei un freelance dunque occhio a non commettere questi 7 errori.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>1) Posticipare la sveglia<br />
</strong>Sei di quelli che imposta almeno 3 o 4 sveglie a distanza di 10 minuti l’una dall’altra?</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Male…anzi malissimo! Posticipare la sveglia, infatti, significa stravolgere il tuo <strong>ciclo del sonno</strong>. Se ti riaddormenti dopo aver rimandato la sveglia, inizi un nuovo ciclo di sonno che però non potrai concludere. Avrai quindi più probabilità di svegliarti <strong>stordito</strong> invece che riposato, con tutte le conseguenze che questo può implicare sul tuo livello di energia e di attenzione al lavoro.</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Altra cosa <strong>assolutamente da evitare</strong> è quella di tenere le <strong>notifiche</strong> attive e controllare il telefono durante la notte. Si rischia di <strong>frammentare</strong> il sonno con effetti estremamente nocivi per il tuo organismo.</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> <strong>Di notte tieni il telefono lontano dal letto e con le notifiche disattivate.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>2) Usare il cellulare appena sveglio</strong></span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Il primo gesto che fai quando ti svegli è allungare la mano per prendere lo smartphone?</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Non farlo!</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> I primi gesti che compi appena alzato condizionano (in positivo o in negativo) il resto della giornata. Per questo è importante alzarsi e svolgere attività che permetto al cervello di risvegliarsi <strong>gradualmente</strong> ma soprattutto con tranquillità. Usare il cellulare appena sveglio per controllare i social o la mail significa bombardare di informazioni la tua mente senza nemmeno darle il tempo di <strong>risvegliarsi</strong>. Da anni ormai accendo il telefono solo dopo aver fatto colazione, circa 30 minuti dopo essermi svegliata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>3) Non fare colazione<br />
</strong>Quante volte avrai sentito la frase:<em> ”La colazione è il pasto più importante della giornata”</em>? Un milione forse, ma è proprio vero.</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> <strong>Iniziare la giornata senza fare colazione è come provare a far partire una macchina senza benzina.</strong> Se la mattina vuoi essere attivo e concentrato sul lavoro hai bisogno di un buon pasto, un semplice caffè non basta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>4) Non stabilire degli orari<br />
</strong>Hai mai sentito parlare della <strong>legge di Parkinson?</strong> E’ una del più importanti leggi sulla gestione del tempo e dice:” <em>Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”.<br />
</em>Se non vuoi ritrovarti a lavorare fino a tardi e in maniera poco efficace, è importante che <strong>stabilisci un orario di inizio e uno di fine lavoro</strong>. In questo modo sarà molto più semplice <strong>pianificare</strong> le tue attività e i tuoi  impegni extra lavorativi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>5) Cenare troppo tardi<br />
</strong>Mangiare troppo tardi può influenzare <strong>negativamente</strong> la qualità del tuo sonno e, di conseguenza, impedirti di risvegliarti riposato e carico per affrontare la giornata. Generalmente è meglio smettere di mangiare tre ore prima di andare a letto. Quindi <strong>se vai a dormire alle 23, dovresti aver finito di mangiare alle 20.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>6)</strong> <strong>Portarsi la tecnologia in camera da letto<br />
</strong>Parliamo ancora una volta di qualità del sonno: se rimani inchiodato davanti allo schermo del tuo pc, tablet o smartphone fino a pochi minuti prima di andare a dormire, rischi seriamente di <strong>compromettere</strong> la qualità del tuo riposo. La <strong>luce</strong> del display rende più difficile addormentarsi ma soprattutto, stare sui social, lavorare o controllare la mail, impediscono al tuo cervello di <strong>staccare</strong> e rilassarsi. Il consiglio è di <strong>spegnere tutti i dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a dormire</strong> e di dedicare i momenti antecedenti al riposo ad attività che permettono alla mente di <strong>distendersi</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>7) Improvvisare<br />
</strong>Un freelance che vuole essere <strong>produttivo</strong> non può permettersi di improvvisare. E’ importante dedicare del tempo alla <strong>pianificazione</strong> dei propri impegni e delle proprie attività. L’ideale sarebbe impostare una pianificazione mensile, settimanale e giornaliera. La cosa importante è <strong>non andare mai a dormire senza aver definito le cose da fare il giorno successivo.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ti sei riconosciuto in alcuni o in tutti questi comportamenti? Non preoccuparti sono errori abbastanza comuni che con un po&#8217; di lavoro su te stesso riuscirai a sostituire con sane e produttive abitudini <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-un-freelance-non-dovrebbe-mai-commettere/">7 errori che un freelance non dovrebbe mai commettere</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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		<title>Ikigai: trovare il senso della vita ed essere felici</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/ikigai-trovare-il-senso-della-vita-ed-essere-felici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 07:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[ikigai]]></category>
		<category><![CDATA[scopo]]></category>
		<category><![CDATA[senso della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ikigai è una parola giapponese che si riferisce alla sensazione di vivere un’esistenza ricca di significato, una vita degna di essere vissuta. Chi ha preso consapevolezza del proprio ikigai prova un sentimento di profondo amore per la vita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/ikigai-trovare-il-senso-della-vita-ed-essere-felici/">Ikigai: trovare il senso della vita ed essere felici</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ikigai</strong> è una parola giapponese che si riferisce alla sensazione di vivere un’esistenza <strong>ricca</strong> di significato, una vita degna di essere vissuta. Chi ha preso consapevolezza del proprio ikigai prova un sentimento di profondo <strong>amore per la vita</strong> e appagamento interiore e guarda al mondo con ottimismo. E’ una persona entusiasta, motivata, dotata di una grande <strong>forza d’animo</strong>, resilienza e, come hanno dimostrato diversi studi, gode di una più alta aspettativa di vita.<br />
Scoprire il proprio ikigai significa trovare la propria ragione di vita, il proprio scopo.</p>
<p>L’ikigai si compone di <strong>quattro elementi</strong>:</p>
<p>&#8211; quello che ami fare;<br />
&#8211; i tuoi punti di forza o le tue capacità<br />
&#8211; ciò di cui ha bisogno il mondo<br />
&#8211; le cose per le quali ti pagano o potrebbero pagarti.</p>
<p>L’incrocio di questi elementi ti permette di scoprire:</p>
<p>&#8211; la tua passione: quello che ami e in cui sei bravo;<br />
&#8211; la tua professione: quello in cui sei bravo e per cui ti pagano;<br />
&#8211; la tua vocazione: quello per cui ti pagano e di cui il mondo ha bisogno;<br />
&#8211; la tua missione: quello di cui il mondo ha bisogno e che ami.</p>
<p>Dall’intersezione di queste <strong>quattro aree</strong> nasce il tuo ikigai.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-masonry-thumb wp-image-5406" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/03/ikigai_grafico-820x774-1.png" alt="ikigai_grafico" width="820" height="774" /></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo un esempio concreto tratto dal libro di <strong>Bettina Lemme, <em>“Ikigai. Il metodo giapponese per trovare il senso della vita ed essere felici”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per un pianista che ha trovato nella musica il proprio personale ikigai entrano in gioco tutti e quattro i livelli. Quando suona, fa una cosa che ama: si dedica a un’attività che lo assorbe completamente. La musica, però, è anche una delle cose per cui è portato, per cui la si può considerare anche un punto di forza o una capacità. In terzo luogo, quando non si limita a suonare per il proprio personale diletto ma si esibisce in una sala da concerto, il pianista fa qualcosa di utile per il resto del mondo. Gli spettatori in sala godono della sua musica e del suo virtuosismo strumentale: forse ne ricavano perfino delle risorse per il proprio personale ikigai. Infine, il pianista viene pagato per la sua performance, quindi è in grado di provvedere ai propri bisogni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza contare che ha la fortuna di sapere cosa rende la sua vita degna di essere vissuta. Può esprimere appieno la sua passione e sviluppare al massimo le proprie doti, nella consapevolezza che in qualunque momento lo attendono compiti ricchi di senso. E questo è fonte di motivazione, gioia e pace interiore. Il pianista ha sempre nuovi obiettivi da perseguire e, al tempo stesso, la sua attività è sostenibile sul lungo termine, dal momento che gli procura di che vivere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciò non significa che l’ikigai sia appannaggio esclusivo delle persone la cui esistenza è dominata da un’unica grande passione, come i pianisti, né di chi è riuscito a farne un mestiere. L’ ikigai è presente anche in cose molto più piccole e meno appariscenti, alle quali – sbagliando – tendiamo a non dare troppo significato. L’ikigai di una persona può dipendere anche solo dal fatto di vedere il sole sorgere ogni mattina, ritrovarsi con gli amici per fare jogging, leggere libri per immergersi in mondi nuovi, prestare attenzione agli altri, essere una risorsa per i propri cari, fare lunghe passeggiate con il cane, imparare una lingua straniera, dare sfogo alla propria creatività iscrivendosi a un corso di pittura&#8230; </em></p>
<p>Ma come fare concretamente per trovare il tuo ikigai? Semplice, cominciando a cercare <strong>risposte</strong> a queste quattro domande:</p>
<p>1) Le cose che mi piace fare, mi entusiasmano, mi ispirano, sono…</p>
<p>2) Le cose che so fare bene/i miei punti di forza sono</p>
<p>3) Vengo pagato o potrei venire pagato per…/potrei esigere una contropartita per…</p>
<p>4) Di cosa ha bisogno il mondo?</p>
<p>La risposta ad alcune di queste domande potrà risultare semplice, altre richiederanno una riflessione profonda. Non avere fretta.</p>
<p>Una volta che avrai trovato tutte le risposte, potrai inserirle in uno schema simile a quello della foto e incrociando tutte le risposte troverai il tuo Ikigai.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6655" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI.png" alt="trovare ikigai" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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