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	<title>felicità Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Ikigai: trovare il senso della vita ed essere felici</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/ikigai-trovare-il-senso-della-vita-ed-essere-felici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 07:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[ikigai]]></category>
		<category><![CDATA[scopo]]></category>
		<category><![CDATA[senso della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ikigai è una parola giapponese che si riferisce alla sensazione di vivere un’esistenza ricca di significato, una vita degna di essere vissuta. Chi ha preso consapevolezza del proprio ikigai prova un sentimento di profondo amore per la vita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ikigai</strong> è una parola giapponese che si riferisce alla sensazione di vivere un’esistenza <strong>ricca</strong> di significato, una vita degna di essere vissuta. Chi ha preso consapevolezza del proprio ikigai prova un sentimento di profondo <strong>amore per la vita</strong> e appagamento interiore e guarda al mondo con ottimismo. E’ una persona entusiasta, motivata, dotata di una grande <strong>forza d’animo</strong>, resilienza e, come hanno dimostrato diversi studi, gode di una più alta aspettativa di vita.<br />
Scoprire il proprio ikigai significa trovare la propria ragione di vita, il proprio scopo.</p>
<p>L’ikigai si compone di <strong>quattro elementi</strong>:</p>
<p>&#8211; quello che ami fare;<br />
&#8211; i tuoi punti di forza o le tue capacità<br />
&#8211; ciò di cui ha bisogno il mondo<br />
&#8211; le cose per le quali ti pagano o potrebbero pagarti.</p>
<p>L’incrocio di questi elementi ti permette di scoprire:</p>
<p>&#8211; la tua passione: quello che ami e in cui sei bravo;<br />
&#8211; la tua professione: quello in cui sei bravo e per cui ti pagano;<br />
&#8211; la tua vocazione: quello per cui ti pagano e di cui il mondo ha bisogno;<br />
&#8211; la tua missione: quello di cui il mondo ha bisogno e che ami.</p>
<p>Dall’intersezione di queste <strong>quattro aree</strong> nasce il tuo ikigai.<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-masonry-thumb wp-image-5406" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/03/ikigai_grafico-820x774-1.png" alt="ikigai_grafico" width="820" height="774" /></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo un esempio concreto tratto dal libro di <strong>Bettina Lemme, <em>“Ikigai. Il metodo giapponese per trovare il senso della vita ed essere felici”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per un pianista che ha trovato nella musica il proprio personale ikigai entrano in gioco tutti e quattro i livelli. Quando suona, fa una cosa che ama: si dedica a un’attività che lo assorbe completamente. La musica, però, è anche una delle cose per cui è portato, per cui la si può considerare anche un punto di forza o una capacità. In terzo luogo, quando non si limita a suonare per il proprio personale diletto ma si esibisce in una sala da concerto, il pianista fa qualcosa di utile per il resto del mondo. Gli spettatori in sala godono della sua musica e del suo virtuosismo strumentale: forse ne ricavano perfino delle risorse per il proprio personale ikigai. Infine, il pianista viene pagato per la sua performance, quindi è in grado di provvedere ai propri bisogni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza contare che ha la fortuna di sapere cosa rende la sua vita degna di essere vissuta. Può esprimere appieno la sua passione e sviluppare al massimo le proprie doti, nella consapevolezza che in qualunque momento lo attendono compiti ricchi di senso. E questo è fonte di motivazione, gioia e pace interiore. Il pianista ha sempre nuovi obiettivi da perseguire e, al tempo stesso, la sua attività è sostenibile sul lungo termine, dal momento che gli procura di che vivere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciò non significa che l’ikigai sia appannaggio esclusivo delle persone la cui esistenza è dominata da un’unica grande passione, come i pianisti, né di chi è riuscito a farne un mestiere. L’ ikigai è presente anche in cose molto più piccole e meno appariscenti, alle quali – sbagliando – tendiamo a non dare troppo significato. L’ikigai di una persona può dipendere anche solo dal fatto di vedere il sole sorgere ogni mattina, ritrovarsi con gli amici per fare jogging, leggere libri per immergersi in mondi nuovi, prestare attenzione agli altri, essere una risorsa per i propri cari, fare lunghe passeggiate con il cane, imparare una lingua straniera, dare sfogo alla propria creatività iscrivendosi a un corso di pittura&#8230; </em></p>
<p>Ma come fare concretamente per trovare il tuo ikigai? Semplice, cominciando a cercare <strong>risposte</strong> a queste quattro domande:</p>
<p>1) Le cose che mi piace fare, mi entusiasmano, mi ispirano, sono…</p>
<p>2) Le cose che so fare bene/i miei punti di forza sono</p>
<p>3) Vengo pagato o potrei venire pagato per…/potrei esigere una contropartita per…</p>
<p>4) Di cosa ha bisogno il mondo?</p>
<p>La risposta ad alcune di queste domande potrà risultare semplice, altre richiederanno una riflessione profonda. Non avere fretta.</p>
<p>Una volta che avrai trovato tutte le risposte, potrai inserirle in uno schema simile a quello della foto e incrociando tutte le risposte troverai il tuo Ikigai.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6655" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI.png" alt="trovare ikigai" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>10 abitudini che ti aiutano a liberare la felicità</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-abitudini-che-aiutano-liberare-la-propria-felicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 12:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[debolezze]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se sei tra quelli che crede ancora che la felicità sia un’utopia, un lusso riservato a pochi o che solo un esiguo numero di eletti possano sperimentarla veramente, allora questo articolo ti aiuterà a vedere la questione da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-abitudini-che-aiutano-liberare-la-propria-felicita/">10 abitudini che ti aiutano a liberare la felicità</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se sei tra quelli che crede ancora che la <strong>felicità</strong> sia un’utopia, un lusso riservato a pochi o che solo un esiguo numero di eletti possano sperimentarla veramente, allora questo articolo ti aiuterà a vedere la questione da un punto di vista diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a qualche anno fa pensavo, così come la maggior parte delle persone, che la felicità fosse una meta da raggiungere, un insieme di risultati da ottenere, qualcosa da perseguire. In realtà ho iniziato a sentirmi felice quando ho capito che la felicità è qualcosa insito in noi, qualcosa che non deve essere inseguito ma liberato. Nasciamo per essere felici, è un nostro diritto, legittimato qualche anno fa dall’ Onu che ha istituito la <strong>Giornata mondiale della Felicità</strong>, che si celebra il 20 Marzo di ogni anno.<br />
Ho capito che per liberare la felicità bisogna cominciare a coltivare alcune piccole, sane e positive abitudini.<br />
E oggi ne voglio condividere 10 con te.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Essere gentili e aiutare gli altri</strong><br />
La prima abitudine che invito ad introdurre nella tua vita quotidiana è quella di essere gentile e aiutare gli altri.<br />
La generosità e la gentilezza, infatti, non migliorano solo la vita delle persone che le ricevono, ma contribuiscono in maniera importante al nostro <strong>benessere</strong>. Molti studi hanno confermato che quando aiutiamo gli altri nel nostro cervello si attivano le stesse aree che si accendono quando riceviamo dei doni.<br />
Aiutare gli altri stimola la produzione di endorfine che donano al nostro organismo una piacevole sensazione di benessere.<br />
I gesti di gentilezza che puoi fare non devono per forza essere eclatanti, possono essere delle piccole attenzioni rivolte a qualcuno che conosci o anche a uno sconosciuto. Lasciare un caffè sospeso al bar, donare tempo a chi è solo, fare beneficenza, ma anche donare un semplice sorriso, un abbraccio o una parola di incoraggiamento a chi si trova in un momento di difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 2) Essere grati</strong><br />
Un’altra sana abitudine che puoi introdurre per sprigionare la tua felicità è la gratitudine.<br />
L’infelicità delle persone deriva spessa dall&#8217;insoddisfazione di ciò che si è o di ciò che non si ha.<br />
Eppure siamo tutti <strong>ricchi</strong> di risorse, qualità, capacità ma anche di beni materiali. Abbiamo un tetto sulla testa, non dobbiamo percorrere chilometri per avere dell’acqua potabile, abbiamo cibo fresco in frigo e vestiti nell&#8217;armadio.<br />
Abbiamo inoltre la possibilità di studiare, crescere e migliorarci.<br />
Sii grato e focalizzati su ciò che hai invece che su ciò che ti manca,  ti aiuterà ad eliminare frustrazioni, insoddisfazione e ad aprirti la strada alla felicità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Non rimuginare</strong><br />
Ecco una cattiva abitudine che devi immediatamente eliminare dalla tua vita: rimuginare.<br />
La rimuginazione mentale è quel processo in cui le preoccupazioni negative sono ripetitive, eccessive, costanti e improduttive a tal punto da provocare disagio o difficoltà nella vita quotidiana. E’ un meccanismo che viene anche definito <em>“la malattia del pensare avanti e indietro”</em>, in quanto la mente della persona passa costantemente dalle recriminazioni sul passato alle preoccupazioni per il  futuro.<br />
Per essere felice è necessario che sviluppi l’abitudine di stare nel <strong>“qui e ora”</strong>, di mantenere la tua mente focalizzata sul momento presente, l’unico sul quale puoi realmente e concretamente agire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Essere ottimisti<br />
</strong>Ottimisti si diventa! l’ottimismo è un’abitudine che puoi imparare.<br />
Sfatiamo subito il mito secondo cui essere ottimisti significa sorridere sempre o pensare che tutto andrà sempre bene.<br />
L’ottimista non è una persona che nega le difficoltà, semplicemente le affronta in maniera costruttiva, forte della <strong>fiducia</strong> nelle proprie capacità e nei propri mezzi.<br />
Essere ottimisti vuol dire sentirsi capaci di affrontare qualunque situazione e nutrire aspettative di riuscita rispetto ad una determinata situazione o ad un obiettivo che ci si è prefissati. L’ ottimismo, quello vero, consiste nella capacità di non farti abbattere dalle difficoltà ma di vederle come dei momenti di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) Non lamentarsi</strong><br />
Al pari del rimuginare anche il lamentarsi è un’abitudine estremamente negativa che dovresti eliminare.<br />
Recenti ricerche scientifiche fatte anche alla Stanford University hanno dimostrato che<strong> </strong>ascoltare per più di 30 minuti al giorno discorsi carichi di “negatività” nuoce a livello cerebrale. Le onde magnetiche emesse da chi si “lamenta” di fatto spengono i suoi <strong>neuroni</strong> e quelli di chi ascolta.<strong><br />
</strong>I neuroni si spengono  perché<strong> </strong>il nostro cervello reputa la lamentela un contenuto di basso livello. Questo meccanismo va a discapito delle capacità cognitive, intellettive, umorali.<br />
Evita di lamentarti, quando una situazione ti preoccupa agisci sulla soluzione, se la soluzione non c’è, accetta la situazione così com&#8217;è.<br />
La lamentela non la cambierà, contribuirà solo a caricare di negatività te stesso e chi ti circonda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6) Non perdere tempo in situazioni che non si posso controllare</strong><br />
Focalizzarsi sulle uniche cose che hanno un impatto tangibile e concreto sulla nostra vita è un’ottima abitudine da sviluppare. Queste cose sono: le nostre reazioni agli eventi e alle situazioni della vita, le decisioni che prendi e le azioni che compi. Si da troppo peso a cose e situazioni che non sono sotto il nostro <strong>controllo</strong>, sulle quali non possiamo attivamente agire per cambiarle. Questo atteggiamento genere un enorme dispendio di energie mentali ed emotive e genera un forte senso di frustrazione. La cosa migliore che puoi fare è lasciare andare ciò che non puoi controllare e investire le tue energie nelle cose sulle quali puoi incidere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7) Stare con le proprie emozioni</strong><br />
Impara a comprendere che tutte le emozioni sono ugualmente <strong>importanti</strong>.<br />
Dolore, vergogna, paura, delusione, quando proviamo queste emozioni facciamo di tutto per sopprimerle o per liberarcene in fretta, senza chiederci quale sia il motivo e l’utilità della loro presenza. Stare con le tue emozioni significa imparare ad <strong>ascoltarle</strong>, accoglierle, per fa si che naturalmente, una volta assolta la loro funzione, vadano via così come sono arrivate.<br />
Non entrare in confitto con le emozioni che non ti piace provare, abituati ad ascoltarle e a capire cosa ti vogliono dire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>8) Accettare le proprie debolezze</strong><br />
<em>“La fragilità del cristallo non è una debolezza ma una raffinatezza”,</em> dice il protagonista del film<strong> Into the Wild</strong>. Sì, siamo fragili, e la nostra forza risiede nel non pretendere di essere perfetti e nell&#8217;<strong>accettare</strong> le nostre fragilità.<br />
Accettare le tue debolezze, i tuoi difetti non è solo qualcosa che contribuisce alla tua felicità ma un requisito fondamentale dell’autostima. Se vuoi approfondire questa tematica ti consiglio un bellissimo libro della ricercatrice americana <strong>Brené Brown</strong>, <em>“I doni dell’imperfezione”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>9) Coltivare i propri interessi<br />
</strong>La felicità si sprigiona quando dedichiamo del tempo a tutte quelle attività che ci piacciono, ci fanno stare bene e ci assorbono totalmente.<br />
Le <strong>passioni</strong> alimentano la nostra gioia di vivere, contribuiscono ad aumentare l’autostima, ci rendono più fiduciosi dei nostri mezzi, e allontanano ansia e stress. Di contro quando non ci dedichiamo a ciò che ci piace si generano sentimenti di frustrazione, insoddisfazione e inquietudine. Individua le tue passioni, quelle attività che ti fanno stare bene e prendi l’abitudine di dedicagli del tempo tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10) Vivere in linea con i propri valori</strong><br />
Essere consapevoli dei propri valori, di ciò che è realmente importante, rappresenta un tassello fondamentale per il benessere. L’unico modo per sentirci davvero <strong>appagati</strong> a lungo termine è vivere in armonia con i nostri veri valori. Quando non agiamo in conformità con i nostri valori e quindi prestiamo attenzione o ci concentriamo su azioni o attività che per noi non sono importanti, sperimentiamo sensazioni di disagio o frustrazione. Quando invece agiamo in conformità con essi sperimentiamo sensazioni positive. Prenditi qualche minuto del tuo tempo per individuare i 10 valori per te fondamentali, le 10 cose che davvero sono importanti nella tua vita (salute, amore, sicurezza, onestà, indipendenza, libertà, etc.) e chiediti che cosa stai facendo o cosa puoi fare affinché vengano soddisfatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che questo articolo possa essere uno stimolo a modificare quelle abitudini che soffocano e impediscono alla tua felicità di esplodere e introdurne di nuove che ti avvicinino ad uno stato di benessere e armonia.</p>
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		<item>
		<title>Smetti di cercare la felicità e comincia a costruirla</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/smetti-di-cercare-la-felicita-e-comincia-costruirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 06:35:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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		<category><![CDATA[Platone]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia positiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“E che cos’è la felicità se non vivere in conformità a se stesso? L’aquila chiede forse delle penne d’oro? Il leone ambisce ad avere artigli d’argento? O forse il melograno desidera che i suoi chicchi siano pietre preziose?” [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>“E che cos’è la felicità se non vivere in conformità a se stesso?<br />
L’aquila chiede forse delle penne d’oro? Il leone ambisce ad avere artigli d’argento?<br />
O forse il melograno desidera che i suoi chicchi siano pietre preziose?”<br />
</em>Henrik Ibsen</p>
<p style="text-align: justify;">La Dichiarazione d’indipendenza americana del 4 luglio 1776 stabilisce che <em>“a tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà, e al perseguimento della felicità</em>”.<br />
La ricerca della felicità, la letteratura è vastissima sull’argomento a partire da <strong>Epicuro</strong>, molti grandi filosofi e pensatori della storia hanno scritto su questo argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a quanto pare ancora nessuno è riuscito a disegnare la mappa che porta al “tesoro” felicità.<br />
Forse perché il concetto di ricerca di felicità è fuorviante, da l’idea di qualcosa che si trova all’esterno, che si conquista, io invece mi sento più in linea con il pensiero di <strong>Martin Seligman</strong>, fondatore della <strong>Psicologia Positiva</strong>, che parla di<em> “costruzione della felicità</em>”. Il principio fondamentale sul quale poggia la psicologia positiva, si basa infatti sul concetto che le persone sono le artefici della propria felicità e quindi direttamente responsabili delle emozioni che provano. Ma in che modo?</p>
<p style="text-align: justify;">In una delle sue opere più famose, La Repubblica, <strong>Platone</strong> racconta il<strong> Mito di Er</strong>.<br />
Er,  soldato valoroso originario della Panfilia, muore  in battaglia. Com’era tradizione il suo corpo venne raccolto e portato sul rogo. Mentre stava per essere arso, Er, si risvegliò dal sonno mortale e raccontò quello che aveva visto nell&#8217;aldilà. Il guerriero raccontò del pellegrinare delle anime e del momento in cui a queste viene concesso di reincarnarsi scegliendo la vita che vorranno vivere. Le anime una volta reincarnate non ricordano quanto vissuto nell’aldilà e quindi dimenticano la loro scelta. Per questo ogni anima riceve un <strong>daimon</strong>, un genio tutelare, che ha il compito di sorvegliare e di far si che la vita prescelta si realizzi.<br />
Il demone è il destino ed è il carattere di ciascuno, se non lo assecondiamo saremo infelici e saremo colpevoli della nostra infelicità. Per Platone dunque la felicità è l’ <strong>Eudaimonia</strong>, l’accordo con il proprio daimon.</p>
<p>In sostanza per essere felici non bisogna tradire la propria natura, bisogna seguire le proprie inclinazioni e dare vita a ciò che si è veramente.<br />
Per <strong>Abraham Maslow</strong> l’individuo felice è colui che  giunge alla propria <strong>autorealizzazione</strong>, al pieno sviluppo delle proprie potenzialità, colui che diventa ciò che è, non un semplice adattato.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Psicologia Positiva la nostra sofferenza non deriva dal male, ma da un bene che non riesce a esprimersi. Da una felicità che preme per realizzarsi. Il malessere è il segno e il simbolo delle potenzialità represse che premono per essere valorizzate. Non siamo infelici perché non troviamo la felicità; la felicità è dentro di noi e se non riusciamo a esprimerla protesta e ci fa soffrire. Per vivere bene occorre essere in armonia con la propria natura. La sofferenza psicologia è spesso il risultato di una rinuncia a se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo<strong> Erich Fromm</strong>, psicanalista tedesco,<em> “Il compito principale della vita di un uomo è di </em><em>dare alla luce</em><em> se stesso”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dunque come si costruisce la propria felicità?<br />
Bisogna partire dal motto socratico <em>“Conosci te stesso</em>”, ciò che conosciamo di noi stessi è infatti solo lo strato più superficiale del nostro essere. Conoscersi davvero vuol dire capire chi siamo veramente, capire qual è lo scopo della nostra vita, le nostre risorse, le nostre virtù, quali sono le nostre potenzialità e come possiamo svilupparle. Conoscersi significa compiere un viaggio che abbia come meta la scoperta di come siamo fatti veramente, di quali sono le nostre caratteristiche più autentiche, quelle che ci hanno accompagnato fin dal principio anche se sono rimaste nascoste dentro di noi. Dobbiamo fare pulizia, liberarci di tutti gli orpelli morali, le identificazioni, le convinzioni assimilate dall’esterno, i modelli etc. Togliamoci di dosso ciò che non è nostro.</p>
<p><strong>Felicità = identità.</strong></p>
<p>Compiuto questo passo fondamentale, ognuno di noi sarà libero di scoprire quali altri elementi contribuiscono a creare la propria felicità.<br />
Io ho individuato i miei “ingredienti”, per esempio dedicarmi a ciò che amo fare, essere grata, occuparmi della mia crescita personale e contribuire a quella degli altri…e tu cosa stai facendo per costruire la tua felicità?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perchè è importante investire su se stessi</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/perche-e-importante-investire-su-se-stessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2014 12:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
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		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.</em> (Albert Einstein)</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita personale ha molto a che vedere con il concetto socratico: “Conosci te stesso!”<br />
Ascoltarsi, scoprirsi, prendere consapevolezza dei propri schemi mentali, capire perché mettiamo in essere determinati comportamenti, conoscere quali sono i bisogni e i valori che ci guidano sono tutti elementi che compongono la nostra identità, che ci aiutano a capire chi siamo e qual è lo scopo della nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin da quando siamo bambini ci viene detto chi e come dovremmo essere, cosa dovremmo fare, cosa sarebbe meglio per noi e cresciamo con l&#8217;ansia di dover soddisfare le aspettative che gli altri hanno su di noi. Il sistema scolastico poi ci porta ad omologarci anziché incoraggiarci a scoprire e soddisfare le nostre inclinazioni ed aspirazioni. Tutto questo soffoca e ci fa perdere contatto con la nostra vera essenza, con la nostra natura e ci allontana da ciò che ci renderebbe davvero felici.<br />
La crescita personale è il processo con il quale ritorniamo a noi stessi liberandoci da queste sovrastrutture, dai pregiudizi, dai condizionamenti e dalle convinzioni limitanti.<br />
Ci aiuta insomma a scoprire la nostra vera identità e ci guida a ritrovare la strada dell&#8217;auto realizzazione intesa come la soddisfazione delle proprie inclinazioni, dei propri bisogni, e delle proprie potenzialità.<br />
Siamo la cosa più preziosa che abbiamo e tanto più ciò che siamo si avvicina a ciò che vorremmo essere tanto più ci sentiamo felici e realizzati.<br />
Quando esprimo questi concetti con gli amici spesso mi sento dire <em>&#8220;Hai perfettamente ragione, se solo avessi soldi e tempo farei subito un percorso del genere&#8221;</em>.<br />
Non si rendono conto che per avere più soldi e/o tempo hanno bisogno di cambiare i loro schemi di comportamento, di fare proprio un nuovo atteggiamento mentale, di vedere le cose da un punto di vista nuovo, di sviluppare nuove abilità. È proprio nei momenti di maggior crisi che è necessario rivolgere lo sguardo dentro a se stessi, che è necessario lavorare per cambiare quello che non va e che ci rende infelici.</p>
<p style="text-align: justify;">Einstein ha detto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se vogliamo che qualcosa cambi dobbiamo essere in primis disposti a cambiare qualcosa di noi stessi e in questo spesso i momenti di crisi sono le migliori opportunità di sviluppo che la vita ci offre. E’ proprio con questo tipo di approccio che, nella crescita personale, la parola “crisi” diventa una parola positiva, anticipando il cambiamento e generando una fase nuova caratterizzata da migliori opportunità per se stessi e per gli altri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/perche-e-importante-investire-su-se-stessi/">Perchè è importante investire su se stessi</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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