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	<title>intelligenza emotiva Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Agilità Emotiva: come utilizzare al meglio pensieri ed emozioni</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/agilita-emotiva-come-utilizzare-al-meglio-pensieri-ed-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 13:39:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Agilità emotiva. Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro”, è il titolo del libro della psicologa americana Susan David, con il quale ha portato alla conoscenza di tutti questa particolare capacità. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> Agilità emotiva. Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro”, </em>è il titolo del libro della psicologa americana <strong>Susan David,</strong> con il quale ha portato alla conoscenza di tutti questa particolare capacità.<br />
In base alla definizione dell’autrice, l’agilità emotiva, può essere considerata la capacità di mantenere una certa <strong>elasticità </strong><strong>di sentimenti e di pensieri</strong>, in modo che sia possibile rispondere con efficacia alle diverse situazioni della vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">In altri termini, l’agilità emotiva permette di relazionarsi con il proprio mondo interiore in modo <strong>flessibile e dinamico</strong>, in linea con le caratteristiche del mondo moderno: una società sottoposta a continui e repentini cambiamenti, un’economia instabile, poche certezze e punti fermi. Non solo: gli standard che la società ci impone sono sempre più elevati e spesso ci portano a desiderare dalla nostra vita più di quello che potremo effettivamente ottenere.<br />
Ecco, quindi, che se si sfrutta l’occasione di diventare agili emotivamente non si corre il rischio di essere travolti dalla complessità della vita.</p>
<blockquote><p><em>L’accettazione profonda di tutte le nostre emozioni, anche quelle difficili e complicate, è la pietra angolare per una duratura, prospera, vera e autentica felicità.<br />
</em>Susan David</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo la David risulta fondamentale sviluppare un atteggiamento di <strong>apertura, curiosità ed accettazione</strong> nei confronti di ogni pensiero o sentimento possa nascere in noi. Affrontare le emozioni con consapevolezza e comprensione risulta importante per vivere in armonia con noi stessi e con gli altri. L’autrice sottolinea come, contrariamente a quello che spesso ci viene insegnato, sia importante <strong>non reprimere o rifiutare nessuna emozione</strong>. Le nostre emozioni non sono né buone né cattive, né positive né negative, semplicemente esistono.<br />
Ma, secondo la David, questo non significa che le nostre emozioni ci dicano come comportarci. Essa infatti <strong>sono dati da analizzare, non direttive da seguire alla lettera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una parte importante nello sviluppo dell’agilità emotiva risiede nell’imparare a riconoscere gli <strong>schemi di pensiero che ci tengono in trappola</strong>, quelli che ci impediscono di andare avanti e ci tengono bloccati.<br />
Si tratta di quei pensieri che la psicologa americana definisce <strong>rigidi e ripetitivi</strong>: le stesse storie che ci raccontiamo da anni, il rimuginare continuamente sugli avvenimenti passati o preoccuparci eccessivamente per quelli futuri. Riconoscere come rigido o ripetitivo un certo pensiero ci permette di prendere consapevolezza del fatto che siamo ingabbiati nelle nostre stesse emozioni, che le nostre valutazioni sono poco oggettive, che <strong>stiamo confondendo le nostre interpretazioni della realtà con la realtà stessa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo iniziare a sviluppare la nostra agilità emotiva? Susan David ci dice che è necessario abituarsi a <strong>lasciar scorrere il flusso di pensieri ed emozioni,</strong> accogliendo ogni sensazione per quella che è, senza soffocarla, giudicarla o volerla cambiare ma, allo stesso tempo, <strong>evitando di identificarci con tutto ciò che passa nella nostra mente</strong>. Prendere le distanza dai nostri pensieri, osservarli con distacco senza identificarsi con essi, lasciarli scorrere senza attaccarsi ad essi.</p>
<blockquote><p>Osserva i tuoi pensieri passarti davanti come se non fossero tuoi.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Disinnescare il pilota automatico mentale</strong> ci permetterà di creare quello spazio di azione in cui, con consapevolezza e volontà, allineare i pensieri e le emozioni con i nostri valori più profondi e scegliere come agire o reagire ad una determinata situazione. Riallinearci per muoverci con forza e decisione verso i nostri obiettivi più importanti.</p>
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		<title>6 aspetti di te che puoi migliorare con la crescita personale</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/puoi-migliorare-con-la-crescita-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 09:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando siamo bambini ci viene detto chi siamo e come dobbiamo comportarci, cosa sarebbe meglio per noi, cosa è giusto e cosa sbagliato. Attraverso questi <strong>condizionamenti</strong> si formano nella nostra mente delle <strong>convinzioni</strong> molto forti che vanno ad influenzare quello che facciamo e la nostra idea di ciò che siamo.<br />
A volte queste convinzioni corrispondono alla realtà delle volte invece la <strong>distorcono</strong> allontanandoci da quello che siamo realmente.</p>
<p>Questa pausa globale è la grande occasione per tutti noi di guardarsi dentro. Di mettere in discussione quelle convinzioni, di capire cosa è davvero importante, di rendersi conto che non dobbiamo aspettare di perdere qualcosa per riconoscerne il valore, di scegliere le cause per le quali combattere, di modificare le nostre abitudini e il nostro stile di vita, di capire chi vogliamo davvero essere.</p>
<p>Questo <strong>processo,</strong> con il quale ritorniamo a noi stessi, <strong>liberandoci</strong> di tutto ciò che non è nostro ma ci è stato attribuito, viene definito <strong>crescita personale</strong>. Un percorso di ricerca interiore che ci aiuta a scoprire la nostra vera <strong>identità</strong> e ci guida a ritrovare la strada dell’auto <strong>realizzazione,</strong> intesa come la soddisfazione delle proprie inclinazioni, dei propri bisogni, e delle proprie <strong>potenzialità</strong>.<br />
Siamo la cosa più preziosa che abbiamo e quanto più ciò che siamo si avvicina a ciò che vorremmo essere, tanto più ci sentiamo felici e <strong>realizzati</strong>.</p>
<p><strong>Sono molti gli aspetti che si possono migliorare con la crescita personale, ecco i 6 più importanti.</strong></p>
<p><strong>1) CONOSCENZA DI SE</strong><br />
Ciò che conosciamo di noi stessi è solo lo strato più superficiale del nostro <strong>essere</strong>. Conoscersi davvero vuol dire capire chi siamo veramente, capire qual è lo scopo della nostra vita, quali sono le nostre <strong>potenzialità</strong>, le nostre risorse, le nostre virtù e come possiamo svilupparle. Significa compiere un viaggio che abbia come meta la scoperta delle nostre caratteristiche più <strong>autentiche</strong>, quelle che nel tempo sono rimaste nascoste dentro di noi. Se vogliamo diventare protagonisti della nostra esistenza dobbiamo fare <strong>pulizia</strong>, liberarci di tutti gli orpelli morali, le identificazioni, le convinzioni assimilate dall&#8217;esterno, i modelli etc. Toglierci di dosso ciò che non è nostro.</p>
<p><strong>2) AUTOSTIMA</strong><br />
Chi ha una bassa autostima è una persona insicura che dimostra una scarsa <strong>fiducia</strong> nelle proprie capacità ed è spesso preda di ansie e paure. L’autostima bassa preclude molte possibilità sia in campo lavorativo che relazionale. Stimarsi significa volersi bene. Imparare ad <strong>amare se stessi</strong> anziché pensare solo di piacere agli altri. Come dice <strong>Nathaniel Branden</strong> nel libero <em><strong>“I sei pilastri dell’autostima”</strong></em>: <em>“L’autostima è la convinzione di riuscire a raggiungere obiettivi di felicità grazie alle proprie potenzialità personali. È qualcosa che supera e contiene la stima di sé, il rispetto e l’amore per la propria persona.”</em></p>
<p><strong>3) ASSERTIVITÀ</strong><br />
Migliorare la propria assertività significa imparare a riconoscere i propri <strong>bisogni</strong> e propri diritti e ad esprimere le proprie opinioni o i propri sentimenti in maniera adeguata, nel <strong>rispetto</strong> dell’interlocutore, senza offenderlo o aggredirlo. Chi è poco assertivo infatti, fa fatica ad affermare se stesso, da molta importanza alle opinione altrui e poca alle proprie e fa fatica a <strong>dire di no</strong>.</p>
<p><strong>4) INTELLIGENZA EMOTIVA</strong><br />
L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere e gestire i propri<strong> stati d’animo</strong> e di comprendere e rispondere correttamente alle emozioni degli altri. E’ una delle competenze più importanti e richieste nel mondo del lavoro. Chi è emotivamente intelligente ha infatti la capacità di <strong>motivare</strong> se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli <strong>impulsi</strong> e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare, di essere <strong>empatici</strong> e di sperare.</p>
<p><strong>5) FARE CHIAREZZA</strong><br />
Capita spesso nel corso della vita di vivere <strong>momenti</strong> nei quali non si sa cosa si vuole o cosa sia meglio per se stesso. La crescita personale aiuta a fare chiarezza, a identificare e definire i propri obiettivi, a prendere consapevolezza dei propri <strong>valori</strong> più profondi e a superare quelle convinzioni che, come zavorre, ci impediscono di andare avanti. In questo particolare momento, per esempio, può aiutarti a capire cosa davvero conta, cosa è tempo di lasciare andare m anche come ripartire al meglio quando la quarantena sarà finita.</p>
<p><strong>6) MIGLIORARE LA PROPRIA ORGANIZZAZIONE<br />
</strong> Il nostro modo di lavorare sta cambiando e continuerà a farlo. Per questo è importante acquisire una buona capacità organizzativa. La crescita personale permette di acquisire tecniche e strumenti che consentono di lavorare in maniera più efficace e <strong>produttiva</strong>. In questo modo si riducono di molto i livelli di <strong>stress</strong> e si riesce a conciliare in maniera adeguata lavoro e vita privata.</p>
<p><strong>Ora più che mai</strong> abbiamo l&#8217;opportunità e il <strong>tempo</strong> di prenderci <strong>cura</strong> di noi stessi lavorando per migliorare e accrescere le nostre <strong>risorse</strong> interiori; l&#8217;idea che il cambiamento arriverà dall&#8217;esterno è una grande illusione, ciascuno di noi deve assumersi la <strong>responsabilità</strong> di lavorare su se stesso. Abbiamo la possibilità di restituire al mondo delle versioni migliori di noi stessi, per le persone che ci circondano, per rendere questa terra un luogo di nuovo vivibile, in <strong>armonia</strong> con la natura, dove <strong>valori</strong> come l’umanità, la reciprocità, il senso di appartenenza, e l’<strong>empatia</strong> tornino ad essere le basi sulle quali fondare le nostre esistenze.</p>
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		<title>7 libri sulla crescita personale da leggere sotto l&#8217;ombrellone</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-libri-sulla-crescita-personale-da-leggere-sotto-lombrellone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 13:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è certo una novità che la lettura abbia degli effetti benefici sulla nostra salute mentale. Uno studio dell’Università del Sussex ha dimostrato che leggere riduce il livello di stress del 60%, rallenta il battito cardiaco e allenta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non è certo una novità che la <strong>lettura</strong> abbia degli effetti benefici sulla nostra <strong>salute</strong> mentale. Uno studio dell’Università del Sussex ha dimostrato che leggere <strong>riduce</strong> il livello di <strong>stress</strong> del 60%, rallenta il battito cardiaco e allenta la <strong>tensione</strong>.<br />
La lettura è puro <strong>nutrimento</strong> per la nostra mente, migliora la <strong>memoria</strong>, espande la <strong>conoscenza</strong>, aiuta a sviluppare la <strong>concentrazione</strong>.<br />
E l’<strong>estate</strong> è sicuramente la stagione che si presta meglio a fare da sfondo a questa attività: sotto l’ombrello, al lago o al <strong>parco</strong>, un buon libro accompagna le nostre giornate rendendole più piacevoli e rilassanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scelto <strong>7 libri</strong> che mi stanno particolarmente a cuore e che mi hanno aiutato molto per conoscere meglio me stessa, crescere interiormente e migliorarmi. Si tratta infatti di alcuni <strong>saggi</strong> utili per la <strong>crescita</strong> e il miglioramento personale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA di <em>Nathaniel  Branden</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Questo è un momento della storia particolarmente pericoloso per non sapere chi siamo o non fidarci di noi stessi. La stabilità che non riusciamo a trovare nel mondo dobbiamo crearla dentro di noi.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con queste parole Nathaniel  Branden, psicoterapeuta statunitense, cerca di far capire al lettore l’importanza fondamentale di costruire una solida <strong>autostima</strong>. Secondo l’autore l’autostima consiste nell&#8217;avere <strong>fiducia</strong> nella propria capacità di pensare e di superare le <strong>sfide</strong> della vita e nella convinzione profonda di avere il <strong>diritto</strong> di essere <strong>felici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro piacevole da leggere, che spiega in modo molto chiaro quelli che sono i fattori dai quali dipende l’autostima e come agire concretamente per svilupparli.</p>
<p><strong>2. PSICOCIBERNETICA di <em>Maxwell Maltz</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Maxwell Maltz è un <strong>chirurgo plastico</strong> che ben presto si rende conto che per svolgere al meglio il proprio lavoro deve sviluppare una conoscenza approfondita dei meccanismi che si nascondono dietro la psiche umana: <em>“Un chirurgo non cambia solo l’aspetto di un uomo, ma ne cambia l’animo. Le operazione agiscono più in profondità della pelle e incidono spesso persino sulla psiche. Cambiare il volto di un individuo comporta anche un mutamento interiore, per questo ho il dovere di acquisire conoscenza specifica in questo campo.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato nel 1960 ma ancora estremamente attuale,  il libro è una raccolta di ciò che il chirurgo ha imparato durante i suoi studi sulla <strong>mente</strong> umana e in particolare dell’<strong>immagine dell’io</strong>, del concetto che ciascuno ha di sé, di ciò che crediamo di noi stessi.<br />
Secondo Maltz, le nostre azioni, i nostri sentimenti, i nostri comportamenti derivano da tale immagine.</p>
<p>Un libro complesso nella teoria ma che offre spunti ed <strong>esercizi</strong> pratici su come attivare il proprio &#8220;sistema guida interiore&#8221; e orientarlo verso il raggiungimento dei propri <strong>obiettivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. INTELLIGENZA EMOTIVA di <em>Daniel Goleman</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Daniel Goleman, psicologo americano, l’intelligenza emotiva è un insieme di <strong>capacità</strong> (consapevolezza e padronanza di sé, empatia e abilità nelle relazioni interpersonali) fondamentali per ogni individuo, che possono essere sviluppate da chiunque.<br />
Diventare <strong>emotivamente intelligenti</strong> significa imparare a riconoscere, governare e “usare” le emozioni a proprio vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un testo denso di informazioni, esempi, storie, per iniziare ad approcciare questo importante argomento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. VIVERE, AMARE, CAPIRSI di <em>Leo Buscaglia</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ un libro al quale sono particolarmente legata, che ha rappresentato il punto di inizio della mia <strong>ricerca</strong> interiore e mi ha avvicinata alla crescita personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Leo Buscaglia era un docente universitario americano famoso per le sue lezioni sull’<strong>amore</strong>. Il libro è una raccolta delle sue conferenze in giro per il mondo, durante le quali, grazie alla sua grande sensibilità e travolgente simpatia, coinvolgeva il pubblico in tematiche profonde quali: l’amore per la vita, l’importanza di diventare ciò che siamo e di creare relazioni, l’arte di essere pienamente umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che è in grado di liberare la gioia di chiunque lo legga, che fa riflettere, divertire e che spinge ad essere persone migliori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. L’OSPITE INQUIETANTE di <em>Umberto Galimberti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il nichilismo, inteso come la negazione di ogni valore, è definito dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche <em>‟il più inquietante fra tutti gli ospiti”.</em><br />
Chi maggiormente manifesta un’assenza di valori sono i <strong>giovani</strong>, caratterizzati da una sempre più profonda insicurezza, da analfabetismo emotivo e vittime di un <strong>malessere</strong> di cui non sono consapevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Galimberti offre, attraverso questo libro, una via d’uscita a questa condizione di <strong>disagio</strong>: insegnare ai giovani l’arte del vivere, farli incuriosire e <strong>innamorare</strong> di sé, aiutarli ad individuare le proprie capacità, le proprie <strong>potenzialità</strong>, svilupparle e farle fiorire.</p>
<p>Un testo profondo che offre spunti interessanti soprattutto per chi ha a che fare con gli adolescenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6. IL POTERE DI ADESSO di <em>Eckhart Tolle</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Eckhart Tolle racconta nel libro di come fino ai trent&#8217;anni abbia <em>“vissuto in uno stato di ansia quasi perenne, inframmezzato da periodi di depressione suicida.”</em><br />
Una notte del 1977 a 29 anni, si sveglia in preda ad un attacco di <strong>ansia</strong> e pensa: <em>“non voglio più vivere con me stesso”</em>.<br />
Da quel momento la sua vita cambia. Oggi è un Counselor e un maestro spirituale.</p>
<p>Il potere di adesso di cui parla nel libro, che è poi il fulcro di tutta la sua filosofia, è la capacità di vivere <strong>consapevolmente</strong> il momento presente.<br />
Il concetto di base è che se stiamo nell’adesso tutto va bene ma se ci spostiamo nel tempo (nel passato o nel futuro) allora siamo nella mente ed è qui che, secondo l’autore, nascono le <strong>sofferenze</strong>.<br />
Secondo Tolle possiamo trovare la via d’uscita al dolore lasciandoci andare al <strong>presente</strong>, senza più restare ancorati al passato o proiettati verso le preoccupazioni sul futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro perfetto per chi si trova spesso in balia dei &#8220;viaggi nel tempo&#8221; della propria mente e vuole imparare l’arte del vivere nel “qui e ora”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7.</strong> <strong>DIVIENI CIÒ CHE SEI di <em>Friedrich Nietzsche (a cura di Mirella Carbone e Joachim Jung)</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Delle opere di Nietzsche ho sempre apprezzato l’estrema attualità e la <strong>concretezza</strong> della sua filosofia. Secondo il filosofo tedesco il compito primario dell’uomo è la <strong>realizzazione</strong> creativa della propria personalità. Le parole di Pindaro <strong>“Divieni ciò che sei”,</strong> sono per il filosofo un&#8217;esortazione ad assolvere a questo compito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è una raccolta di pensieri nietzschiani sull’arte e la pratica del vivere sano a livello intellettuale, spirituale, fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero troverai questi consigli utili e, se leggerai qualcuno di questi libri, fammi sapere se ti sono piaciuti.<br />
Buona lettura!</p>
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		<title>Vuoi superare i tuoi limiti? Pensa positivo!</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/vuoi-superare-i-tuoi-limiti-pensa-positivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 14:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
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		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;ottimista è colui che vede nella grandine una buona partenza per un mojito” Martin E. P. Seligman, psicologo della Pennsylvania University, considerato il fondatore della psicologia positiva, nel 1988 sottopose il nuotatore della squadra olimpica statunitense Matt Biondi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“L&#8217;ottimista è colui che vede nella grandine una buona partenza per un mojito”<br />
</em><br />
<strong>Martin E. P. Seligman</strong>, psicologo della Pennsylvania University, considerato il fondatore della psicologia positiva, nel 1988 sottopose il nuotatore della squadra olimpica statunitense <strong>Matt Biondi</strong> ad un esperimento. Durante una manifestazione sportiva nella quale Biondi doveva testare al massimo le sue capacità, l&#8217;allenatore gli comunicò un tempo peggiore di quello ottenuto in realtà. Nonostante la notizia potesse avere un impatto scoraggiante, quando chiesero a Biondi di riposare e di riprovare, la sua prestazione, che in realtà era già stata eccellente, fu ancora migliore. Quando lo stesso esperimento fu ripetuto con altri membri della squadra (dimostratisi pessimisti nell&#8217;ambito di altri test) le prestazioni al secondo tentativo furono peggiori.<br />
Molti giornalisti erano convinti che durante quelle Olimpiadi Biondi avrebbe eguagliato il record di <strong>Mark Spitz</strong> che nel 1972 si era aggiudicato sette medaglie d&#8217;oro. Ma nella sua prima gara il nuotatore ottenne la medaglia di bronzo, e nella gara successiva arrivò secondo perdendo l’oro nelle ultime bracciate. Due sconfitte del genere avrebbero buttato giù la maggior parte degli atleti ma non Biondi, che si riprese e vinse l&#8217;oro nelle cinque gare successive.<br />
Seligman definisce l&#8217;ottimismo sulla base del modo in cui gli individui spiegano a se stessi i propri successi e i propri fallimenti. Gli ottimisti attribuiscono il fallimento a dettagli che possono essere modificati, mentre i pessimisti attribuiscono la colpa a circostanze durevoli che essi non hanno la possibilità di modificare. Questi diversi modi di pensare hanno una forte influenza sul modo in cui le persone reagiscono agli eventi della vita.<br />
Dal punto di vista dell&#8217;<strong>intelligenza emotiva</strong>, l&#8217;ottimismo è un atteggiamento che impedisce all&#8217;individuo di sprofondare nell&#8217;apatia o nella depressione e di scivolare nella disperazione di fronte a situazioni difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricerca condotta dagli scienziati americani dell’Università di Kentucky e pubblicata sulla rivista di psicologia Psychological Science ha dimostrato che chi affronta la vita con fiducia e con ottimismo si ammala meno di chi è pessimista. Gli scienziati hanno studiato un gruppo di centoventi studenti valutando il loro stato d’animo in una serie di test ed è risultato che il sistema immunitario degli studenti ottimisti era più efficiente contro le aggressioni di virus e batteri.<br />
L&#8217;ottimismo è inoltre un fattore predittivo del successo scolastico. In uno studio su cinquecento studenti appena immatricolati nel 1984 alla Pennsylvania University, i punteggi ottenuti in un test sull&#8217;ottimismo si rivelarono un miglior fattore predittivo delle votazioni del primo anno di quanto non fossero i punteggi conseguiti nei test o le stesse votazioni di diploma. Seligman, che studiò questi soggetti, afferma:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Gli esami di ammissione all&#8217;università misurano il talento, mentre il modo in cui un individuo spiega i propri insuccessi può dirci se ha un atteggiamento rinunciatario. È la combinazione di un ragionevole talento con la capacità di resistere alla sconfitta che porta al successo. Quello che manca nei test di abilità è una misura della motivazione. È necessario sapere se un individuo continuerà ad andare avanti anche quando la situazione diventerà frustrante. La mia impressione è che, dato un determinato livello di intelligenza, il reale successo di un individuo sia in funzione non solo del talento, ma anche della capacità di sopportare la sconfitta».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Seligman svolse un altro importante studio sugli agenti della compagnia assicurativa americana MetLife e scoprì che, nei primi due anni di lavoro, fra i nuovi venditori, quelli che erano per loro natura ottimisti, vendevano il 37% in più rispetto ai colleghi pessimisti. Inoltre durante il primo anno i pessimisti abbandonavano il lavoro con una frequenza doppia rispetto agli ottimisti.<br />
Durante la ricerca lo psicologo americano chiese inoltre alla MetLife di assumere un gruppo di aspiranti agenti che aveva ottenuto un elevato punteggio in un test per l&#8217;ottimismo ma aveva fallito la normale selezione. Nel primo e nel secondo anno di lavoro, le vendite concluse da questo particolare gruppo superarono quelle dei pessimisti rispettivamente del 21 e del 57 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">La ragione per cui l&#8217;ottimismo conferisce un così grande vantaggio in un lavoro di vendita è che si tratta di un atteggiamento intelligente dal punto di vista emozionale. Il modo in cui un individuo e nello specifico un venditore reagisce emozionalmente ad un rifiuto è fondamentale per la capacità di darsi una motivazione sufficiente ad andare avanti.<br />
Un atteggiamento positivo o negativo nei confronti della vita può benissimo essere qualcosa di innato; alcune persone tendono per natura verso l&#8217;uno o l&#8217;altro atteggiamento. Ma il carattere può essere modificato dall&#8217;esperienza e l&#8217;ottimismo, proprio come il senso di impotenza e la disperazione, possono essere appresi. Alla base di entrambi c&#8217;è una visione che gli psicologi chiamano autoefficacia, ossia la convinzione di avere il controllo sugli eventi della propria vita e di poter accettare le sfide nel momento in cui esse si presentano. (Goleman 1995)</p>
<p><em>“Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è colui che crea opportunità dalle sue difficoltà.”</em> Harry Spencer Truman</p>
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		<title>Come eliminare le preoccupazioni che creano ansia</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/intelligenza-emotiva-pt-3-gestire-lansia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2015 18:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[preoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le preoccupazioni sono come un tapis roulant: ti stancano, ma non ti portano da nessuna parte&#8221; J. Picoult. L&#8217;ansia è lo stato d&#8217;animo che sento più spesso nominare dalle persone. Ansia per l&#8217;esame o l&#8217;interrogazione, per il futuro incerto, di prendere l&#8217;aereo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Le preoccupazioni sono come un tapis roulant: ti stancano, ma non ti portano da nessuna parte&#8221;</em> J. Picoult.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ansia è lo stato d&#8217;animo che sento più spesso nominare dalle persone. Ansia per l&#8217;esame o l&#8217;interrogazione, per il futuro incerto, di prendere l&#8217;aereo, dei cambiamenti, ansia da prestazione, ansia di arrivare in ritardo etc.<br />
Alla base di tutti i tipi di ansia c&#8217;è di fatto una preoccupazione, una paura. La paura scatena uno stato di agitazione, di ansia appunto, che ha la funzione di focalizzare l&#8217;attenzione su un pericolo imminente costringendo la mente ad escogitare un modo per affrontarla, ignorando temporaneamente qualsiasi altra cosa. La reazione fisiologica che sta alla base della preoccupazione è dunque l&#8217;attenzione ad un potenziale pericolo. Per questo è un&#8217;emozione che ha svolto un ruolo fondamentale ai fini della sopravvivenza nel corso dell&#8217;evoluzione.</p>
<p>Quando l&#8217;ansia svolge un ruolo funzionale ci consente di impegnarci in tutte quelle attività che non svolgiamo con interesse ma che dobbiamo portare a termine. Studiare per un esame poco interessante, svolgere il proprio lavoro con impegno, rispettare una scadenza ma anche semplicemente uscire di casa in tempo per prendere l&#8217;aereo o il treno diventerebbero azioni pressoché impossibili se non vi fosse una spinta sottostante di ansia da prestazione.<br />
Quando l&#8217;ansia assolve alla sua naturale e universale funzione, e ha quindi un ruolo positivo, tutto va bene, il problema sorge quando le preoccupazioni diventano croniche e ripetitive e continuano a riciclarsi all&#8217;infinito senza mai far intravedere una soluzione positiva. In questi casi le preoccupazioni sono incontrollabili e spuntano dal nulla generando un&#8217;ansia costante che porta la persona a considerare il problema da un&#8217;unica prospettiva. Quando questi stati d&#8217;ansia persistono e le preoccupazioni sfuggono ad ogni controllo possono sfociare in veri e propri disturbi ansiosi quali fobie, ossessioni e compulsioni, attacchi di panico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le preoccupazioni seguono uno schema ben preciso, si tratta di qualcosa che raccontiamo a noi stessi, nella maggior parte dei casi pensieri catastrofici o visioni di terribili tragedie.<strong> Thomas Borkovec</strong>, psicologo della Pennsylvania University, ha scoperto alcune misure che possono aiutare a controllare la tendenza alla preoccupazione. Si parte sempre dall&#8217;autoconsapevolezza, dal riconoscere cioè gli episodi che generano la preoccupazione, coglierli non appena emerge l&#8217;immagine catastrofica che innesca l&#8217;ansia e soprattutto identificare il flusso di pensieri che l&#8217;accompagnano. Una volta individuati i pensieri che alimentano lo stato d&#8217;ansia è necessario metterli in discussione, assumendo un atteggiamento critico verso di essi, domandandosi per esempio: quante probabilità ci sono che l&#8217;evento catastrofico si verifichi? Quali alternative esistono al fatto che l&#8217;evento si possa verificare? È utile rimuginare su questi pensieri? Tra cinque anni sarò ancora preoccupato per questa cosa? Questo atteggiamento nei confronti dei propri pensieri frenerebbe l&#8217;attivazione dello stato d&#8217;ansia inibendo l&#8217;innesco della preoccupazione da parte del nostro cervello. Borkovec sottolinea come mettere in discussione un pensiero contemplando altri punti di vista ci vieta inconsciamente di considerarlo vero e di accertarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettere in atto strategie o praticare esercizi anti ansia non sempre risulta semplice quando queste situazioni sono ben radicate. Per questo risulta spesso utile rivolgersi ad un counselor o ad un coach che possono guidarci in primis verso l&#8217;auto consapevolezza e poi a gestire l&#8217;ansia o lo stato emotivo che vogliamo controllare. È bene non sottovalutare e aspettare che questi stati si cronicizzino e diventino qualcosa di più serio e difficile da affrontare.</p>
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		<title>Smettere di arrabbiarsi è facile. Se sai come farlo&#8230;</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/intelligenza-emotiva-pt-2-gestire-la-rabbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 16:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[daniel goleman]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel precedente articolo ho introdotto il concetto di Intelligenza Emotiva intesa come “La capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel precedente articolo ho introdotto il concetto di Intelligenza Emotiva intesa come <em>“La capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni” </em>(Salovey, Mayer, 1990). Ho inoltre spiegato come, secondo <strong>Daniel Goleman</strong>, portare intelligenza nelle proprie emozione implicasse l&#8217;utilizzo di diverse abilità. Una di queste è il saper controllare le proprie emozioni. Questa abilità si basa sulla capacità di riconoscere le proprie emozioni ossia sull&#8217;autoconsapevolezza (di cui ho parlato nell&#8217;articolo precedente). Per esempio, se voglio imparare a controllare e a non farmi sopraffare dall&#8217;ansia dovrò prima essere capace di riconoscere quell&#8217;emozione nel momento in cui emerge. Non sempre risulta facile dare un nome a ciò che si prova in una determinata situazione, infatti spesso diciamo: &#8220;mi sento strano&#8221;, &#8220;sono nel pallone&#8221;, &#8220;non capisco cosa mi stia succedendo&#8221;, senza essere capaci di definire nello specifico l&#8217;emozione che proviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Coloro che sono capaci di controllare le proprie emozioni riescono a riprendersi più velocemente dalle situazioni di difficoltà, mentre chi è privo di questa abilità si trova spesso a combattere con sentimenti tormentosi. Essere capaci di gestire le proprie emozioni non significa essere delle macchine prive di sentimento, significa per esempio controllare l&#8217;intensità o la durata dello stato emozionale. Prendiamo la rabbia che di tutti gli stati d&#8217;animo, secondo gli studi, è il più difficile da controllare. <strong>Dolf Zillmann</strong>, psicologo della Alabama University, ha scoperto che uno dei fattori universali scatenanti della rabbia sarebbe la sensazione di trovarsi in pericolo. Il segnale di pericolo può venire sia da una vera e propria minaccia fisica (l&#8217;automobilista che non rispetta lo STOP e ci taglia la strada) sia da una minaccia simbolica all&#8217;autostima o alla dignità della persona, quando ad esempio ci sentiamo trattati in maniera ingiusta o sgarbata o quando veniamo insultati e umiliati. Esistono diverse strategie per disinnescare lo stato di rabbia. La prima consiste nel fermarsi sui pensieri che la innescano e metterli in discussione. Lo scoppio d&#8217;ira viene infatti generato da una nostra convinzione, da un nostro giudizio. Nel caso dell&#8217;automobilista che ci taglia la strada saremo sicuramente portati a pensare le peggiori cose su quella persona e sul suo comportamento e queste alimenteranno lo stato di collera. Provare a pensare che forse l&#8217;automobilista non ci ha visto o che magari portava qualcuno all&#8217;ospedale, insomma avere un atteggiamento più possibilista e una certa apertura mentale, aiuta a mitigare la collera. Il secondo sistema è quello di raffreddarsi fisiologicamente, aspettando che il picco di adrenalina svanisca. Nel corso di un litigio per esempio allontanarsi per fare una passeggiata aiuta a calmarsi. In genere l&#8217;attività fisica è un ottimo modo per liberarsi di stati di collera in quanto ci distrae dalla sequenza di pensieri ostili. Infine, uno psichiatra della Duke University, <strong>Redford Williams</strong>, suggeriva di usare l&#8217;autoconsapevolezza per bloccare i pensieri negativi mettendoli per iscritto non appena questi si presentavano. In questo modo i pensieri venivano fissati e potevano essere messi in discussione e rivalutati.</p>
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		<title>Intelligenza Emotiva: cos&#8217;è e come può aiutarti a vivere meglio</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/riconoscere-le-proprie-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 16:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[daniel goleman]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Se riesci a tradurre in parole ciò che senti, ti appartiene.” Henry Roth Quando si parla di emozioni si ha spesso la tendenza a classificarle in positive e negative, buone o cattive, utili o inutili. Una classificazione in realtà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><em>“Se riesci a tradurre in parole ciò che senti, ti appartiene.”</em> Henry Roth</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">Quando si parla di <strong>emozioni</strong> si ha spesso la tendenza a classificarle in <strong>positive</strong> e <strong>negative</strong>, buone o cattive, utili o inutili.</span><br />
<span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"> Una classificazione in realtà non esatta, in quanto tutte le emozioni sono da ritenersi <strong>utili</strong>.</span><br />
<span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"> Tristezza, paura, ansia, frustrazione, ci avvisano che qualcosa non va. Sarebbe più corretto dunque, parlare di emozioni <strong>funzionali</strong> o <strong>disfunzionali</strong>, <strong>appropriate</strong> o <strong>inappropriate</strong> al momento o alla situazione che stiamo vivendo.</span><br />
<span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"> Affrontare un esame in un forte stato di stress o <strong>ansia</strong> potrebbe rivelarsi poco funzionale per il suo superamento.</span><br />
<span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"> Per un atleta affrontare una gara con uno stato d&#8217;animo dominato dalla <strong>paura</strong> comporterà una prestazione condizionata e impedirà una performance di alto livello.</span><br />
<span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"> Dunque, come diceva Aristotele:<em> &#8220;il problema non risiede nello stato d&#8217;animo in sé ma nell&#8217; appropriatezza dell&#8217;emozione e della sua espressione.&#8221;</em></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel 1990 i professori <strong>Peter Salovey</strong> e <strong>John D. Mayer</strong> introducono il concetto di <strong>intelligenza emotiva</strong> definendola come <em>“la capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">Il termine fu poi reso maggiormente popolare da <strong>Daniel Goleman</strong>, insegnante di psicologia ad Harvard, mediante la pubblicazione del suo libro <strong>&#8220;Intelligenza Emotiva&#8221; </strong>(1995) in cui quest&#8217;ultima viene descritta come<em> “la capacità di riconoscere e gestire le nostre emozioni e allo stesso tempo intuire, comprendere, rispondere correttamente alle emozioni degli altri. La capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare.”</em> Secondo Goleman, Mayer e Salovey l&#8217;intelligenza emotiva si basa su cinque competenze chiave:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>1) Autoconsapevolezza<br />
</strong>Chi possiede intelligenza emotiva ha una grande <strong>consapevolezza</strong> di sé, ha infatti la capacità di <strong>identificare</strong> con assoluta chiarezza e precisione gli stati emotivi che si stanno vivendo e i pensieri ad essi collegati. Quando ci chiedono, <em>&#8220;Come stai?&#8221;</em>, siamo abituati a rispondere in maniera sbrigativa e superficiale <em>&#8220;male, bene&#8221;.</em> Chi è emotivamente intelligente possiede un <strong>vocabolario emotivo</strong> molto vasto, sa cogliere le <strong>sfumature</strong> di ogni emozione e specificare il <strong>motivo</strong> del proprio stato d&#8217;animo con diversi sinonimi: <em>mi sento infastidito, frustrato, irritato, stanco, euforico,entusiasta, raggiante, attonito, etc.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>2) Gestione di sè<br />
</strong>Le persone emotivamente intelligenti sanno <strong>orientare</strong> l&#8217;energia delle proprie emozioni. Riescono a non farsi sopraffare dalle proprie emozioni trasformandole in <strong>risorse</strong> utili a mettere in atto comportamenti efficaci.Gestire le proprie emozioni significa inoltre avere la capacità di &#8220;stare&#8221; con emozioni spiacevoli come il disagio, la frustrazione, la tristezza, comprenderne il significato e la <strong>funzione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>3) Motivare se stessi<br />
</strong>Avere la capacità di <strong>persistere</strong> nel perseguire i propri obiettivi rimandando la gratificazione. Chi è emotivamente intelligente va oltre il  <strong>“principio del piacere”</strong>, che spinge a pretendere una soddisfazione immediata dei propri desideri, per adeguarsi al <strong>“principio di realtà”,  </strong>che consente di attendere il momento e costruire le condizioni giuste per la soddisfazione del bisogno.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>4) Riconoscere le emozioni degli altri<br />
</strong>L&#8217;<strong>empatia</strong> è la capacità di mettersi nei panni degli altri riconoscendone emozioni, pensieri e bisogni. Ognuno di noi nasce con il seme dell’empatia ma ad un certo punto della nostra crescita lo sviluppo dell’empatia inizia a differire da persona a persona. L&#8217;empatia va <strong>praticata</strong> sviluppando l&#8217;ascolto attivo, sospendendo ogni forma di <strong>giudizio</strong> e accogliendo il punto di vista dell&#8217;altro.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>5) Gestire le relazioni con gli altri<br />
</strong>E&#8217; la capacità di <strong>interagire</strong> positivamente con gli altri, di comunicare in maniera <strong>assertiva</strong>, esprimendo sentimenti e opinioni senza prevaricare l&#8217;altro, gestire costruttivamente <strong>conflitti</strong> e problemi. Per poter sviluppare questa competenza è fondamentale aver allenato tutte le precedenti, auto consapevolezza, autocontrollo ed empatia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Vuoi comprendere meglio cos&#8217;è l&#8217;Intelligenza Emotiva e come funziona?</strong></span></p>
<p><a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-come-macgyver-alla-scoperta-delle-risorse-interiori-che-ti-permettono-di-affrontare-qualsiasi-50642801984?aff=erelexpmlt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Iscriviti al Workshop Gratuito che terrò venerdì 16 Ottobre a Sassari</strong></span></span></a></p>
<p><span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Clicca sull&#8217;immagine per saperne di più</strong></span></p>
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