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	<title>Marcell Jacobs Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Aug 2021 12:15:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le Olimpiadi degli atleti italiani: come l’impossibile è diventato possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2021 12:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclo del successo]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Tamberi]]></category>
		<category><![CDATA[Marcell Jacobs]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Roger Bannister]]></category>
		<category><![CDATA[Tokyo 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa Ferrari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La delegazione italiana di atletica leggera non aveva mai vinto 5 medaglie d’oro ad un’Olimpiade. Ne aveva vinte 3 a Mosca nel 1980 e a Los Angeles nel 1984. L’ ultima medaglia d’oro vinta, prima dell’edizione di Tokyo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/mental-coaching-sportivo/le-olimpiadi-degli-atleti-italiani-come-limpossibile-e-diventato-possibile/">Le Olimpiadi degli atleti italiani: come l’impossibile è diventato possibile</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La delegazione italiana di atletica leggera non aveva mai vinto <strong>5 medaglie d’oro</strong> ad un’Olimpiade.<br />
Ne aveva vinte 3 a Mosca nel 1980 e a Los Angeles nel 1984.<br />
L’ ultima medaglia d’oro vinta, prima dell’edizione di <strong>Tokyo 2020</strong>, fu a Pechino nel 2008 con <strong>Alex Schwazer</strong> nella marcia 50km. L’Italia arrivava anche da due edizioni molto deludenti ai mondiali, dove vinse appena due medaglie di bronzo.<br />
Insomma non possiamo certo dire che negli ultimi 20 anni l’atletica italiana abbia goduto di buona salute.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com’è potuto succedere allora di arrivare a vincere 5 medaglie d’oro a Tokyo e realizzare l’incredibile impresa di vincere i 100m e la 4&#215;100?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ il primo Agosto, <strong>Gianmarco “Gimbo” Tamberi</strong> si prepara ad affrontare la finale del salto in alto. Sono stati 5 lunghissimi anni per Tamberi che non poté partecipare alle Olimpiadi di Rio nel 2016 a causa della rottura del tendine di Achille una settimana prima.<br />
5 anni di <strong>sofferenza</strong>, 5 anni di <strong>sacrifici</strong>, 5 anni in cui dentro di lui nasce e cresce una vera e propria <strong>ossessione</strong>: vincere la medaglia d’oro a Tokyo.<br />
In gara con lui c’è l’atleta più in forma del momento, medaglia d’oro ai mondiali del 2019, <strong>Mutaz Essa Barshim</strong>.<br />
I due conducono una gara pressoché identica, saltando le stesse misure e chiudendo la gara in assoluta parità.<br />
A questo punto possono scegliere: giocarsi lo spareggio o vincere entrambi la medaglia d’oro.<br />
Senza alcuna esitazione scelgono la seconda opzione e Tamberi si lascia andare ad un’esultanza che è un mix di gioia e liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad assistere al trionfo e alla gioia irrefrenabile di Tamberi c’è <strong>Marcell Jacobs</strong>, primatista italiano nei 100 metri. I due sono molto amici e la sera prima scherzavano insieme sulla possibilità di vincere entrambi la medaglia d’oro. Sì, perché Jacobs è in pista che si scalda per la sua finale dei 100 metri mentre guarda sullo schermo dello stadio le immagini del trionfo di Tamberi.</p>
<p>Dopo la gara Jacobs dichiara:</p>
<blockquote><p><em>Vedere la vittoria di Tamberi mi ha caricato. Ho pensato, se lui l&#8217;ha fatto posso farlo anche io e ho corso più veloce che ho potuto.</em></p></blockquote>
<p>Non solo ha corso più veloce che ha potuto, ha corso più veloce di tutti, vincendo la gara e registrando il nuovo record italiano. Nessun italiano aveva mai corso una finale dei 100m.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dopo <strong>Vanessa Ferrari,</strong> ginnasta, vince la medaglia d’argento al corpo libero. Anche lei viene da anni difficili e da tanti infortuni. A fine gara scrive sul suo profilo Instagram:</p>
<blockquote><p><em>Ci ho provato più volte e il destino sembrava una beffa, gli infortuni che mi hanno spezzata. Ma io volevo ancora una volta la possibilità giocarmi ancora le mie carte e non ho fallito! É storia, una medaglia che fa la storia! Queste sono le OLIMPIADIIIII.<br />
</em><em>Italia c&#8217;è la magia nell&#8217;aria la sentite?</em></p></blockquote>
<p>La magia nell’aria la sente anche<strong> Massimo Stano</strong> che il 5 Agosto trionfa nella <strong>20 km di marcia</strong>.</p>
<blockquote><p><em>Negli ultimi chilometri mi ripetevo: sono il più forte. E quando ho visto Jacobs e Tamberi vincere insieme, ho pensato: cos’hanno loro in più di me?</em></p></blockquote>
<p>Il giorno dopo arriva anche la medaglia d’oro nella 20 km di marcia con <strong>Antonella Palmisano</strong>, è la prima volta d’oro per la marcia femminile italiana.</p>
<blockquote><p><em>Tamberi, Jacobs, Stano, con i loro successi, mi hanno dato una carica pazzesca: lì ho capito che niente è impossibile.</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il 6 agosto tocca alla <strong>staffetta 4&#215;100</strong>, ai blocchi di partenza <strong>Marcell Jacobs, Filippo Tortu, Lorenzo Patta e Eseosa Desalu</strong>.<br />
I quattro si sono allenati pochissimo insieme ma riescono nell’impresa di portare a casa uno storico oro per l’Italia.</p>
<blockquote><p><em>La cosa più bella che è successa è che prima della gara ci siamo detti di vincere questa medaglia d&#8217;oro, ci abbiamo creduto fino in fondo ed è fantastico.</em></p></blockquote>
<p>Dirà Jacobs dopo la gara.</p>
<p>La magia della quale parlava Vanessa Ferrari è la consapevolezza che niente sia più impossibile.</p>
<p><strong>Ma com’è potuto accadere che l’impossibile sia improvvisamente diventato possibile per i nostri atleti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’11 maggio 1954 <strong>Roger Bannister</strong>, mezzofondista britannico, stabilì un record storico per l’atletica leggera: correre un miglio nel tempo di 3 minuti, 59 secondi e 4 decimi. Ciò che rese leggendaria l’impresa fu il fatto che nel mondo dell’atletica leggera dell’epoca era convinzione comune che scendere sotto i quattro minuti per correre il miglio fosse umanamente impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa <strong>credenza collettiva</strong> risaliva alla prima metà dell’Ottocento un grande luminare dell’epoca, scrisse, in un studio relativo alle capacità cardiache, che portato a superare quel limite, il cuore sarebbe esploso all’interno della cavità toracica.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre un secolo dopo tutto il mondo sportivo credeva assolutamente impossibile fare ciò che Roger Bannister invece realizzò.</p>
<blockquote><p><em>La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto.<br />
</em>Citazione dal film &#8220;Al di là dei sogni&#8221;</p></blockquote>
<p>La parte più straordinaria della storia è però ciò che accadde subito dopo l’impresa di Bannister: l’anno successivo <strong>più di trentacinque atleti</strong> corsero il miglio al di sotto dei quattro minuti, e nell’arco di tre anni ci riuscirono in oltre trecento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che per secoli era stato impossibile a milioni di atleti era diventato improvvisamente alla portata di tutti.</p>
<blockquote><p><em>Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa</em>.<br />
Albert Einstein</p></blockquote>
<p>Quando qualcuno dimostrò che ottenere quel risultato <strong>era possibile</strong>, cambiando il sistema di credenze di migliaia di mezzofondisti, molti di questi riuscirono improvvisamente a realizzarlo.<br />
<strong>Credere che si potesse fare</strong> aveva improvvisamente fornito loro un accesso a <strong>risorse fisiche e mentali</strong> fino a quel momento inutilizzate, il cosiddetto potenziale latente.</p>
<p style="text-align: justify;">E così a Tokyo 2020 la vittoria di Gianmarco Tamberi e il modo in cui è arrivata, ha innescato un <strong>circolo virtuoso</strong>.<br />
Come in una staffetta dove, al posto del testimone, ci si passa la consapevolezza di potercela fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vanessa Ferrari l’ha chiamata magia ma c’è una spiegazione a tutto questo molto più logica e razionale, si chiama <strong>ciclo del successo</strong>. Si parte del presupposto che quando una persona ha una forte <strong>convinzione</strong> farà di tutto per confermarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere persuasi di poter arrivare a ottenere qualcosa spinge la mente umana a cercare quante più <strong>risorse</strong> possibili per realizzarla. Maggiori sono le risorse che troviamo e su cui investiamo, e più saranno le <strong>azioni</strong> che potremo compiere per raggiungere ciò in cui crediamo. Le azioni determinano i <strong>risultati</strong> che ottieni e i tuoi risultati danno forma e rafforzano le tue convinzioni.</p>
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<p><strong>Dunque è sufficiente credere in qualcosa per ottenerla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assolutamente no! E diffidate di chi vi dice il contrario.<br />
Non è sufficiente pensare di essere in grado di fare una cosa per portarla a termine con successo, ma è comunque una condizione necessaria.<br />
Per poter guidare un’auto dobbiamo metterla in moto, essere convinti di potercela fare è come girare la chiave e avviare il motore.</p>
<p><a href="https://calendly.com/alepuggionicoach"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6859" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>Perché si parla tanto di salute mentale degli atleti</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/mental-coaching-sportivo/perche-si-parla-tanto-di-salute-mentale-degli-atleti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2021 10:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Marcell Jacobs]]></category>
		<category><![CDATA[Naomi Osaka]]></category>
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		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Biles]]></category>
		<category><![CDATA[Tokio 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono da poco conclusi i Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Un’edizione storica per l’Italia, per aver conquistato il numero record di medaglie, ma soprattutto per alcune straordinarie imprese, tra cui la vittoria di Marcell Jacobs nel 100 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/mental-coaching-sportivo/perche-si-parla-tanto-di-salute-mentale-degli-atleti/">Perché si parla tanto di salute mentale degli atleti</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sono da poco conclusi i <strong>Giochi Olimpici di Tokyo 2020</strong>. Un’edizione storica per l’Italia, per aver conquistato il numero record di medaglie, ma soprattutto per alcune straordinarie imprese, tra cui la vittoria di <strong>Marcell Jacobs</strong> nel 100 metri di atletica e quella della staffetta 4&#215;100 composta dallo stesso Jacobs, da <strong>Filippo Tortu</strong>, <strong>Lorenzo Patta</strong> e <strong>Eseosa Desalu</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa è stata anche l’olimpiade in cui si è parlato tanto di salute e <strong>preparazione mentale</strong> degli atleti.<br />
A partire da <strong>Simone Biles</strong>, campionessa americana di ginnastica, che al suo esordio nella gara del volteggio si ritira dopo il primo salto, dichiarando successivamente:</p>
<blockquote><p>Devo concentrarmi sul mio stato mentale e non mettere a repentaglio la mia salute e il mio benessere. Non appena salgo in pedana siamo solo io e la mia testa e li ci sono demoni con cui devo confrontarmi.</p></blockquote>
<p>Qualche giorno prima dell’inizio delle olimpiadi la ginnasta americana aveva scritto sul suo profilo Instagram di <strong>sentire il peso del mondo sulle spalle.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">C’è poi <strong>Naomi Osaka</strong> tennista giapponese, numero due del ranking, che già qualche mese fa decise di ritirarsi dal <strong>Roland Garros</strong> per prendersi cura della propria salute mentale. Alle Olimpiadi nel suo paese di origine non ha voluto rinunciare, è stata anche la tedofora che ha acceso la fiamma, ma l’atleta non è riuscita ad andare oltre gli ottavi, perdendo dalla numero 42 del ranking e mostrando ancora grosse difficoltà a <strong>livello emotivo e mentale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Che si tratti di un campione che gareggia ad alti livelli o un amatore che vuole migliorare le proprie prestazioni, è ormai evidente come la componente mentale non possa più essere trascurata e che il solo allenamento fisico, tecnico e tattico non sia più sufficiente.</p>
<p><strong>Ma su cosa lavora un Mental Coach con un atleta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dal presupposto che <strong>un atleta è un essere umano</strong>, ed è sulla persona che bisogna lavorare per liberare il potenziale dell’atleta. E’ proprio il caso di Marcell Jacobs che da circa un anno lavora con una Mental Coach che lo ha aiutato a liberarsi di alcuni <strong>blocchi</strong> che gli impedivano di esprimersi al suo massimo.<br />
Il lavoro del coach <strong>è un lavoro a togliere</strong>, ridurre le interferenze interne quali paure, pensieri negativi, ansia, convinzioni limitanti, insicurezza. Una volta rimossi questi ostacoli le <strong>potenzialità</strong> dell’atleta trovano un terreno fertile nelle quali essere allenate e migliorate.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>Luigi Busà</strong>, medaglia d’oro a Tokyo nella specialità Kumite del <strong>Karate</strong>, ha dichiarato di essersi preparato all’Olimpiade lavorando con un Mental Coach.</p>
<blockquote><p>Sto lavorando molto a livello mentale. Ho un Mental Coach che mi segue e stiamo lavorando su come approcciare al meglio questa avventura.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>approccio mentale</strong> ad un appuntamento sportivo è quindi di primaria importanza e in molti casi, a causa di blocchi e insicurezze, atleti al top della forma falliscono un obiettivo inseguito da anni; allo stesso tempo atleti con caratteristiche e doti fisiche inferiori riescono a primeggiare, sfruttando lo <strong>stato mentale positivo</strong> e libero da tensioni. Una tensione mentale, infatti, si ripercuote sempre sul corpo. <strong>Se la mente è inquieta il corpo è rigido</strong> e difficilmente porterà a una buona prestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a livello professionistico la figura del Mental Coach è ormai comunemente inserita tra i membri di uno staff, non dobbiamo pensare che il Coaching Sportivo sia ad esclusivo appannaggio di chi gareggia ad altissimi livelli. <strong>Ad ogni livello</strong> si può lavorare sull’aspetto mentale ed <strong>emotivo</strong> per ottenere il massimo dalle proprie prestazioni. Per questo è importante che già a <strong>livello giovanile</strong> si aiutino i ragazzi in questo senso, lavorando per esempio sul <strong>riconoscimento e la gestione delle emozioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di recente ho lavorato con una giovanissima ginnasta che si stava approcciando ad un cambio di categoria e stava manifestando alcuni blocchi e delle paure. Ho lavorato con lei sul riconoscimento e la <strong>comprensione della paura</strong> e un giorno durante una sessione mi ha raccontato che era riuscita finalmente a realizzare un elemento che la spaventava molto.<br />
Quando le ho chiesto come c’era riuscita mi ha detto portandosi le mani al cuore:</p>
<blockquote><p>Ho preso la paura, l’ho appallottolata e l’ho lanciata lontano.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">I bambini hanno una straordinaria <strong>creatività</strong> e capacità di trovare le proprie soluzioni se stimolati e supportati.<br />
Un lavoro di questo tipo può aiutare ad evitare di arrivare a <strong>punti di rottura</strong> come quelli sopra citati, permettendo inoltre di affrontare delle tematiche che si riveleranno utili non solo in ambito sportivo ma in tutte le aree della propria vita.</p>
<p><a href="https://calendly.com/alepuggionicoach"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6859" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/mental-coaching-sportivo/perche-si-parla-tanto-di-salute-mentale-degli-atleti/">Perché si parla tanto di salute mentale degli atleti</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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