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	<title>rigore Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Pellè: quando la poca concentrazione si trasforma in arroganza</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/sport-coaching/pelle-quando-la-poca-concentrazione-si-trasforma-arroganza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 06:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[concentrazione]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Pellè]]></category>
		<category><![CDATA[rigore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo ancora tutti negli occhi i gesti che Graziano Pellè ha rivolto al portiere tedesco Neuer prima di tirare il suo calcio rigore durante il quarto di finale dell’Europeo tra Italia e Germania. Pellè sistema la palla sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/sport-coaching/pelle-quando-la-poca-concentrazione-si-trasforma-arroganza/">Pellè: quando la poca concentrazione si trasforma in arroganza</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo ancora tutti negli occhi i gesti che <strong>Graziano Pellè</strong> ha rivolto al portiere tedesco <strong>Neuer</strong> prima di tirare il suo calcio rigore durante il quarto di finale dell’<strong>Europeo</strong> tra Italia e Germania. Pellè sistema la palla sul dischetto, sorride sicuro, dice qualcosa a <strong>Neuer</strong> e poi mima il gesto del cucchiaio.<br />
Qualche secondo dopo il giocatore tirerà il rigore e lo sbaglierà. L’attaccante italiano è stato fortemente e <strong>aspramente criticato</strong> per i suoi gesti prima di tirare il calcio di rigore: sbruffone, bulletto, arrogante, presuntuoso.<br />
Devo dirvi che quando ho assistito alla scena non ho pensato tanto al fatto che Pellè stesse facendo lo sbruffone ma piuttosto mi sono preoccupata perché quell’atteggiamento denotava una <strong>totale assenza di concentrazione</strong>, il giocatore non era affatto focalizzato sul gesto che stava andando a compiere ma si stava facendo distrarre da quello che stava avvenendo nella sua testa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’avversario nella tua testa è molto più pericoloso di quello dall’altra parte del campo”</em> diceva <strong>Tim Gallwey</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si gioca ad alti livelli, in competizioni internazionali, davanti a milioni di persone, <strong>nessun giocatore può prescindere da una preparazione mentale</strong> che lo metta nelle condizioni di gestire situazioni emotivamente molto forti e cariche di stress.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che Pellè sia stato incapace in quel momento di <strong>governare i propri pensieri e le proprie emozioni </strong>di rimanere quindi focalizzato sul gesto che doveva compiere.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>concentrazione</strong> è la capacità di dirigere l’attenzione sull’obiettivo che si vuole raggiungere in quel momento, senza distrazioni e pensieri estranei.<br />
Uno dei segreti per rimanere concentrati è quello di imparare a <strong>controllare i propri pensieri</strong> e cioè avere un buon dialogo interno che permetta di utilizzare i pensieri in modo tale da riuscire ad <strong>influenzare positivamente le proprie prestazioni</strong>. I pensieri sono una delle maggiori fonti di distrazione per un giocatore, quando ci sono pensieri negativi e disturbanti <strong>la mente è inquieta, il corpo rigido e questo impedisce una esecuzione fluida dell’azione che si sta andando a compiere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra cosa fondamentale per restare concentrati è quella di rimanere nel <strong>“qui e ora</strong>” e quindi impedire alla mente di ritornare su situazioni passate o di immaginare scenari futuri. Una delle cose peggiori da fare in quei momenti è per esempio provare ad immaginare le conseguenze di un eventuale errore o chiedersi: <strong>“e se sbaglio?”.</strong><br />
<strong>La cosa migliore da fare è rimanere focalizzati su quello che si deve fare e si vuole ottenere in quel preciso momento dal gesto che si sta andando ad eseguire.</strong></p>
<p>Dunque <strong>che cosa avrebbe potuto fare</strong> il giocatore per evitare di incorrere in comportamenti poco produttivi e rimanere focalizzato?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Decidere da prima dove tirare.</strong><br />
Un giocatore non dovrebbe mai arrivare sul dischetto senza <strong>sapere da che parte tirare</strong>. La decisione va presa prima di posizionare, aspettare che il portiere si muova diminuisce le chance di riuscita. Ricordate Totti e e la sua famosa frase <em>&#8220;Mo je faccio er cucchiaio&#8221;</em>?. Lo decise e lo fece.</li>
<li><strong>Utilizzare al meglio il tragitto per arrivare alla palla.</strong><br />
Ci sono diversi metri che separano il giocatore dal dischetto, durante quel tragitto si possono <strong>mettere in atto una serie di azioni</strong>, a livello mentale, funzionali all’esecuzione del tiro: caricarsi con delle frasi positive e quindi <strong>utilizzare il dialogo interno</strong> in maniera funzionale; <strong>visualizzare</strong> nella mente il tiro che si vuole eseguire; <strong>usare la postura</strong> per richiamare uno stato d’animo funzionale a quel momento. Ovviamente sono tutte tecniche che devono essere allenate e preparate accuratamente prima della gara.</li>
<li><strong>Crearsi una routine.</strong><br />
Avete mai visto un giocatore di basket prima di un tiro libero o un tennista prima della battuta? Avrete certamente notato che prima del tiro compiono sempre <strong>la stessa sequenza di gesti</strong>, molti pensano che si tratti di scaramanzia in realtà è un tecnica che serve a mantenere alta la concentrazione e sotto controllo l’ansia.<br />
La <strong>routine</strong> non è altro che una serie di gesti, pensieri o immagini mentali che l’atleta ha ben codificato e allenato e che dovrà ripetere ogni volta che si trovi a compiere un determinato gesto. <strong>Mettere in atto quella sequenza di azioni permette all’atleta di mantenere un attenzione focalizzata e di limitare pensieri disturbanti e distrazioni.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>“Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…”</em>, cantava De Gregori. Io penso invece che sia  proprio <strong>la cura del particolare che distingue un campione da un semplice atleta.</strong> Se vuoi essere un campione devi affiancare alla preparazione fisica e tattica anche un adeguata <strong>preparazione mentale</strong> che ti permetta di fronteggiare adeguatamente le situazioni più stressanti ed emotivamente intense.</p>
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