<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Obiettivi Archivi - Alessandra Puggioni</title>
	<atom:link href="https://www.alessandrapuggioni.it/category/obiettivi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.alessandrapuggioni.it/category/obiettivi/</link>
	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
	<lastBuildDate>Wed, 24 Jan 2024 07:51:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.4</generator>
	<item>
		<title>I 7 errori che ti impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-ti-impediscono-di-raggiungere-obiettivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 18:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[buoni propositi]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=4890</guid>

					<description><![CDATA[<p>Manca ancora qualche settimana alla fine dell’anno, il momento il cui solitamente si tirano le somme e si fa un bilancio degli ultimi 12 mesi. Bilancio che spesso risulta deludente: quanti dei buoni propositi di inizio anno sono stati effettivamente realizzati? Molte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-ti-impediscono-di-raggiungere-obiettivi/">I 7 errori che ti impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca ancora qualche settimana alla fine dell’anno, il momento il cui solitamente si tirano le somme e si fa un <strong>bilancio</strong> degli ultimi 12 mesi. Bilancio che spesso risulta deludente: quanti dei<strong> buoni propositi</strong> di inizio anno sono stati effettivamente realizzati?<br />
Molte volte si fa fatica a capire perché, nonostante la buona volontà e l’<strong>entusiasmo</strong> iniziale, non si riesca ad ottenere ciò che si vuole.<br />
Se anche tu ti ritrovi spesso nella categoria dei <strong>delusi</strong> di fine anno leggi attentamente questo articolo: è molto probabile infatti che uno o più di questi <strong>errori</strong> ti abbia impedito di ottenere ciò che vuoi.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>NON TI SEI PREFISSATO UN VERO OBIETTIVO<br />
</strong></span>Spesso si confonde un buon proposito con un vero obiettivo. E’ raro che un buon proposito venga rispettato se non viene trasformato in un obiettivo <strong>specifico</strong>. Un obiettivo è formulato in modo da rispettare alcun <strong>criteri</strong> che lo rendono raggiungibile.<em> “Voglio dimagrire, voglio sentirmi più sicuro di me, voglio guadagnare di più”</em>, sono buoni propositi caratterizzati dall&#8217;essere troppo <strong>generici</strong> affinché il nostro cervello li prenda sul serio.  Un obiettivo per essere stimolante, <strong>motivante</strong> e raggiungibile deve essere il più <strong>chiaro</strong> e specifico possibile. <em>“Voglio perdere 4 chili, voglio iscrivermi ad un corso per migliorare la mia autostima, voglio guadagnare 1000€ in più al mese”,</em> sono obiettivi formulati in maniera specifica che ti consentono da subito di iniziare a lavorarci per realizzarli.</li>
<li><strong>NON TI SEI DATO UNA SCADENZA<br />
</strong></span>Walt Disney diceva <em><strong>“La differenza tra un sogno e un obiettivo è la data di scadenza”.</strong></em> Oltre che specifico, l’obiettivo, deve essere <strong>tempificato</strong>. Significa che devo decidere un tempo entro il quale mi prefiggo di raggiungerlo. Fino a quando non deciderai una data di inizio e di conclusione sarai portato a <strong>rimandare</strong>. Una delle leggi sulla gestione del tempo, <strong>“La Legge di Parkinson”</strong><em><strong>, </strong></em><em>recita:</em> “<em>Il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile per il suo completamento</em>”. In pratica più tempo avrai a disposizione più ne utilizzerai.</p>
<p>A maggior ragione senza un tempo ben definito entro il quale vuoi raggiungere il tuo risultato, la tendenza sarà quella di procrastinare e non attivarti in maniera concreta.</p>
<p>Inoltre, determinare un orizzonte temporale, ti permetterà di mantenere la giusta <strong>pressione</strong> interna che stimola a impegnarsi e a compiere tutte le azioni necessarie per raggiungere il traguardo prefissato.</li>
</ol>
<ol style="text-align: justify;" start="3">
<li><strong>NON L’HAI SCRITTO<br />
</strong></span>C’è una bella differenza tra avere un obiettivo e scriverlo. Quando metti per iscritto il risultato che vuoi raggiungere lo rendi concreto e <strong>importante</strong>. Nel momento in cui scrivi il tuo obiettivo su carta lo puoi guardare tutte le volte che vuoi, in sostanza è come prendere un <strong>impegno</strong> con te stesso e un modo efficace per renderlo forte e desiderabile nella tua mente.</li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><strong>NON AVEVI UN PERCHÉ ABBASTANZA FORTE<br />
</strong></span>Quando si definisce un obiettivo bisogna essere in grado di rispondere in maniera chiara a <strong>3 domande</strong>: <em>cosa voglio? Perché lo voglio? Come farò ad ottenerlo?</em> Un errore grande che spesso si commette è quello di fermarsi al cosa. Potresti essere stato bravissimo nel definire in maniera chiara specifica e tempificata il tuo obiettivo ma se poi hai trascurato di lavorare sui <strong>motivi</strong> per i quali vuoi ottenere quel risultato avrai vanificato tutto il lavoro. Scrivi tutte le ragioni per le quali vuoi raggiungere quell’obiettivo e i <strong>vantaggi</strong> che ne otterrai una volta realizzato. Sono ragioni abbastanza forti da sostenerti anche nei momenti di difficoltà? Come ti sentirai una volta ottenuto ciò che vuoi? Come cambierà la tua vita?</li>
<li><strong>NON TI SEI CHIESTO SE NE VALESSE DAVVERO LA PENA<br />
</strong></span>Desiderare qualcosa fortemente porta un grande entusiasmo e una grande spinta motivazionale che ci porta spesso a trascurare eventuali <strong>ostacoli</strong> o difficoltà che si potranno trovare lungo il cammino. Nel perseguire i tuoi obiettivi devi sempre considerare le <strong>conseguenze</strong> che potrebbero avere sull&#8217;ambiente nel quale vivi e sulle persone con le quali sei in relazione.</p>
<p>Devi essere sempre consapevole di quello che sarà il prezzo da pagare per ottenere quello che vuoi. Diversamente ti potresti trovare nella spiacevole situazione di aver ottenuto il risultato ma di aver perso lungo il percorso cose ben più importanti.</p>
<p>L’obiettivo che ti poni non deve creare <strong>disequilibri</strong> nella tua vita ed in quella delle persone a te vicine, deve essere in linea con i tuoi valori e coerente rispetto a ciò che sei. Un buon obiettivo porta vantaggi e risvolti positivi in tutte le aree della propria vita.</li>
<li><strong>NON HAI PREPARATO UN PIANO D’AZIONE<br />
</strong></span>E’ solo quando compirai il primo <strong>passo</strong>, la prima azione concreta, che potrai dire di essere in cammino verso il tuo traguardo.</p>
<p>Il piano d’azione è la sequenza di azioni specifiche da compiere per la realizzazione del tuo obiettivo. Fare un piano d’azione significa <strong>scomporre</strong> l’obiettivo in una serie di micro obiettivi.</p>
<p>In genere, il piano d’azione si può definire rispondendo a queste <strong>5 domande:</strong></li>
</ol>
<p><em>1)  <strong>Che cosa devo fare? </strong></em>Quali sono le azioni richieste per realizzare il tuo obiettivo<br />
<em>2) <strong>Come posso farlo?</strong> </em>Quali sono le modalità in cui svolgere le azioni richieste<br />
<em>3) <strong>Dove lo farò</strong></em><strong>? </strong>Il contesto nel quale le azioni avranno luogo<br />
<em>4) <strong>Quando lo farò</strong></em><strong>?</strong> Data e ora e tempo da dedicare alle azioni<br />
<em>5) <strong>In che sequenza?</strong></em><strong> </strong>L’ordine cronologico delle azioni che conducono alla realizzazione dell’obiettivo.</p>
<p>Per evitare di procrastinare la prima cosa che devi fare è individuare il <strong>primo passo</strong>, quella cosa da fare subito, immediatamente per dare il via al tuo percorso.</span></p>
<ol style="text-align: justify;" start="7">
<li><strong>NON HAI AVUTO IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO MENTALE<br />
</strong>Come dicevo prima, inizialmente si è sempre carichi di <strong>energie</strong> ed entusiasmo quando si inizia il percorso verso il proprio obiettivo. Ma quello che fa davvero la differenza è riuscire a mantenere la <strong>motivazione</strong> alta anche di fronte alla difficoltà. Devi essere consapevole che, anche se hai definito bene ciò che vuoi e hai delineato un buon piano d’azione, sarà inevitabile incontrare nel tuo cammino degli ostacoli e delle <strong>difficoltà</strong>. <strong>Costanza, perseveranza e flessibilità</strong> sono i 3 risorse che dovrai mettere in campo per arrivare a tagliare il traguardo. Il mio consiglio è, una volta definito il piano d’azione, concentrarsi su un passo alla volta, sulle tappe intermedie del tuo cammino. Soprattutto quando un obiettivo è a lungo termine potrebbe essere demotivante guardare solo alla meta finale.</li>
</ol>
<p>Spero che questi consigli ti aiutino per iniziare l’anno non con dei buoni propositi ma con degli obiettivi scritti e ben definiti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-ti-impediscono-di-raggiungere-obiettivi/">I 7 errori che ti impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come rendere quest&#8217;anno migliore del precedente</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/come-rendere-questanno-migliore-del-precedente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 13:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=4473</guid>

					<description><![CDATA[<p>Verso la fine dell’anno mi capita spesso di sentire, o leggere sui social, persone che maledicono o mandano a quel paese l’anno che si sta per chiudere e non vedono l’ora che inizi il nuovo, nella speranza che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/come-rendere-questanno-migliore-del-precedente/">Come rendere quest&#8217;anno migliore del precedente</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Verso la fine dell’anno mi capita spesso di sentire, o leggere sui social, persone che maledicono o mandano a quel paese l’anno che si sta per chiudere e non vedono l’ora che inizi il nuovo, nella speranza che sia migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"> La domanda che vorrei fare a queste persone è:<em>”Cosa hai intenzione di fare affinché il prossimo anno sia migliore del precedente?”.</em> Un anno non è che uno spazio di tempo che noi decidiamo di riempire con le nostre azioni e i nostri comportamenti.<br />
Le circostanze esterne possono sicuramente avere una certa influenza sulla nostra vita, ma un ruolo decisivo nel costante tentativo di stare bene ed essere felici, è svolto dal nostro modo di pensare, dai nostri comportamenti e dalle nostre abitudini.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso non abbiamo il potere di controllare gli eventi esterni perché al di fuori della nostra sfera di influenza, sul nostro atteggiamento e sulle nostre abitudini abbiamo invece la possibilità di esercitare un controllo totale e questo fa una grossa differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vuoi che il prossimo anno sia migliore di quello appena finito, devi impegnarti ad introdurre dei miglioramenti nel tuo modo di pensare e delle abitudini più sane e positive.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio suggerirti alcuni comportamenti che, se metterai in atto da subito, ti aiuteranno a migliorare la qualità della tua vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Le 3 G: praticare gratitudine, gentilezza, generosità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essere grati significa essere riconoscenti per ciò che si è, apprezzare e non dare per scontato ciò che si ha. La <strong>gratitudine</strong> equivale quasi sempre ad una visione positiva della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ricerche di <em>R. Emmons</em> e <em>McCullough</em> (due autori statunitensi che hanno svolto diversi studi sulla gratitudine) emerge che la capacità di essere grati aumenta il livello di vitalità, incrementa le emozioni positive e costituisce una protezione da stress e depressione. Un senso ben sviluppato di gratitudine può aumentare la felicità, ridurre l’ansia e la depressione. E’ stato inoltre rilevato che la capacità di provare gratitudine permette una percezione positiva, senso di soddisfazione della vita e maggiore autostima. Le persone che maggiormente sono in contatto con il sentimento di gratitudine risultano infine meno colpite da sintomatologie fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vuoi migliorare la tua vita, <strong>pratica la gratitudine tutti i giorni</strong>, non dare niente per scontato, la prossima volta che sentirai l’acqua calda della doccia sulla tua pelle, che berrai un bicchiere d’acqua, che dormirai nel tuo letto caldo, fermati un attimo e ringrazia di poter godere di queste piccoli grandi cose. Puoi anche prendere l’abitudine prima di andare a dormire di annottare almeno 3 cose per cui essere grato della giornata appena trascorsa. Questo ti permetterà di andare a dormire con uno stato d’animo positivo e di riposare più serenamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso&#8221;, </em>dice la scrittrice americana <em>Anne Herbert</em>.<br />
Secondo diversi studi praticare atti di <strong>generosità</strong> riduce una particolare forma di ansia, definita anche “fobia sociale”. Aiutare un amico con una commissione, donare il sangue, augurare buona giornata o pagare il caffè ad uno sconosciuto, sono piccoli gesti che innescano un circolo virtuoso , mettono di buon umore e fanno stare bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) Dedicati a ciò che è veramente importante</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ti sei mai chiesto: <em>”Che cosa conta davvero per me?”</em>. Essere consapevoli dei propri <strong>valori</strong>, di ciò che è realmente importante, rappresenta un tassello fondamentale per il benessere. L’unico modo per sentirci davvero appagati a lungo termine è vivere in armonia con i nostri veri valori. Quando non agiamo in conformità con i nostri valori e quindi prestiamo attenzione o ci concentriamo su azioni o attività che per noi non sono importanti, sperimentiamo sensazioni di disagio o frustrazione. Quando invece agiamo in conformità con essi sperimentiamo sensazioni positive. Prenditi qualche minuto del tuo tempo per individuare i <strong>10 valori per te fondamentali</strong>, le 10 cose che davvero sono importanti nella tua vita (salute, amore, sicurezza, onestà, indipendenza, libertà, etc.) e chiediti che cosa stai facendo o cosa puoi fare affinché vengano soddisfatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Fai ciò che ami</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fare ciò che si ama significa dedicare del tempo a tutte quelle attività che ci provocano piacere e ci fanno <strong>stare bene</strong>. Possono essere passioni, hobby o attività per le quali ci sentiamo portati: leggere, viaggiare, fare sport, dedicarsi al bricolage, dipingere, etc. Fare ciò che si ama significa <strong>rispettarsi</strong> profondamente, rispettare i propri bisogni, le proprie attitudini e inclinazioni. Trascurare questo aspetto ci condanna ad una vita di doveri, una vita che alla lunga si può rivelare totalmente insoddisfacente. <strong>Fai un elenco</strong> di tutte le cose che ami fare e cerca di capire se stai dedicando ad esse sufficiente tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Concentrati sulle cose che puoi controllare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si da troppo peso a cose e situazioni che non sono sotto il nostro <strong>controllo</strong>, sulle quali non possiamo attivamente agire per cambiarle. Questo atteggiamento genere un enorme dispendio di energie mentali ed emotive e genera un forte senso di frustrazione. Alcune situazioni sono fuori dal tuo controllo, ma puoi sempre controllare come reagire alle vicende della vita. La cosa migliore che puoi fare è lasciare andare ciò che non puoi controllare e investire le tue energie nelle cose sulle quali puoi incidere. Quando qualcosa ti preoccupa <strong>chiediti</strong>: <em>”C’è qualcosa che posso attivamente fare per cambiare questa situazione?”</em>. Se non c’è smettila di preoccuparti, se c’è attivati per trovare una soluzione. Pensa ad un problema sempre e solo in termini di soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) Lascia andare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per vivere in una condizione di benessere e di costante crescita, devi imparare a lasciare andare situazioni o persone che non migliorano la qualità della tua vita. Spesso ci si aggrappa a persone e situazioni, anche se non ci fanno stare bene, per paura di stare da soli o di affrontare un cambiamento. Amicizie finte, relazioni tossiche, attività inutili o di poca importanza, etc.Lasciare andare significa accettare la vita per quella che è. Significa lasciare che le cose scorrano in modo naturale. <strong>Fai un elenco</strong> di tutte le cose alle quali ti stai aggrappando che in realtà non ti fanno stare bene o che comunque non rendono la tua vita migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 6) Esci dal paradigma avere-fare-essere</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Continui a ripeterti che sarai felice <strong>solo quando</strong><em>: </em>otterrai quella promozione, i tuoi figli saranno grandi, perderai peso, avrai la casa nuova, andrai in pensione, vincerai la lotteria, incontrerai il vero amore etc.? Se è questo ciò che pensi preparati a vivere un’esistenza infelice. Legare la tua felicità ad eventi futuri ti crea insoddisfazione ed è sbagliato per due ragioni: a) leghi il tuo benessere e la tua felicità ad eventi esterni b) una volta verificatosi l’evento tanto desiderato, dopo un breve periodo di gioia e soddisfazione, il tuo stato d’animo tornerà ad essere quello di prima. Solo l’<strong>essere</strong> qualcuno permette di fare grandi cose e a quel punto avere qualcosa.<br />
E’ l’essere che ci porta a fare ciò che desideriamo al fine di averlo. Se vuoi essere felice lavora su te stesso, <strong>lavora alla tua crescita</strong> e allo sviluppo della tua identità e delle tue potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trasforma i <em>“sarò felice solo quando…”</em> in <em>“sono felice ora perché…”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7) Stabilisci degli obiettivi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Porsi degli <strong>obiettivi</strong> è estremamente importante per vivere una vita soddisfacente. Pianificare e lavorare per raggiungere degli obiettivi ci permette di crescere, di evolverci emotivamente, intellettualmente e spiritualmente e di realizzarci pienamente. Quello che è importante di un obiettivo non è tanto il risultato che vogliamo raggiungere quanto <strong>quello che noi diventiamo durante il percorso</strong>. Quando noi lavoriamo su un obiettivo, l’obiettivo lavora su di noi permettendoci di diventare persone migliori. <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/trasforma-buoni-propositi-obiettivi-raggiungibili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Attenzione a non confondere i buoni propositi con i veri obiettivi.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Spero che questi piccoli consigli ti permettano di iniziare con uno slancio e un’attitudine positiva questa 2017, ricorda che se vuoi che questo sia un anno migliore del precedente devi lavorare per essere tu in primis una persona migliore. Come diceva <strong>Gandhi</strong>:<em>”Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/come-rendere-questanno-migliore-del-precedente/">Come rendere quest&#8217;anno migliore del precedente</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>3 Passi Per Aumentare Il Tuo Ottimismo</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/3-passi-per-aumentare-il-tuo-ottimismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 08:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[positività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=4223</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è una certa confusione intorno al concetto di ottimismo, si ha infatti la tendenza a credere che gli ottimisti siano degli illusi che negano o mistificano la realtà. Chi si ripete continuamente “va tutto bene” anche quando le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/3-passi-per-aumentare-il-tuo-ottimismo/">3 Passi Per Aumentare Il Tuo Ottimismo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è una certa confusione intorno al concetto di ottimismo, si ha infatti la tendenza a credere che gli ottimisti siano degli illusi che negano o mistificano la realtà.<br />
Chi si ripete continuamente<em> “va tutto bene”</em> anche quando le cose non vanno per il meglio non è un ottimista ma solo una persona che cerca di auto illudersi e di nascondere la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ottimista non è una persona che nega le difficoltà, semplicemente le affronta in maniera costruttiva, forte della fiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi.<br />
L’ ottimismo, quello vero, consiste nella capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà ma di vederle come dei momenti di crescita personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere ottimisti vuol dire sentirsi capaci di affrontare qualunque situazione e nutrire aspettative di riuscita rispetto ad una determinata situazione o ad un obiettivo che ci si è prefissati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ottimista ha poi la tendenza a interpretare gli eventi con la sensazione di poter avere un controllo su di essi, affidandosi alla propria responsabilità, cioè alla propria abilità di rispondere a ciò che gli accade.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra caratteristica delle persone ottimiste è la consapevolezza di non poter sfuggire ad ogni forma di disagio e frustrazione. Hanno invece sviluppato una forte capacità di tollerare la frustrazione e di “stare” anche in situazioni di disagio o con sensazioni spiacevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono dunque tre passi che puoi compiere se vuoi imparare ad essere più ottimista.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Accresci la fiducia nelle tue capacità (autoefficacia)</strong><br />
L’autoefficacia aumenta facendo esperienze di successo. Più ottieni successi, più ti sentirai competente e più la tua fiducia crescerà. Il consiglio è di darti dei piccoli obiettivi quotidiani, delle sfide che ti permettano di metterti alla prova e di ottenere quei successi di cui hai bisogno. Ricorda che l’obiettivo deve dipendere solo da te, deve essere stimolante ma anche realizzabile. Quindi non lanciarti subito in obiettivi troppo complicati, comincia con piccole cose, in modo da ottenere subito quei successi che accresceranno la fiducia nei tuoi mezzi e ti permetteranno gradualmente di aumentare il tuo ottimismo e, di conseguenza, di affrontare sfide più grandi.</li>
<li><strong>Impara a “reincorniciare” certi eventi</strong><br />
“Reincorniciare” significa attribuire un nuovo significato ad una situazione che viviamo come negativa. Per esempio se hai preso un brutto voto ad un esame anziché abbatterti e darti dell’asino, puoi cambiare punto di vista e cercare di capire cosa non ha funzionato. Magari capirai che hai sbagliato metodo di studio e allora il voto basso ti offrirà l’occasione e lo stimolo per trovarne uno nuovo e più funzionale.</li>
<li><strong>Impara “a stare” con le cosiddette emozioni “negative”</strong><br />
Frustrazione, paura, disagio, tristezza, sono definite erroneamente emozioni negative. Erroneamente perché in realtà sono utili tanto quanto quelle cosiddette positive. Ci avvisano infatti che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.<br />
Cresciamo con l’idea che si debbano provare solo emozioni positive per stare bene e viviamo disagio e sensazioni negative come degli imprevisti dei quali è necessario sbarazzarsi al più presto.<br />
Se invece si comincia a considerare disagio, frustrazione, tristezza, come sensazioni inevitabili, indispensabili e utili, diventerà più facile avere controllo anche in queste situazioni.<br />
L’ottimista non è colui che in un momento di sconforto si sforza di sorridere ma colui che accetta quella situazione e la considera come una tappa necessaria del processo di crescita.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questi sono i 3 passi che ti consiglio di iniziare a compiere se vuoi cambiare la tua vita introducendo un atteggiamento maggiormente ottimistico.<br />
Provaci e poi fammi sapere com’è andata scrivendomi o lasciando un commento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/3-passi-per-aumentare-il-tuo-ottimismo/">3 Passi Per Aumentare Il Tuo Ottimismo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 3 fattori chiave della vittoria del Portogallo</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/3-fattori-chiave-della-vittoria-del-portogallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 11:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[eder]]></category>
		<category><![CDATA[europei]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=4055</guid>

					<description><![CDATA[<p>Resilienza, leadership e spirito di squadra, sono queste tre caratteristiche che hanno permesso al Portogallo di avere la meglio sulla Francia nella finale dell’Europeo qualche giorno fa. RESILIENZA Secondo lo psicologo dello sport Pietro Trabucchi “la resilienza è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/3-fattori-chiave-della-vittoria-del-portogallo/">I 3 fattori chiave della vittoria del Portogallo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Resilienza, leadership e spirito di squadra, sono queste tre caratteristiche che hanno permesso al Portogallo di avere la meglio sulla Francia nella finale dell’Europeo qualche giorno fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RESILIENZA</strong><br />
Secondo lo psicologo dello sport <strong>Pietro Trabucchi</strong> <em>“la <strong>resilienza</strong> è è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino”.</em><strong><br />
</strong>Si tratta sostanzialmente della capacità di far fronte alle difficoltà e a gli eventi negativi in maniera efficace  e di riorganizzare in maniera <strong>positiva</strong> la propria vita.<br />
Una caratteristica che senza dubbio ha dimostrato di avere <strong>Eder</strong>, il giocatore che con il suo gol ha deciso la finale dell’Europeo. Eder veniva da una stagione travagliata<strong>, </strong>ingaggiato dallo Swansea, squadra della Premier League inglese, non segna e non convince. A Gennaio viene mandato in prestito in Francia, nel Lille, dove comincia a lavorare con la <strong>Mental Coach</strong> Susana Torres (alla quale dedicherà il gol segnato in finale). Grazie al lavoro svolto con la Torres, Eder ritrova <strong>sicurezza </strong>in se stesso, ricomincia a segnare guadagnandosi così la <strong>fiducia</strong> dell’allenatore del Portogallo, <strong>Fernando Santos</strong>, e la convocazione in nazionale. Prima della finale aveva giocato appena 13 minuti nel torneo ma alla fine la sua preparazione mentale e il suo continuare a <strong>crederci</strong>, lo hanno portato a segnare il gol più importante della sua vita e a mettere la firma in uno degli eventi più importanti della storia sportiva del suo paese.</p>
<p><em>&#8220;Eder è la prova vivente che il mental coaching può davvero cambiare la carriera di un calciatore.</em> <em>Sapevo che avrebbe segnato contro la Francia: ha una forza mentale incredibile&#8221;. </em>Susana Torres<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LEADERSHIP</strong><br />
Se la resilienza è una caratteristica che tutti possediamo dalla nascita e chi più chi meno sviluppa nel corso della propria vita, il ruolo di <strong>leader</strong> è qualcosa che solo in pochi riescono a conquistare. Non ci si autoproclama leader, si viene riconosciuti dagli altri. E questo riconoscimento lo ottieni quando sei un buon esempio per gli altri, quando sei una persona <strong>carismatica</strong>, forte <strong>mentalmente</strong>, affidabile, rispettosa e rispettabile, quando tratti i tuoi compagni come tuoi pari e dai loro fiducia. Quella <strong>fiducia</strong> che <strong>Cristiano Ronaldo</strong> durante la partita con la Polonia, al momento dei calci di rigore, ha dimostrato apertamente al suo compagno di squadra <strong>João Moutinho</strong><strong>.</strong> Il giocatore era andato dal suo allenatore per dirgli che non se la sentiva di tirare il calcio di rigore, a quel punto Ronaldo interviene e dice al giocatore &#8220;<em>Hey! Vieni a tirare. Tu li tiri benissimo! Se perdiamo così&#8230;pazienza! Dai forza, sii forte! Tu sai tirare benissimo!</em>&#8220;.<br />
In finale il capitano portoghese da dovuto abbandonare tra le lacrime il terreno di gioco per infortunio dopo appena 20 minuti dall’inizio della partita ma, dalla panchina, non ha comunque mai fatto mancare il suo sostegno e il suo incitamento ai compagni. Ronaldo sa che in una finale di una competizione di altissimo livello come l’europeo basta un piccolo dettaglio per vincere. Così, nell’intervallo, va da Eder gli dice <em>“Entrerai tu e segnerai il gol della vittoria”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CULTURA DI SQUADRA</strong><br />
Quando Ronaldo si è infortunato e ha dovuto abbandonare la partita sembrava che le già poche chance di vittoria del Portogallo si fossero ridotte ulteriormente. E invece i giocatori hanno dimostrato una compattezza, un orgoglio e una convinzione così forte da condurli alla vittoria. Come dice <strong>Rainer Martens</strong> (uno dei più grandi psicologi dello sport) <em>&#8220;Quello che molti allenatori non capiscono e che impedisce loro di raggiungere il successo, è la loro incapacità di educare ad una corretta cultura di squadra. Invece, spendono tutte le loro energie per sviluppare abilità fisiche e pianificare le strategie più spettacolari per le competizioni alle quali si preparano&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lo &#8220;psico dramma&#8221; dell&#8217;Italia ai rigori contro la Germania ci ha mostrato chiaramente come a certi livelli sia assolutamente fondamentale curare l&#8217;aspetto mentale dei giocatori. La vittoria del Portogallo è l&#8217;ulteriore conferma che spesso, nello sport, sono fattori mentali e relazionali a fare la differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/3-fattori-chiave-della-vittoria-del-portogallo/">I 3 fattori chiave della vittoria del Portogallo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il tuo gps personale</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/il-tuo-gps-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 10:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=3959</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una delle domande che mi rivolgono più spesso le persone che mi contattano, riguarda la differenza tra Coaching e Counseling. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. IL COUNSELING Il Counseling rientra in quelle che vengono chiamate relazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/il-tuo-gps-personale/">Il tuo gps personale</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle domande che mi rivolgono più spesso le persone che mi contattano, riguarda la differenza tra Coaching e Counseling. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COUNSELING</strong><br />
Il Counseling rientra in quelle che vengono chiamate relazioni di aiuto e pone il focus sulla persona e interviene laddove il bisogno è ascoltarsi, prendere contatto con le proprie emozioni, cercare di identificare  un obiettivo, fare chiarezza sulla propria situazione attuale, ricevere sostegno in un momento di difficoltà e o disagio.<br />
Lo scopo del Counseling è dare al cliente l’opportunità di esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di consapevolezza, in modo da individuare le proprie risorse e utilizzarle per raggiungere un maggiore benessere.</p>
<p>Il Counseling è per chi ha voglia di fare un percorso alla scoperta di se stesso, per chi sta vivendo un momento di confusione e vuole fare chiarezza sulla direzione da dare alla propria vita. Si può per esempio scegliere di rivolgersi ad un Counselor per capire il corso di studi o il lavoro più adatto, per migliorare la comunicazione con gli altri o per imparare a riconoscere e a gestire al meglio le proprie emozioni, per superare momenti di difficoltà o disagio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COACHING</strong><br />
Il Coaching è invece una metodologia di sviluppo personale che si focalizza sui risultati. E’ sostanzialmente una spinta all’agire, si focalizza maggiormente sulle azioni, gli obiettivi, il rendimento, le soluzioni, le strategie,  i risultati e si addice a chi ha obiettivi concreti da raggiungere e vuole essere certo di arrivare alla meta.</p>
<p style="text-align: justify;">Venendo alle <strong>analogie</strong>, entrambi sono metodi di sostegno e sviluppo dell’essere umano e non modelli terapeutici. Entrambi quindi condividono una visione ottimistica della natura umana, delle capacità dell’individuo di superare gli ostacoli che lo hanno frenato, di recuperare talenti che aveva “soffocato”, di correggere schemi di comportamento e di pensiero autolimitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cliente, per entrambi, è il vero protagonista dell’incontro:  la “centratura” sul cliente rende entrambi i metodi molto adatti ad  essere svolti in una relazione “uno a uno”, dove cioè il professionista segue un singolo cliente. Sono però frequenti anche interventi in contesti di gruppo, su tematiche specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione di un contesto sicuro e degno di fiducia è un fattore fondamentale. Entrambi i metodi aiutano a sviluppare competenze trasversali, che la persona potrà utilizzare nell’ambito della propria vita personale o professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia il Counselor che il Coach sono legati a un “contratto” che stabilisce gli obiettivi che si vogliono raggiungere e che vengono verificati lungo il percorso, che tende ad essere relativamente breve</p>
<p>Nel mio lavoro con i clienti trovo molto utile l’utilizzo di un approccio che integra le due metodologie, in modo da lavorare in primis sulla persona, sui suoi bisogni e sull’individuazione delle risorse e poi sull’azione e sul raggiungimento di risultati desiderati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/il-tuo-gps-personale/">Il tuo gps personale</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 5 errori più commessi da chi inizia una dieta e come evitarli</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/5-errori-piu-commessi-da-chi-inizia-una-dieta-post-festivita-e-come-evitarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2016 12:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=3814</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono periodi dell’anno in cui più che in altri si torna a parlare di dieta e quello pre estivo è sicuramente uno di quelli. E’ capitato anche a me e ricordo la sensazione poco piacevole che mi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/5-errori-piu-commessi-da-chi-inizia-una-dieta-post-festivita-e-come-evitarli/">I 5 errori più commessi da chi inizia una dieta e come evitarli</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono periodi dell’anno in cui più che in altri si torna a parlare di dieta e quello pre estivo è sicuramente uno di quelli.<br />
E’ capitato anche a me e ricordo la sensazione poco piacevole che mi provocava l’idea di dovermi mettere e dieta. Già, perché uno dei problemi principali è proprio il significato che la parola dieta ha nell’immaginario comune: sacrificio, privazioni, fatica. Queste sono le prime immagini che l’idea di iniziare una dieta genera nel nostro cervello. Come potete ben immaginare risulta parecchio difficile iniziare con entusiasmo e motivazione qualcosa con queste premesse.<br />
Attraverso la mia esperienza e grazie al lavoro svolto con i miei clienti, ho capito che ci sono degli errori che vengono commessi nella maggior parte dei casi e che impediscono di ottenere dei risultati duraturi ed efficaci quando si decide di perdere peso.</p>
<p><strong>ERRORE #1: FOCALIZZARSI SUL RISULTATO</strong><br />
La maggior parte delle diete sono destinate a fallire, una volta smessa la dieta le persone tornano allo stile di vita precedente e riprendono i kg tanto faticosamente persi.<br />
Questa situazione si verifica a causa del fatto che le persone si focalizzano sul raggiungimento del risultato (es. perdere 10 kg) piuttosto che sull’acquisizione di una (o più) nuova abitudine.<br />
Per esempio potrei decidere di far diventare un’abitudine quotidiana camminare 15 minuti, non mettere lo zucchero nel caffè, fare le scale anziché prendere l’ascensore.</p>
<p>Secondo voi il vostro cervello vedrà più facile perdere 10 kg o inserire nella vostra vita queste abitudini?</p>
<p><strong>ERRORE #2: VOLERE TUTTO E SUBITO</strong><br />
Questo è un altro errore che commette frequentemente chi si focalizza solo sul risultato. Pesarsi tutti i giorni, guardarsi allo specchio ossessivamente alla ricerca di cambiamenti o risultati evidenti. Ogni cambiamento richiede tempo e richiede pazienza, inoltre spesso si tratta di piccole variazioni difficili da percepire nel breve periodo.<br />
Stai nel presente, concentrati sulle tue nuove abitudini e attività quotidiane.</p>
<p><strong>ERRORE #3: NON AVERE MOTIVAZIONI VALIDE</strong><br />
Il problema non è tanto trovare una motivazione per iniziare una dieta ma piuttosto far si che quella motivazione sia duratura nel tempo e tanto forte da permetterci di andare avanti anche nei momenti di difficoltà.<br />
Per capire se le nostre motivazioni sono abbastanza forti da permetterci di intraprendere quel percorso, possiamo fare 3 cose:</p>
<ul>
<li><em><strong>Chiederci qual è l’obiettivo dietro l’obiettivo.</strong></em><br />
Se decidiamo di voler perdere peso vuol dire che dietro c’è una ragione più grande che ci spinge a farlo.<br />
Ad esempio possiamo decidere di voler perdere peso per salvaguardare la nostra salute o per rientrare in quegli abiti che non ci stanno più. In ogni caso dovrà essere qualcosa di davvero importante e forte.</li>
<li><em><strong>Fare una lista dei vantaggi e degli svantaggi.</strong></em><br />
Prendete un foglio e dividetelo in due parti, da una parte scrivete gli svantaggi che il vostro attuale peso porta nella vostra vita e dall’altra parte i vantaggi che il perdere peso porterà nella vostra vita.</li>
<li><em><strong>Immaginate come cambierà in meglio la vostra vita una volta che avrete raggiunto il peso desiderato.</strong></em><br />
Prendete un foglio e descrivete nei minimi particolari come sarà la vostra vita, cosa cambierà in meglio, come vi sentirete a livello emotivo, come cambieranno le vostre relazioni.</li>
</ul>
<p><strong>ERRORE #4: ESSERE IPERCRITICI E POCO FLESSIBILI</strong><br />
Una delle prime cose che dovrete cominciare a fare è smetterla di criticarvi. Il giudizio in questi casi non serve a niente e porta solo demotivazione e scoramento.<br />
Cercate invece di essere dei buoni osservatori di voi stessi, annotate in un diario ciò che fate, ciò che funziona e ciò che invece non funziona. Siate flessibili: se quello che state facendo non porta i risultati desiderati fate qualcosa di diverso, sperimentate, siate creativi.</p>
<p><strong>ERRORE #5: CREDERE DI POTER FARE TUTTO DA SOLI</strong><br />
Uno degli errori più comuni che si commettono è quello di buttarsi a capofitto nella situazione senza affidarsi, almeno inizialmente, a qualcuno che sia in grado di aiutarci a mettere in atto i cambiamenti necessari.<br />
Come avrete capito perdere peso è più che altro una questione mentale, è necessario cambiare il proprio approccio alla vita, le proprie convinzioni, le proprie abitudini. Tutte cose che ci trasciniamo dietro da una vita e che risulta davvero difficile modificare senza l’aiuto di un esperto in grado di guidarti.<br />
Il Mental Coach è un professionista in grado di aiutare le persone a trovare dentro di sé le risorse necessarie per affrontare questo tipo di situazioni, aiutandole ad aggirare i propri limiti e le proprie barriere, incentivando lo sviluppo di nuove strategie di pensiero e di azione.</p>
<p>Hai appena imparato come evitare gli errori più comuni nell’affrontare la perdita di peso. Ora, la cosa successiva che devi fare è applicare tutto questo in modo da iniziare a sentirti di nuovo padrone del tuo corpo.</p>
<p>Non hai bisogno di smettere di mangiare. Non hai bisogno di togliere tutti gli specchi da casa. E non devi neppure per un istante pensare che non ce la farai. Questo perché adesso hai tutto ciò che occorre per essere quello che desideri.</p>
<p>Quindi procedi e inizia adesso e ricorda: la dieta è l’unico gioco in cui si vince quando si perde!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/5-errori-piu-commessi-da-chi-inizia-una-dieta-post-festivita-e-come-evitarli/">I 5 errori più commessi da chi inizia una dieta e come evitarli</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trasforma i buoni propositi in obiettivi in 3 semplici mosse</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/trasforma-buoni-propositi-obiettivi-raggiungibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 13:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=3801</guid>

					<description><![CDATA[<p>La fine dell’anno è il classico periodo nel quale si tende a fare un bilancio e a tirare le somme su propositi e obiettivi dell’anno appena trascorso. Chi ha lavorato in maniera scrupolosa e precisa sui propri obiettivi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/trasforma-buoni-propositi-obiettivi-raggiungibili/">Trasforma i buoni propositi in obiettivi in 3 semplici mosse</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La fine dell’anno è il classico periodo nel quale si tende a fare un bilancio e a tirare le somme su propositi e obiettivi dell’anno appena trascorso.<br />
Chi ha lavorato in maniera scrupolosa e precisa sui propri obiettivi raccoglierà i frutti e potrà festeggiare i traguardi raggiunti, per chi invece non ha ottenuto i risultati sperati è il momento di analizzare i motivi, le cause ma soprattutto di mettere in pratica un semplice regola:</p>
<p><strong><em>“Se quello che stai facendo non funziona, fai qualcosa di diverso”.</em></strong></p>
<p>Si, perché spesso il motivo per il quale i buoni propositi non vengono realizzati ha molto a che vedere con la metodologia utilizzata. La prima cosa da fare è imparare a trasformare dei semplici buoni propositi o i propri sogni in obiettivi ben definiti e realizzabili.<br />
Per farlo dovete iniziare con il porvi tre semplici domande:</p>
<p><em><strong><span style="font-family: andale mono,times; font-size: 14pt;">Cosa? Perché? Come?</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>COSA</strong></span><br />
La prima domanda da farvi è: cosa voglio veramente?<br />
Prima di andare avanti vi consiglio di prendere la vostra agenda o di andarla a comprare se non l’avete, perché mettere per iscritto i propri obiettivi e il piano d’azione fa una differenza enorme.</p>
<p>Uno dei criteri che fa si che l’obiettivo sia ben definito è che deve essere il più chiaro e preciso possibile, non deve essere qualcosa di vago o generico. Evitate quindi obiettivi del tipo <em>“voglio migliorare”, “voglio crescere” “voglio essere più bravo”</em>, sono troppo generici, siate specifici.<br />
<em>&#8220;Voglio guadagnare 1000€ in più al mese rispetto allo scorso anno&#8221;,&#8221; voglio raddoppiare il numero dei clienti&#8221;, &#8220;voglio perdere 3 chili in un mese&#8221;, &#8220;voglio dare 10 esami in un anno, sono obiettivi chiari e specifici&#8221;.<br />
</em><br />
<em>“La differenza tra un sogno e un obiettivo è la data”</em>, diceva <em>Walt Disney</em> e non sbagliava. Quando si definisce un obiettivo è assolutamente necessario stabile quando o entro quando vogliamo raggiungerlo. Darsi una data corrisponde a prendersi un impegno concreto, aiuta a motivarsi e ad attivarsi per agire verso l’obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>PERCHE’</strong></span><br />
La seconda domanda che dovete porvi dopo aver scelto e reso chiaro e specifico l’ obiettivo è:<em> “perché voglio raggiungerlo?&#8221;, &#8220;quali sono le motivazioni che mi spingono?&#8221;</em><br />
La motivazione è fondamentale per raggiungere una meta, è la spinta ad agire, la benzina nel motore. Farvi questa domanda vi aiuterà a capire se volete davvero raggiungere quell’obiettivo, per cui fate una lista (sempre per iscritto) di tutti i motivi per i quali volete arrivare alla meta.<br />
Se i motivi non sono abbastanza forti molto probabilmente l’obiettivo che avete scelto non è quello giusto per voi.<br />
Per aiutarvi a capire meglio potete per esempio chiedervi quali vantaggi deriveranno dal raggiungimento del vostro obiettivo o quali cambiamenti positivi nella vostra vita ne deriveranno.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>COME</strong></span><br />
Ora che avete ben chiaro il COSA e il PERCHE’, dovete stabilire come fare a raggiungere l’obiettivo, dovete cioè scrivere un piano d’azione. Un buon piano d’azione ha tre elementi fondamentali:</p>
<ul>
<li>Deve essere scritto: l’ho già detto lo so, ma è davvero importante;</li>
<li>Deve contenere il primo passo da compiere: qualcosa che puoi fare oggi per iniziare a percorrere la strada verso la tua meta;</li>
<li>Deve prevedere delle tappe intermedie: dei micro obiettivi da superare per arrivare all’obiettivo finale. Questo vi permetterà di tenervi sempre in azione, di tenere la motivazione alta e di non scoraggiarvi se l’obiettivo finale vi sembra troppo lontano.</li>
</ul>
<p>Un ultimo consiglio che mi sento di darvi è questo: godetevi il percorso! Spesso si ha fretta di arrivare alla meta ma le cose più belle e arricchenti avvengono lungo il cammino.<br />
Adesso non avete più scuse, vi ho fornito gli elementi fondamentali per lavorare in maniera ottimale sui vostri obiettivi, ora sta a voi metterli in pratica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/trasforma-buoni-propositi-obiettivi-raggiungibili/">Trasforma i buoni propositi in obiettivi in 3 semplici mosse</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
