<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ottimismo Archivi - Alessandra Puggioni</title>
	<atom:link href="https://www.alessandrapuggioni.it/tag/ottimismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.alessandrapuggioni.it/tag/ottimismo/</link>
	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
	<lastBuildDate>Sun, 17 Jan 2021 08:43:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.4</generator>
	<item>
		<title>Sindrome di Pollyanna: quando l’ottimismo fa male</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/counseling/sindrome-di-pollyanna-quando-lottimismo-fa-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Seligman]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di pollyanna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrapuggioni.it/?p=6738</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ottimismo, nell’immaginario collettivo, è visto come una caratteristica positiva; il pessimismo, invece, come negativa. Riguardo questi due atteggiamenti, quindi, c’è una concezione quasi radicale, che porta a pensare che i pessimisti siano meno capaci di affrontare le difficoltà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/counseling/sindrome-di-pollyanna-quando-lottimismo-fa-male/">Sindrome di Pollyanna: quando l’ottimismo fa male</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’ottimismo, nell’immaginario collettivo, è visto come una <strong>caratteristica positiva</strong>; il pessimismo, invece, come negativa. Riguardo questi due atteggiamenti, quindi, c’è una concezione quasi radicale, che porta a pensare che i pessimisti siano meno capaci di affrontare le difficoltà e la vita in generale. Ma è davvero così? E soprattutto, è sempre giusto <em>“vedere il bicchiere mezzo pieno”</em>?<br />
Sono stati condotti diversi studi approfonditi sull’argomento, alcuni dei quali hanno portato a vedere questi due comportamenti opposti sotto una luce differente. In particolare è stato dimostrato che esistono varie forme di ottimismo, e non tutte ci consentono di esaminare gli ostacoli con il dovuto <strong>realismo</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sindrome di Pollyanna: di cosa si tratta?</strong><br />
Gli psicologi hanno individuato una specifica propensione, la sindrome di Pollyanna, nota anche come <strong>ottimismo ottuso</strong> oppure idiota. Già da questa premessa potrai intuire in cosa consiste tale tendenza. Alcuni esperti parlano addirittura di <strong>patologia</strong>, o meglio, di uno sviluppo patologico del pensiero positivo.<br />
Coloro che ne soffrono effettuano una vera e propria selezione in merito agli eventi: ne ricordano soltanto gli aspetti piacevoli, e seppelliscono quelli spiacevoli chiudendoli a chiave in un cassetto della memoria. Ne deriva un ottimismo <strong>esagerato</strong>, a causa del quale si trascurano i problemi e non si analizzano gli avvenimenti in maniera oggettiva. Si trascorrono le giornate in un mondo fantastico, dove tutto è roseo, meraviglioso, perfetto.<br />
Di conseguenza le persone colpite dalla sindrome di Pollyanna <strong>ignorano la realtà</strong>, e non di rado sono colte alla sprovvista di fronte a un imprevisto. Una piccola curiosità: il nome del disturbo deriva da uno dei più famosi personaggi di <strong>Eleanor Hodgman Porter</strong>, che non abbandona mai la speranza nonostante le numerose disgrazie che le capitano. Ovviamente in tal caso non ci riferiamo alla mera fiducia nei confronti dell’esistenza, ma appunto a un ottimismo cieco.</p>
<p>Al contrario, <strong>l’ottimismo realistico è una virtù</strong>. È la qualità di chi si impegna a raggiungere i propri obiettivi anche nelle situazioni complesse, a rialzarsi dalle cadute, a cercare il lato positivo senza sottovalutare quello negativo. L&#8217;ottimista realista è quello che sa che non potrà sempre andare tutto bene, che ci saranno delle difficoltà, ma ha fiducia nelle proprie capacità di affrontarle. Chi ha questa caratteristica di solito gode di un migliore stato di <strong>salute</strong>, ha più <strong>successo</strong> e vive più a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ottimismo e il pessimismo sono innati?</strong><br />
Alcuni ritengono che ottimismo e pessimismo siano innati: che, cioè, siano insiti nell’individuo sin dalla nascita, e che rimangano stabili senza possibilità di cambiamento. Il pessimista non può diventare ottimista, e viceversa.<br />
Tuttavia vi sono anche dei pareri contrari: <strong>Martin Seligman</strong>, saggista e psicologo statunitense, afferma che questi due stili di pensiero e di comportamento sono assimilati dalle figure di riferimento. Iniziano a manifestarsi nel corso dell’infanzia, e si fanno più radicati man mano che passa il tempo. Ciò significa, però, che qualcosa che viene appreso è potenzialmente modificabile!</p>
<p><strong>Si può imparare a essere ottimisti</strong>: certo non sarà semplice, anzi, di sicuro sarà necessario un intenso lavoro su sé stessi e sulla propria interiorità. Ed è importante anche fare attenzione a non cadere nell’errore opposto, sperimentando così l’altrettanto pericolosa sindrome di Pollyanna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/counseling/sindrome-di-pollyanna-quando-lottimismo-fa-male/">Sindrome di Pollyanna: quando l’ottimismo fa male</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché è fondamentale allenare la resilienza</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 07:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[zanardi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=5811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di esempi di resilienza, Alex Zanardi è uno di quelli di cui non si può fare a meno di parlare. Il 15 settembre 2001, il pilota bolognese fu vittima di un pauroso incidente che cambiò [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/">Perché è fondamentale allenare la resilienza</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando si parla di esempi di resilienza, <strong>Alex Zanardi</strong> è uno di quelli di cui non si può fare a meno di parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 15 settembre 2001, il pilota bolognese fu vittima di un pauroso <strong>incidente</strong> che cambiò per sempre la sua vita. Durante una gara di CART sul circuito tedesco del Lausitzring la sua monoposto viene centrata in pieno da un’altra vettura. Nell&#8217;impatto, avvenuto a 320 km/h, perde entrambe le gambe. Zanardi viene portato in elicottero all&#8217;ospedale di Berlino in condizioni gravissime. Il 31 ottobre 2001 – dopo un mese e mezzo di ricovero e 14 interventi chirurgici – Alex Zanardi viene dimesso dalla clinica tedesca e inizia la sua <strong>seconda vita</strong>. Il pilota, non solo in breve tempo torna alle corse, ma inizia a praticare il paraciclismo arrivando a vincere ben 4 <strong>medaglie</strong> olimpiche tra il 2012 e il 2016.<br />
Nel 2017 compie un’altra impresa: partecipa all’<strong>Iron Man</strong> delle Hawaii, percorrendo i 3,8 km di nuoto, i 180 km di ciclismo (su handbike) e i 42,195 km di corsa su carrozzina olimpica, in meno di nove ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Zanardi del suo incidente parla così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>”Perdere le gambe è stata la cosa migliore che mi potesse capitare, perché mi ha permesso di fare cose che altrimenti non avrei mai fatto”.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La <strong>resilienza</strong> è appunto la capacità di far fronte in maniera <strong>positiva</strong> eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’errore che si commette leggendo storie di resilienza come quella di Zanardi è pensare che siano casi isolati, situazioni <strong>straordinarie</strong>, persone con una rara capacità di reagire alle avversità. In realtà questo tipo di comportamento, questa capacità di affrontare le difficoltà e trasformarle in qualcosa di positivo, è assolutamente <strong>normale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ quello che sostengono gli psicologi Richard Tedeschi e <strong>Lawrence Calhoun</strong>, che negli anni ’90 hanno coniato il termine <strong>crescita post-traumatica</strong> per descrivere i casi di persone che avevano vissuto una profonda trasformazione mentre affrontavano diverse tipologie di trauma e situazioni di vita difficili.<br />
<strong>La ricerca ha rivelato che circa il 70% dei sopravvissuti ad un trauma ha riportato una crescita psicologica positiva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 70%!!! La maggior parte delle persone dopo un trauma diventa una persona migliore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli studi di Tedeschi e Calhoun, la crescita dopo un trauma può assumere forme diverse: una maggiore <strong>riconoscenza</strong> verso la vita, l’individuazione di nuove possibilità per la propria esistenza, <strong>relazioni</strong> interpersonali più gratificanti, una vita <strong>spirituale</strong> più ricca e una connessione con qualcosa di più grande, un senso di <strong>forza interiore.</strong> Inoltre le esperienze traumatiche generalmente portano a maggiore <strong>empatia</strong> ed altruismo, rappresentando una <strong>motivazione</strong> in più per agire nell&#8217;interesse degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza questi studi confermano la teoria che sostiene che <strong>resilienti si nasce</strong>, che questa forza di reagire in maniera positiva a situazioni di difficoltà è qualcosa che fa parte dei nostri geni. Questo almeno fino ad oggi.<br />
Non possiamo però sottovalutare il fatto che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">nella nostra società si registra un progressivo indebolimento delle forze mentali e motivazionali degli individui.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">A lanciare l’allarme è <strong>Pietro Trabucchi</strong>, psicologo, docente universitario, famoso per i suoi studi e i numerosi libri sulla resilienza. Secondo Trabucchi ci sono diversi fattori sociali e culturali (il troppo benessere, la cultura digitale, una maggiore propensione al consumo, il multitasking, etc.) che stanno erodendo e limitando lo sviluppo delle nostre <strong>risorse interiori</strong>, compresa la resilienza. Secondo Trabucchi infatti <em>&#8220;la cultura plasma il cervello&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>buona notizia</strong> è che la resilienza può essere potenziata con l’<strong>allenamento</strong>. Il bello della resilienza è che si tratta di una risorsa complessa, che si sviluppa lavorando e allenando alcune specifiche capacità. Le principali sono:</p>
<p>&#8211; l’ottimismo<br />
&#8211; la forza di volontà<br />
&#8211; la gestione delle emozioni<br />
&#8211; la motivazione<br />
&#8211; la flessibilità<br />
&#8211; l’impegno e la perseveranza.</p>
<p>E&#8217; agendo su questi fattori che rafforziamo la nostra resilienza, cambiando il nostro modo di pensare e di agire.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza per far si che la resilienza continui ad essere trasmessa con i nostri geni, dobbiamo assumerci la <strong>responsabilità</strong> di tenerla viva. La società moderna ci offre infatti sempre meno possibilità di svilupparla e ci spinge sempre più verso la <strong>pigrizia mentale</strong>. Solo scegliendo di lavorarci, allenandola, possiamo garantire la sua sopravvivenza e di conseguenza anche la nostra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/">Perché è fondamentale allenare la resilienza</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>10 abitudini che ti aiutano a liberare la felicità</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-abitudini-che-aiutano-liberare-la-propria-felicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 12:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[debolezze]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[fragilità]]></category>
		<category><![CDATA[interessi]]></category>
		<category><![CDATA[lamentarsi]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[rimuginare]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=4516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se sei tra quelli che crede ancora che la felicità sia un’utopia, un lusso riservato a pochi o che solo un esiguo numero di eletti possano sperimentarla veramente, allora questo articolo ti aiuterà a vedere la questione da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-abitudini-che-aiutano-liberare-la-propria-felicita/">10 abitudini che ti aiutano a liberare la felicità</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se sei tra quelli che crede ancora che la <strong>felicità</strong> sia un’utopia, un lusso riservato a pochi o che solo un esiguo numero di eletti possano sperimentarla veramente, allora questo articolo ti aiuterà a vedere la questione da un punto di vista diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a qualche anno fa pensavo, così come la maggior parte delle persone, che la felicità fosse una meta da raggiungere, un insieme di risultati da ottenere, qualcosa da perseguire. In realtà ho iniziato a sentirmi felice quando ho capito che la felicità è qualcosa insito in noi, qualcosa che non deve essere inseguito ma liberato. Nasciamo per essere felici, è un nostro diritto, legittimato qualche anno fa dall’ Onu che ha istituito la <strong>Giornata mondiale della Felicità</strong>, che si celebra il 20 Marzo di ogni anno.<br />
Ho capito che per liberare la felicità bisogna cominciare a coltivare alcune piccole, sane e positive abitudini.<br />
E oggi ne voglio condividere 10 con te.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Essere gentili e aiutare gli altri</strong><br />
La prima abitudine che invito ad introdurre nella tua vita quotidiana è quella di essere gentile e aiutare gli altri.<br />
La generosità e la gentilezza, infatti, non migliorano solo la vita delle persone che le ricevono, ma contribuiscono in maniera importante al nostro <strong>benessere</strong>. Molti studi hanno confermato che quando aiutiamo gli altri nel nostro cervello si attivano le stesse aree che si accendono quando riceviamo dei doni.<br />
Aiutare gli altri stimola la produzione di endorfine che donano al nostro organismo una piacevole sensazione di benessere.<br />
I gesti di gentilezza che puoi fare non devono per forza essere eclatanti, possono essere delle piccole attenzioni rivolte a qualcuno che conosci o anche a uno sconosciuto. Lasciare un caffè sospeso al bar, donare tempo a chi è solo, fare beneficenza, ma anche donare un semplice sorriso, un abbraccio o una parola di incoraggiamento a chi si trova in un momento di difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 2) Essere grati</strong><br />
Un’altra sana abitudine che puoi introdurre per sprigionare la tua felicità è la gratitudine.<br />
L’infelicità delle persone deriva spessa dall&#8217;insoddisfazione di ciò che si è o di ciò che non si ha.<br />
Eppure siamo tutti <strong>ricchi</strong> di risorse, qualità, capacità ma anche di beni materiali. Abbiamo un tetto sulla testa, non dobbiamo percorrere chilometri per avere dell’acqua potabile, abbiamo cibo fresco in frigo e vestiti nell&#8217;armadio.<br />
Abbiamo inoltre la possibilità di studiare, crescere e migliorarci.<br />
Sii grato e focalizzati su ciò che hai invece che su ciò che ti manca,  ti aiuterà ad eliminare frustrazioni, insoddisfazione e ad aprirti la strada alla felicità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Non rimuginare</strong><br />
Ecco una cattiva abitudine che devi immediatamente eliminare dalla tua vita: rimuginare.<br />
La rimuginazione mentale è quel processo in cui le preoccupazioni negative sono ripetitive, eccessive, costanti e improduttive a tal punto da provocare disagio o difficoltà nella vita quotidiana. E’ un meccanismo che viene anche definito <em>“la malattia del pensare avanti e indietro”</em>, in quanto la mente della persona passa costantemente dalle recriminazioni sul passato alle preoccupazioni per il  futuro.<br />
Per essere felice è necessario che sviluppi l’abitudine di stare nel <strong>“qui e ora”</strong>, di mantenere la tua mente focalizzata sul momento presente, l’unico sul quale puoi realmente e concretamente agire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Essere ottimisti<br />
</strong>Ottimisti si diventa! l’ottimismo è un’abitudine che puoi imparare.<br />
Sfatiamo subito il mito secondo cui essere ottimisti significa sorridere sempre o pensare che tutto andrà sempre bene.<br />
L’ottimista non è una persona che nega le difficoltà, semplicemente le affronta in maniera costruttiva, forte della <strong>fiducia</strong> nelle proprie capacità e nei propri mezzi.<br />
Essere ottimisti vuol dire sentirsi capaci di affrontare qualunque situazione e nutrire aspettative di riuscita rispetto ad una determinata situazione o ad un obiettivo che ci si è prefissati. L’ ottimismo, quello vero, consiste nella capacità di non farti abbattere dalle difficoltà ma di vederle come dei momenti di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) Non lamentarsi</strong><br />
Al pari del rimuginare anche il lamentarsi è un’abitudine estremamente negativa che dovresti eliminare.<br />
Recenti ricerche scientifiche fatte anche alla Stanford University hanno dimostrato che<strong> </strong>ascoltare per più di 30 minuti al giorno discorsi carichi di “negatività” nuoce a livello cerebrale. Le onde magnetiche emesse da chi si “lamenta” di fatto spengono i suoi <strong>neuroni</strong> e quelli di chi ascolta.<strong><br />
</strong>I neuroni si spengono  perché<strong> </strong>il nostro cervello reputa la lamentela un contenuto di basso livello. Questo meccanismo va a discapito delle capacità cognitive, intellettive, umorali.<br />
Evita di lamentarti, quando una situazione ti preoccupa agisci sulla soluzione, se la soluzione non c’è, accetta la situazione così com&#8217;è.<br />
La lamentela non la cambierà, contribuirà solo a caricare di negatività te stesso e chi ti circonda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6) Non perdere tempo in situazioni che non si posso controllare</strong><br />
Focalizzarsi sulle uniche cose che hanno un impatto tangibile e concreto sulla nostra vita è un’ottima abitudine da sviluppare. Queste cose sono: le nostre reazioni agli eventi e alle situazioni della vita, le decisioni che prendi e le azioni che compi. Si da troppo peso a cose e situazioni che non sono sotto il nostro <strong>controllo</strong>, sulle quali non possiamo attivamente agire per cambiarle. Questo atteggiamento genere un enorme dispendio di energie mentali ed emotive e genera un forte senso di frustrazione. La cosa migliore che puoi fare è lasciare andare ciò che non puoi controllare e investire le tue energie nelle cose sulle quali puoi incidere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7) Stare con le proprie emozioni</strong><br />
Impara a comprendere che tutte le emozioni sono ugualmente <strong>importanti</strong>.<br />
Dolore, vergogna, paura, delusione, quando proviamo queste emozioni facciamo di tutto per sopprimerle o per liberarcene in fretta, senza chiederci quale sia il motivo e l’utilità della loro presenza. Stare con le tue emozioni significa imparare ad <strong>ascoltarle</strong>, accoglierle, per fa si che naturalmente, una volta assolta la loro funzione, vadano via così come sono arrivate.<br />
Non entrare in confitto con le emozioni che non ti piace provare, abituati ad ascoltarle e a capire cosa ti vogliono dire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>8) Accettare le proprie debolezze</strong><br />
<em>“La fragilità del cristallo non è una debolezza ma una raffinatezza”,</em> dice il protagonista del film<strong> Into the Wild</strong>. Sì, siamo fragili, e la nostra forza risiede nel non pretendere di essere perfetti e nell&#8217;<strong>accettare</strong> le nostre fragilità.<br />
Accettare le tue debolezze, i tuoi difetti non è solo qualcosa che contribuisce alla tua felicità ma un requisito fondamentale dell’autostima. Se vuoi approfondire questa tematica ti consiglio un bellissimo libro della ricercatrice americana <strong>Brené Brown</strong>, <em>“I doni dell’imperfezione”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>9) Coltivare i propri interessi<br />
</strong>La felicità si sprigiona quando dedichiamo del tempo a tutte quelle attività che ci piacciono, ci fanno stare bene e ci assorbono totalmente.<br />
Le <strong>passioni</strong> alimentano la nostra gioia di vivere, contribuiscono ad aumentare l’autostima, ci rendono più fiduciosi dei nostri mezzi, e allontanano ansia e stress. Di contro quando non ci dedichiamo a ciò che ci piace si generano sentimenti di frustrazione, insoddisfazione e inquietudine. Individua le tue passioni, quelle attività che ti fanno stare bene e prendi l’abitudine di dedicagli del tempo tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10) Vivere in linea con i propri valori</strong><br />
Essere consapevoli dei propri valori, di ciò che è realmente importante, rappresenta un tassello fondamentale per il benessere. L’unico modo per sentirci davvero <strong>appagati</strong> a lungo termine è vivere in armonia con i nostri veri valori. Quando non agiamo in conformità con i nostri valori e quindi prestiamo attenzione o ci concentriamo su azioni o attività che per noi non sono importanti, sperimentiamo sensazioni di disagio o frustrazione. Quando invece agiamo in conformità con essi sperimentiamo sensazioni positive. Prenditi qualche minuto del tuo tempo per individuare i 10 valori per te fondamentali, le 10 cose che davvero sono importanti nella tua vita (salute, amore, sicurezza, onestà, indipendenza, libertà, etc.) e chiediti che cosa stai facendo o cosa puoi fare affinché vengano soddisfatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che questo articolo possa essere uno stimolo a modificare quelle abitudini che soffocano e impediscono alla tua felicità di esplodere e introdurne di nuove che ti avvicinino ad uno stato di benessere e armonia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-abitudini-che-aiutano-liberare-la-propria-felicita/">10 abitudini che ti aiutano a liberare la felicità</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>3 Passi Per Aumentare Il Tuo Ottimismo</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/3-passi-per-aumentare-il-tuo-ottimismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 08:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[positività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=4223</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è una certa confusione intorno al concetto di ottimismo, si ha infatti la tendenza a credere che gli ottimisti siano degli illusi che negano o mistificano la realtà. Chi si ripete continuamente “va tutto bene” anche quando le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/3-passi-per-aumentare-il-tuo-ottimismo/">3 Passi Per Aumentare Il Tuo Ottimismo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è una certa confusione intorno al concetto di ottimismo, si ha infatti la tendenza a credere che gli ottimisti siano degli illusi che negano o mistificano la realtà.<br />
Chi si ripete continuamente<em> “va tutto bene”</em> anche quando le cose non vanno per il meglio non è un ottimista ma solo una persona che cerca di auto illudersi e di nascondere la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ottimista non è una persona che nega le difficoltà, semplicemente le affronta in maniera costruttiva, forte della fiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi.<br />
L’ ottimismo, quello vero, consiste nella capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà ma di vederle come dei momenti di crescita personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere ottimisti vuol dire sentirsi capaci di affrontare qualunque situazione e nutrire aspettative di riuscita rispetto ad una determinata situazione o ad un obiettivo che ci si è prefissati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ottimista ha poi la tendenza a interpretare gli eventi con la sensazione di poter avere un controllo su di essi, affidandosi alla propria responsabilità, cioè alla propria abilità di rispondere a ciò che gli accade.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra caratteristica delle persone ottimiste è la consapevolezza di non poter sfuggire ad ogni forma di disagio e frustrazione. Hanno invece sviluppato una forte capacità di tollerare la frustrazione e di “stare” anche in situazioni di disagio o con sensazioni spiacevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono dunque tre passi che puoi compiere se vuoi imparare ad essere più ottimista.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Accresci la fiducia nelle tue capacità (autoefficacia)</strong><br />
L’autoefficacia aumenta facendo esperienze di successo. Più ottieni successi, più ti sentirai competente e più la tua fiducia crescerà. Il consiglio è di darti dei piccoli obiettivi quotidiani, delle sfide che ti permettano di metterti alla prova e di ottenere quei successi di cui hai bisogno. Ricorda che l’obiettivo deve dipendere solo da te, deve essere stimolante ma anche realizzabile. Quindi non lanciarti subito in obiettivi troppo complicati, comincia con piccole cose, in modo da ottenere subito quei successi che accresceranno la fiducia nei tuoi mezzi e ti permetteranno gradualmente di aumentare il tuo ottimismo e, di conseguenza, di affrontare sfide più grandi.</li>
<li><strong>Impara a “reincorniciare” certi eventi</strong><br />
“Reincorniciare” significa attribuire un nuovo significato ad una situazione che viviamo come negativa. Per esempio se hai preso un brutto voto ad un esame anziché abbatterti e darti dell’asino, puoi cambiare punto di vista e cercare di capire cosa non ha funzionato. Magari capirai che hai sbagliato metodo di studio e allora il voto basso ti offrirà l’occasione e lo stimolo per trovarne uno nuovo e più funzionale.</li>
<li><strong>Impara “a stare” con le cosiddette emozioni “negative”</strong><br />
Frustrazione, paura, disagio, tristezza, sono definite erroneamente emozioni negative. Erroneamente perché in realtà sono utili tanto quanto quelle cosiddette positive. Ci avvisano infatti che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.<br />
Cresciamo con l’idea che si debbano provare solo emozioni positive per stare bene e viviamo disagio e sensazioni negative come degli imprevisti dei quali è necessario sbarazzarsi al più presto.<br />
Se invece si comincia a considerare disagio, frustrazione, tristezza, come sensazioni inevitabili, indispensabili e utili, diventerà più facile avere controllo anche in queste situazioni.<br />
L’ottimista non è colui che in un momento di sconforto si sforza di sorridere ma colui che accetta quella situazione e la considera come una tappa necessaria del processo di crescita.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questi sono i 3 passi che ti consiglio di iniziare a compiere se vuoi cambiare la tua vita introducendo un atteggiamento maggiormente ottimistico.<br />
Provaci e poi fammi sapere com’è andata scrivendomi o lasciando un commento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/3-passi-per-aumentare-il-tuo-ottimismo/">3 Passi Per Aumentare Il Tuo Ottimismo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi superare i tuoi limiti? Pensa positivo!</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/vuoi-superare-i-tuoi-limiti-pensa-positivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 14:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[daniel goleman]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=3739</guid>

					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;ottimista è colui che vede nella grandine una buona partenza per un mojito” Martin E. P. Seligman, psicologo della Pennsylvania University, considerato il fondatore della psicologia positiva, nel 1988 sottopose il nuotatore della squadra olimpica statunitense Matt Biondi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/vuoi-superare-i-tuoi-limiti-pensa-positivo/">Vuoi superare i tuoi limiti? Pensa positivo!</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“L&#8217;ottimista è colui che vede nella grandine una buona partenza per un mojito”<br />
</em><br />
<strong>Martin E. P. Seligman</strong>, psicologo della Pennsylvania University, considerato il fondatore della psicologia positiva, nel 1988 sottopose il nuotatore della squadra olimpica statunitense <strong>Matt Biondi</strong> ad un esperimento. Durante una manifestazione sportiva nella quale Biondi doveva testare al massimo le sue capacità, l&#8217;allenatore gli comunicò un tempo peggiore di quello ottenuto in realtà. Nonostante la notizia potesse avere un impatto scoraggiante, quando chiesero a Biondi di riposare e di riprovare, la sua prestazione, che in realtà era già stata eccellente, fu ancora migliore. Quando lo stesso esperimento fu ripetuto con altri membri della squadra (dimostratisi pessimisti nell&#8217;ambito di altri test) le prestazioni al secondo tentativo furono peggiori.<br />
Molti giornalisti erano convinti che durante quelle Olimpiadi Biondi avrebbe eguagliato il record di <strong>Mark Spitz</strong> che nel 1972 si era aggiudicato sette medaglie d&#8217;oro. Ma nella sua prima gara il nuotatore ottenne la medaglia di bronzo, e nella gara successiva arrivò secondo perdendo l’oro nelle ultime bracciate. Due sconfitte del genere avrebbero buttato giù la maggior parte degli atleti ma non Biondi, che si riprese e vinse l&#8217;oro nelle cinque gare successive.<br />
Seligman definisce l&#8217;ottimismo sulla base del modo in cui gli individui spiegano a se stessi i propri successi e i propri fallimenti. Gli ottimisti attribuiscono il fallimento a dettagli che possono essere modificati, mentre i pessimisti attribuiscono la colpa a circostanze durevoli che essi non hanno la possibilità di modificare. Questi diversi modi di pensare hanno una forte influenza sul modo in cui le persone reagiscono agli eventi della vita.<br />
Dal punto di vista dell&#8217;<strong>intelligenza emotiva</strong>, l&#8217;ottimismo è un atteggiamento che impedisce all&#8217;individuo di sprofondare nell&#8217;apatia o nella depressione e di scivolare nella disperazione di fronte a situazioni difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricerca condotta dagli scienziati americani dell’Università di Kentucky e pubblicata sulla rivista di psicologia Psychological Science ha dimostrato che chi affronta la vita con fiducia e con ottimismo si ammala meno di chi è pessimista. Gli scienziati hanno studiato un gruppo di centoventi studenti valutando il loro stato d’animo in una serie di test ed è risultato che il sistema immunitario degli studenti ottimisti era più efficiente contro le aggressioni di virus e batteri.<br />
L&#8217;ottimismo è inoltre un fattore predittivo del successo scolastico. In uno studio su cinquecento studenti appena immatricolati nel 1984 alla Pennsylvania University, i punteggi ottenuti in un test sull&#8217;ottimismo si rivelarono un miglior fattore predittivo delle votazioni del primo anno di quanto non fossero i punteggi conseguiti nei test o le stesse votazioni di diploma. Seligman, che studiò questi soggetti, afferma:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Gli esami di ammissione all&#8217;università misurano il talento, mentre il modo in cui un individuo spiega i propri insuccessi può dirci se ha un atteggiamento rinunciatario. È la combinazione di un ragionevole talento con la capacità di resistere alla sconfitta che porta al successo. Quello che manca nei test di abilità è una misura della motivazione. È necessario sapere se un individuo continuerà ad andare avanti anche quando la situazione diventerà frustrante. La mia impressione è che, dato un determinato livello di intelligenza, il reale successo di un individuo sia in funzione non solo del talento, ma anche della capacità di sopportare la sconfitta».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Seligman svolse un altro importante studio sugli agenti della compagnia assicurativa americana MetLife e scoprì che, nei primi due anni di lavoro, fra i nuovi venditori, quelli che erano per loro natura ottimisti, vendevano il 37% in più rispetto ai colleghi pessimisti. Inoltre durante il primo anno i pessimisti abbandonavano il lavoro con una frequenza doppia rispetto agli ottimisti.<br />
Durante la ricerca lo psicologo americano chiese inoltre alla MetLife di assumere un gruppo di aspiranti agenti che aveva ottenuto un elevato punteggio in un test per l&#8217;ottimismo ma aveva fallito la normale selezione. Nel primo e nel secondo anno di lavoro, le vendite concluse da questo particolare gruppo superarono quelle dei pessimisti rispettivamente del 21 e del 57 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">La ragione per cui l&#8217;ottimismo conferisce un così grande vantaggio in un lavoro di vendita è che si tratta di un atteggiamento intelligente dal punto di vista emozionale. Il modo in cui un individuo e nello specifico un venditore reagisce emozionalmente ad un rifiuto è fondamentale per la capacità di darsi una motivazione sufficiente ad andare avanti.<br />
Un atteggiamento positivo o negativo nei confronti della vita può benissimo essere qualcosa di innato; alcune persone tendono per natura verso l&#8217;uno o l&#8217;altro atteggiamento. Ma il carattere può essere modificato dall&#8217;esperienza e l&#8217;ottimismo, proprio come il senso di impotenza e la disperazione, possono essere appresi. Alla base di entrambi c&#8217;è una visione che gli psicologi chiamano autoefficacia, ossia la convinzione di avere il controllo sugli eventi della propria vita e di poter accettare le sfide nel momento in cui esse si presentano. (Goleman 1995)</p>
<p><em>“Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è colui che crea opportunità dalle sue difficoltà.”</em> Harry Spencer Truman</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/vuoi-superare-i-tuoi-limiti-pensa-positivo/">Vuoi superare i tuoi limiti? Pensa positivo!</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
