Draghi, tigri, gladiatori nell’arena, discorsi memorabili che fanno venire la pelle d’oca.
Gli allenatori con un talento per le parole sono spesso ammirati e studiati per scoprire il segreto di come motivare i loro giocatori.
Ma la realtà è un’altra: gli allenatori non possono davvero motivare i loro atleti.
Nessuno può darti la motivazione che non hai.

Sì, ci sono allenatori che sembrano maghi con le parole, capaci di ispirare, influenzare e persuadere i loro ragazzi con discorsi appassionati e coinvolgenti. Ma quello che forse non si vede è il lavoro dietro le quinte, un lavoro che va molto oltre le parole. Il vero segreto per ottenere il meglio dai propri giocatori risiede nella costruzione di una relazione profonda e autentica con loro.

La Magia dell’Automotivazione
La motivazione più potente che una persona può sperimentare è quella che scaturisce dall’interno, dal desiderio di eccellere per il piacere di sentirsi competenti. Quando si fa qualcosa per passione, per il puro godimento di farlo, senza aspettarsi ricompense esterne o approvazione, si attiva l’automotivazione.

È la motivazione basata sul senso di competenza, noto come autoefficacia, ed è incredibilmente più forte e duratura rispetto a qualsiasi altra forma di motivazione derivante da manipolazioni o ricompense esterne.
È il desiderio di mettersi alla prova, di superare i propri limiti, e la profonda soddisfazione nel sentirsi capaci che alimenta l’automotivazione.

Il Ruolo dell’Allenatore come Facilitatore
Gli allenatori possono giocare un ruolo cruciale nel favorire questa autentica automotivazione, ma non possono crearla dal nulla. Per farlo, devono investire tempo ed energie nella conoscenza approfondita dei loro giocatori. Devono comprendere come i giocatori vedono il mondo, cosa li muove, cosa è davvero importante per loro, e chi sono davvero.

Costruire una relazione solida basata sulla fiducia reciproca è fondamentale. Questo processo richiede tempo, costanza e cura. Una relazione non è un punto di partenza, ma un percorso che si sviluppa nel tempo e va costantemente alimentato e coltivato.La Comunicazione come Ponte per la Relazione
La comunicazione è lo strumento principale attraverso il quale si costruisce e si rafforza la relazione con i giocatori. Gli allenatori devono prestare attenzione a ogni aspetto della loro comunicazione, dalle parole alla gestualità, dal tono della voce all’ascolto attivo.

Quando gli allenatori riescono a far leva sul senso di efficacia dei loro giocatori, rinforzando l’automotivazione, possono ottenere un impegno straordinario. È come accendere una fiamma all’interno di ogni atleta, una fiamma che brucia con la passione di migliorarsi costantemente.

In sostanza gli allenatori non sono motivatori, ma possono diventare dei facilitatori di motivazione.
La chiave sta nel comprendere che la vera motivazione scaturisce dall’interno di ciascun giocatore, ed è il risultato di una relazione autentica basata sulla fiducia e sulla comprensione reciproca.

Gli allenatori che abbracciano questo approccio possono ispirare i loro atleti a raggiungere livelli di impegno e successo che mai avrebbero immaginato. La motivazione vera è il fuoco che brucia dentro di loro, e gli allenatori hanno il potere di alimentare questa fiamma.