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	<title>bias Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Come la mente ti inganna quando devi prendere una decisione</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/come-la-mente-ti-inganna-quando-devi-prendere-una-decisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 12:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bias]]></category>
		<category><![CDATA[decision making]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[euristiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ognuno di noi prende in media 35.000 decisioni al giorno. Sarebbe impossibile, e in certi casi inutile, per il nostro cervello applicare a ciascuna di queste scelte un ragionamento analitico e razionale, ci vorrebbe troppo tempo e uno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/come-la-mente-ti-inganna-quando-devi-prendere-una-decisione/">Come la mente ti inganna quando devi prendere una decisione</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ognuno di noi prende in media 35.000 decisioni al giorno.<br />
Sarebbe impossibile, e in certi casi inutile, per il nostro cervello applicare a ciascuna di queste scelte un ragionamento analitico e razionale, ci vorrebbe troppo tempo e uno sforzo cognitivo enorme.<br />
Per questo, nella maggior parte dei casi, quando dobbiamo prendere una decisione utilizziamo le cosiddette <strong>euristiche</strong>, delle scorciatoie mentali che ci permettono di arrivare ad una decisione in tempi brevi e con poco sforzo. Il problema delle euristiche è che, in molti casi, producono dei <strong>bias</strong>, cioè degli errori di giudizio, delle trappole, che ci conducono a scelte sbagliate.<br />
Questo perché, per semplificare, basiamo le nostre decisioni sostanzialmente su <strong>due criteri</strong>: scegliamo l’opzione che ha già funzionato in passato oppure quella che ci è più familiare.</p>
<p>Uno dei <em>bias</em> più frequenti è indubbiamente quello detto di <strong>conferma</strong>, ovvero la tendenza della mente umana ad ignorare tutto ciò che è in contrasto con la sua opinione. Quando cadiamo in questa trappola siamo portati per esempio a vedere ovunque riscontri della nostra ideologia politica e religiosa. Il bias di conferma è un atteggiamento negativo inconscio delle persone, è semplicemente un tentativo del cervello di <strong>risparmiarsi</strong> l’elaborazione di nuove informazioni, guardando a quelle che già possiede. Bisogna avere una capacità di <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/life-skills-le-10-abilita-che-rendono-la-vita-piu-facile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pensiero critico</strong></a> molto sviluppata per non cadere in questo tranello e avere quindi l&#8217;abilità di valutare le informazioni in maniera razionale ed oggettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa modalità di elaborare le informazioni velocemente e senza troppo sforzo si è rivelata molto utile nel corso dell’<strong>evoluzione</strong> della specie per la sopravvivenza dell’uomo.<br />
Pensiamo ai contesti rischiosi e pieni di pericoli in cui l’<strong>homo sapiens</strong> si trovava a vivere quotidianamente. A quell&#8217;epoca ed in quegli ambienti selvaggi, le decisioni dovevano essere rapide ed efficaci, in molte situazioni che venivano percepite come minaccia o pericolo non ci si poteva fermare a pensare ad ogni strategia migliore da utilizzare, ma bisognava agire rapidamente arginando per quanto più possibile i <strong>rischi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non ci troviamo quotidianamente ad affrontare rischi e pericoli, ma utilizziamo comunque nella maggior parte dei casi ci troviamo a prendere decisioni secondo la <strong>modalità euristica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono decine di euristiche che ci ritroviamo ad utilizzare in maniera inconsapevole, vediamo qualche esempio.</p>
<blockquote><p>Giorgio fa parte di un gruppo di 100 persone, delle quali 30 sono ingegneri e 70 avvocati.<br />
Giorgio è timido, riservato, taciturno, burbero, non ama parlare in pubblico, non ha senso dell’umorismo.<br />
E’ più probabile che Giorgio sia un ingegnere, un avvocato, o la probabilità è la stessa nei due casi?</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se hai risposto ingegnere significa che hai utilizzato l’<strong>euristica della rappresentatività</strong>, cioè la tendenza a classificare e categorizzare un oggetto, una persona, una situazione attraverso il criterio di somiglianza o l’utilizzo di stereotipi.<br />
Si attribuiscono caratteristiche simili a oggetti, persone, situazioni simili, spesso ignorando informazioni che dovrebbero far pensare il contrario e trascurando il calcolo della <strong>probabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;esempio qui sopra, è più probabile che Giorgio sia un avvocato, poiché il rapporto nel gruppo di persone esaminato è di 1 ingegnere ogni 7 avvocati, ma si è più portati a focalizzare l&#8217;attenzione sulla descrizione, poco simile allo <strong>stereotipo</strong> dell’avvocato, perdendo di vista il dato statistico che era l&#8217;unica informazione davvero importante per dare una risposta corretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti sei mai chiesto perché la maggior parte delle persone ha più paura di morire per la caduta di un <strong>aereo</strong> o per un attacco terroristico piuttosto che per un <strong>incidente</strong> automobilistico?<br />
Gli incidenti in auto uccidono ogni anno molte più persone rispetto agli attentati terroristici o la caduta di aerei, ma il rilievo mediatico che questi eventi hanno, provocano nelle persone un <strong>impatto emotivo</strong> molto forte. Quando si tratta di valutare la probabilità che eventi futuri si verifichino utilizziamo l’<strong>euristica della disponibilità</strong>, che si può sintetizzare con la frase: <em>più facile da ricordare più probabile che si verifichi</em>. In pratica ogni individuo è influenzato dalle esperienze di vita che riesce a ricordare, pertinenti con la previsione da fare. Più emotivamente coinvolgenti e semplici esse sono state, più avranno un ruolo prevalente nel determinare la previsione, eliminando così la valutazione di probabilità oggettiva.</p>
<p>Spesso le nostre decisioni sono influenzate dal modo in cui sono presentate le diverse <strong>opzioni</strong> o i dati di un problema.</p>
<blockquote><p>Se ti venisse proposto di vincere 900€ subito oppure 1.000€ con il 90% di probabilità. Cosa sceglieresti?<br />
Statisticamente prendereste il malloppo da 900€ senza pensarci troppo.</p>
<p>E se invece dovessi scegliere tra perdere 900€ subito oppure perderne 1.000 con il 90% di probabilità?<br />
Molto probabilmente accetteresti il rischio di perdere 1.000 confidando in quel 10% di probabilità di non perdere.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">In sostanza se le opzioni sono presentate in termini di <strong>possibili benefici</strong> e conseguenze positive preferiamo <strong>situazioni certe</strong>, se invece le opzioni sono presentate in termini di <strong>possibili perdite</strong> e conseguenze negative preferiamo <strong>situazioni rischiose</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante un test, circa 150 soggetti hanno assistito alla visione di un filmato di un incidente automobilistico e alla fine del video sono stati divisi in due gruppi per ipotizzare la velocità dei veicoli.</p>
<blockquote><p>Al primo gruppo è stata posta la domanda:<br />
“A che velocità andavano le auto quando si sono <strong>fracassate</strong>?”<br />
Al secondo gruppo è stato chiesto:<br />
“A che velocità andavano le auto quando si sono <strong>urtate</strong>?”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte dei componenti del primo gruppo ha definito le auto più veloci (circa 50 km in più) rispetto a quelli del secondo gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta una sola parola per influenzare le nostre percezioni e di conseguenza le nostre scelte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le euristiche consentono al nostro cervello di lavorare in modalità di risparmio energetico, ci fanno scegliere rapidamente e con poco sforzo, ma spesso ci inducono ad errori di valutazione e ci portano ad abusare di stereotipi e generalizzazioni. <strong>Liberarsene</strong> è pressoché impossibile perché, come abbiamo visto, fanno parte della nostra natura, sono nel nostro DNA da secoli, ma sapere che esistono e capire come funzionano può aiutare a prendere decisioni più <strong>consapevoli</strong> ed efficaci.</p>
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