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	<title>sport coaching Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>I motivatori non esistono: come sostenere l&#8217;automotivazione dei giocatori</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 11:42:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Draghi, tigri, gladiatori nell’arena, discorsi memorabili che fanno venire la pelle d&#8217;oca. Gli allenatori con un talento per le parole sono spesso ammirati e studiati per scoprire il segreto di come motivare i loro giocatori. Ma la realtà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/motivatori-non-esistono/">I motivatori non esistono: come sostenere l&#8217;automotivazione dei giocatori</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Draghi, tigri, gladiatori nell’arena, <strong>discorsi memorabili</strong> che fanno venire la pelle d&#8217;oca.<br />
Gli allenatori con un <strong>talento per le parole</strong> sono spesso ammirati e studiati per scoprire il segreto di come <strong>motivare i loro giocatori</strong>.<br />
Ma la realtà è un’altra: gli allenatori <strong>non possono</strong> davvero motivare i loro atleti.<br />
<strong>Nessuno può darti la motivazione che non hai.</strong></p>
<p>Sì, ci sono allenatori che sembrano <strong>maghi con le parole</strong>, capaci di <strong>ispirare</strong>, influenzare e persuadere i loro ragazzi con discorsi appassionati e <strong>coinvolgenti</strong>. Ma quello che forse non si vede è il lavoro <strong>dietro le quinte</strong>, un lavoro che va molto <strong>oltre le parole.</strong> Il vero segreto per ottenere il meglio dai propri giocatori risiede nella <strong>costruzione di una relazione</strong> profonda e autentica con loro.</p>
<p><strong>La Magia dell&#8217;Automotivazione<br />
</strong>La<strong> motivazione più potente</strong> che una persona può sperimentare è quella che <strong>scaturisce dall&#8217;interno</strong>, dal <strong>desiderio di eccellere</strong> per il <strong>piacere di sentirsi competenti.</strong> Quando si fa qualcosa per <strong>passione</strong>, per il puro godimento di farlo, senza aspettarsi ricompense esterne o approvazione, <strong>si attiva l’automotivazione.</strong></p>
<p>È la motivazione basata sul <strong>senso di competenza</strong>, noto come <strong>autoefficacia</strong>, ed è incredibilmente <strong>più forte</strong> e <strong>duratura</strong> rispetto a qualsiasi altra forma di motivazione derivante da manipolazioni o ricompense esterne.<br />
È il desiderio di mettersi alla prova, di <strong>superare i propri limiti</strong>, e la profonda soddisfazione nel sentirsi capaci che alimenta l’automotivazione.</p>
<p><strong>Il Ruolo dell&#8217;Allenatore come Facilitatore<br />
</strong>Gli allenatori possono giocare un <strong>ruolo cruciale</strong> nel favorire questa autentica automotivazione, ma <strong>non possono crearla dal nulla.</strong> Per farlo, devono investire tempo ed energie nella <strong>conoscenza approfondita</strong> dei loro giocatori. Devono comprendere come i giocatori vedono il mondo, <strong>cosa li muove,</strong> cosa è davvero importante per loro, e chi sono davvero.</p>
<p>Costruire una relazione solida basata sulla <strong>fiducia reciproca</strong> è fondamentale. Questo processo <strong>richiede tempo,</strong> costanza e cura. Una relazione non è un punto di partenza, ma un <strong>percorso</strong> che si sviluppa nel tempo e va <strong>costantemente alimentato e coltivato.</strong><strong><a href="https://calendly.com/alepuggionicoach/sessione-conoscitiva-gratuita?back=1&amp;month=2023-07" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-6859 size-large" src="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-1024x311.png" alt="" width="1024" height="311" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-540x164.png 540w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1.png 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>La Comunicazione come Ponte per la Relazione<br />
</strong>La comunicazione è lo <strong>strumento</strong> principale attraverso il quale si costruisce e si <strong>rafforza la relazione</strong> con i giocatori. Gli allenatori devono prestare attenzione a ogni aspetto della loro comunicazione, dalle parole alla gestualità, dal tono della voce all&#8217;<strong>ascolto attivo</strong>.</p>
<p>Quando gli allenatori riescono a <strong>far leva sul senso di efficacia</strong> dei loro giocatori, rinforzando l&#8217;automotivazione, possono ottenere un <strong>impegno straordinario</strong>. È come <strong>accendere una fiamma</strong> all&#8217;interno di ogni atleta, una fiamma che brucia con la passione di <strong>migliorarsi costantement</strong>e.</p>
<p>In sostanza <strong>gli allenatori non sono motivatori</strong>, ma possono diventare dei <strong>facilitatori di motivazione</strong>.<br />
La chiave sta nel comprendere che <strong>la vera motivazione scaturisce dall&#8217;interno</strong> di ciascun giocatore, ed è il risultato di una <strong>relazione autentica basata sulla fiducia</strong> e sulla comprensione reciproca.</p>
<p>Gli allenatori che abbracciano questo approccio possono <strong>ispirare i loro atleti</strong> a raggiungere livelli di impegno e successo che mai avrebbero immaginato. La motivazione vera è il <strong>fuoco che brucia</strong> dentro di loro, e gli allenatori hanno il potere di <strong>alimentare questa fiamma.</strong></p>
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		<title>Non è mai troppo presto per iniziare a lavorare sull&#8217;aspetto mentale</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/non-e-mai-troppo-presto-per-iniziare-a-lavorare-sullaspetto-mentale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 09:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sport è molto più di una semplice attività fisica. È un ambiente in cui gli atleti si sfidano, imparano, crescono e si superano costantemente. Tuttavia, il successo nello sport non è solo una questione di abilità fisica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/non-e-mai-troppo-presto-per-iniziare-a-lavorare-sullaspetto-mentale/">Non è mai troppo presto per iniziare a lavorare sull&#8217;aspetto mentale</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sport è <strong>molto più</strong> di una semplice attività fisica.<br />
È un ambiente in cui gli atleti si sfidano, <strong>imparano</strong>, crescono e<strong> si superano</strong> costantemente.<br />
Tuttavia,<strong> il successo nello sport</strong> non è solo una questione di abilità fisica o tecnica, ma anche di una <strong>mente ben allenata.</strong><br />
Questo è il motivo per cui il ruolo del <strong>mental coach sportivo</strong> è sempre più <strong>essenziale</strong> nel mondo dello sport contemporaneo.<br />
Un&#8217;adeguata preparazione mentale può avere un incredibile <strong>impatto</strong> sulla carriera di un atleta, specialmente <strong>quando inizia a lavorarci in giovane età.</strong></p>
<p><strong>Coltivare una Visione Positiva di Sé e della Competizione<br />
</strong>Fin dalla giovane età, gli atleti dovrebbero essere guidati a sviluppare una <strong>visione positiva di sé stessi</strong> e del contesto competitivo in cui si trovano. Questo <strong>approccio mentale costruttivo</strong> permette loro di abbracciare le <strong>sfide</strong> come <strong>opportunità</strong> di crescita e miglioramento, piuttosto che come insormontabili ostacoli.<br />
Il mental coach gioca un ruolo cruciale in questo <strong>processo</strong>, aiutando gli atleti a <strong>sviluppare l&#8217;autostima</strong>, la fiducia e un atteggiamento mentale che si focalizza sulla <strong>ricerca di soluzioni</strong> piuttosto che sui problemi.</p>
<p><strong>La Gestione degli Ostacoli e delle Delusioni<br />
</strong>Nessun percorso nello sport è privo di ostacoli o delusioni. Tuttavia, ciò che fa davvero la <strong>differenza</strong> è <strong>come</strong> l&#8217;atleta affronta tali situazioni. Attraverso il coaching gli atleti apprendono le giuste strategie per affrontare queste <strong>sfide</strong> senza soccombere alle <strong>pressioni</strong> o alla <strong>frustrazione</strong>. Imparare a <strong>gestire le delusioni</strong> in modo <strong>costruttivo</strong> e a <strong>trasformare le difficoltà in occasioni di crescita</strong> è un aspetto chiave del percorso di ogni atleta di successo.</p>
<p><a href="https://calendly.com/alepuggionicoach/sessione-conoscitiva-gratuita?back=1&amp;month=2023-07" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-6859 size-large" src="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-1024x311.png" alt="" width="1024" height="311" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1-540x164.png 540w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2021/08/SPORT-COACHING-1.png 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><strong>Coltivare Strumenti Mentali Adeguati<br />
I <em>&#8220;giochi mentali&#8221;</em></strong> nello sport possono essere tanto impegnativi quanto quelli fisici. L&#8217;<strong>allenamento mentale</strong> può aiutare gli atleti a <strong>sviluppare strumenti adeguati</strong> per affrontare le diverse situazioni che possono presentarsi durante la loro carriera. La <strong>concentrazione</strong>, la <strong>visualizzazione</strong>, l&#8217;<strong>autocontrollo</strong>, la gestione dello stress e la resilienza sono solo alcuni degli aspetti che attraverso il coaching si possono allenare per aiutare gli atleti a raggiungere il loro <strong>pieno potenziale.</strong></p>
<p><strong>Adattarsi alle Nuove Situazioni<br />
</strong>Lo sport è dinamico e mutevole, e gli atleti si trovano spesso ad affrontare <strong>situazioni impreviste</strong> dentro e fuori dal campo. Un adeguato coaching mentale prepara gli atleti ad <strong>adattarsi</strong> a queste nuove situazioni con <strong>flessibilità</strong> e <strong>determinazione</strong>. Questa capacità di adattamento può <strong>fare la differenza</strong> e fornire occasioni di crescita laddove invece spesso si manifestano <strong>blocchi e insicurezze.</strong></p>
<p>La preparazione mentale nello sport è fondamentale per il <strong>successo di un atleta</strong>. Iniziare fin dalla giovane età a coltivare una <strong>visione positiva di sé e della competizione</strong>, nonché ad acquisire gli <strong>strumenti mentali adeguati</strong>, prepara gli atleti ad affrontare le <strong>avversità</strong> con coraggio e determinazione. Gli ostacoli, le delusioni e gli eventi spiacevoli sono inevitabili nel percorso di ogni atleta, ma con il <strong>giusto allenamento mentale</strong>, essi possono diventare <strong>opportunità</strong> per crescere e progredire.</p>
<p>Non solo, un percorso di coaching intrapreso dal giovane atleta diventa spesso <strong>occasione anche per i genitori</strong> di avere un <strong>confronto e un aiuto nella gestione delle dinamiche sportive.</strong></p>
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		<item>
		<title>Pellè: quando la poca concentrazione si trasforma in arroganza</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/sport-coaching/pelle-quando-la-poca-concentrazione-si-trasforma-arroganza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 06:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[concentrazione]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Pellè]]></category>
		<category><![CDATA[rigore]]></category>
		<category><![CDATA[routine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo ancora tutti negli occhi i gesti che Graziano Pellè ha rivolto al portiere tedesco Neuer prima di tirare il suo calcio rigore durante il quarto di finale dell’Europeo tra Italia e Germania. Pellè sistema la palla sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/sport-coaching/pelle-quando-la-poca-concentrazione-si-trasforma-arroganza/">Pellè: quando la poca concentrazione si trasforma in arroganza</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo ancora tutti negli occhi i gesti che <strong>Graziano Pellè</strong> ha rivolto al portiere tedesco <strong>Neuer</strong> prima di tirare il suo calcio rigore durante il quarto di finale dell’<strong>Europeo</strong> tra Italia e Germania. Pellè sistema la palla sul dischetto, sorride sicuro, dice qualcosa a <strong>Neuer</strong> e poi mima il gesto del cucchiaio.<br />
Qualche secondo dopo il giocatore tirerà il rigore e lo sbaglierà. L’attaccante italiano è stato fortemente e <strong>aspramente criticato</strong> per i suoi gesti prima di tirare il calcio di rigore: sbruffone, bulletto, arrogante, presuntuoso.<br />
Devo dirvi che quando ho assistito alla scena non ho pensato tanto al fatto che Pellè stesse facendo lo sbruffone ma piuttosto mi sono preoccupata perché quell’atteggiamento denotava una <strong>totale assenza di concentrazione</strong>, il giocatore non era affatto focalizzato sul gesto che stava andando a compiere ma si stava facendo distrarre da quello che stava avvenendo nella sua testa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’avversario nella tua testa è molto più pericoloso di quello dall’altra parte del campo”</em> diceva <strong>Tim Gallwey</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si gioca ad alti livelli, in competizioni internazionali, davanti a milioni di persone, <strong>nessun giocatore può prescindere da una preparazione mentale</strong> che lo metta nelle condizioni di gestire situazioni emotivamente molto forti e cariche di stress.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che Pellè sia stato incapace in quel momento di <strong>governare i propri pensieri e le proprie emozioni </strong>di rimanere quindi focalizzato sul gesto che doveva compiere.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>concentrazione</strong> è la capacità di dirigere l’attenzione sull’obiettivo che si vuole raggiungere in quel momento, senza distrazioni e pensieri estranei.<br />
Uno dei segreti per rimanere concentrati è quello di imparare a <strong>controllare i propri pensieri</strong> e cioè avere un buon dialogo interno che permetta di utilizzare i pensieri in modo tale da riuscire ad <strong>influenzare positivamente le proprie prestazioni</strong>. I pensieri sono una delle maggiori fonti di distrazione per un giocatore, quando ci sono pensieri negativi e disturbanti <strong>la mente è inquieta, il corpo rigido e questo impedisce una esecuzione fluida dell’azione che si sta andando a compiere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra cosa fondamentale per restare concentrati è quella di rimanere nel <strong>“qui e ora</strong>” e quindi impedire alla mente di ritornare su situazioni passate o di immaginare scenari futuri. Una delle cose peggiori da fare in quei momenti è per esempio provare ad immaginare le conseguenze di un eventuale errore o chiedersi: <strong>“e se sbaglio?”.</strong><br />
<strong>La cosa migliore da fare è rimanere focalizzati su quello che si deve fare e si vuole ottenere in quel preciso momento dal gesto che si sta andando ad eseguire.</strong></p>
<p>Dunque <strong>che cosa avrebbe potuto fare</strong> il giocatore per evitare di incorrere in comportamenti poco produttivi e rimanere focalizzato?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Decidere da prima dove tirare.</strong><br />
Un giocatore non dovrebbe mai arrivare sul dischetto senza <strong>sapere da che parte tirare</strong>. La decisione va presa prima di posizionare, aspettare che il portiere si muova diminuisce le chance di riuscita. Ricordate Totti e e la sua famosa frase <em>&#8220;Mo je faccio er cucchiaio&#8221;</em>?. Lo decise e lo fece.</li>
<li><strong>Utilizzare al meglio il tragitto per arrivare alla palla.</strong><br />
Ci sono diversi metri che separano il giocatore dal dischetto, durante quel tragitto si possono <strong>mettere in atto una serie di azioni</strong>, a livello mentale, funzionali all’esecuzione del tiro: caricarsi con delle frasi positive e quindi <strong>utilizzare il dialogo interno</strong> in maniera funzionale; <strong>visualizzare</strong> nella mente il tiro che si vuole eseguire; <strong>usare la postura</strong> per richiamare uno stato d’animo funzionale a quel momento. Ovviamente sono tutte tecniche che devono essere allenate e preparate accuratamente prima della gara.</li>
<li><strong>Crearsi una routine.</strong><br />
Avete mai visto un giocatore di basket prima di un tiro libero o un tennista prima della battuta? Avrete certamente notato che prima del tiro compiono sempre <strong>la stessa sequenza di gesti</strong>, molti pensano che si tratti di scaramanzia in realtà è un tecnica che serve a mantenere alta la concentrazione e sotto controllo l’ansia.<br />
La <strong>routine</strong> non è altro che una serie di gesti, pensieri o immagini mentali che l’atleta ha ben codificato e allenato e che dovrà ripetere ogni volta che si trovi a compiere un determinato gesto. <strong>Mettere in atto quella sequenza di azioni permette all’atleta di mantenere un attenzione focalizzata e di limitare pensieri disturbanti e distrazioni.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>“Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…”</em>, cantava De Gregori. Io penso invece che sia  proprio <strong>la cura del particolare che distingue un campione da un semplice atleta.</strong> Se vuoi essere un campione devi affiancare alla preparazione fisica e tattica anche un adeguata <strong>preparazione mentale</strong> che ti permetta di fronteggiare adeguatamente le situazioni più stressanti ed emotivamente intense.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Perché ti viene il &#8220;braccino&#8221; e come evitarlo</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/perche-ti-viene-il-braccino-e-come-evitarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 13:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[braccino]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interno]]></category>
		<category><![CDATA[sport coaching]]></category>
		<category><![CDATA[tennis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, durante una sessione di coaching, una giovanissima tennista mi disse che in certi momenti della partita le veniva paura. Le chiesi cosa succedesse nel momento in cui provava paura e le rispose: “mi viene il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/perche-ti-viene-il-braccino-e-come-evitarlo/">Perché ti viene il &#8220;braccino&#8221; e come evitarlo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, durante una sessione di coaching, una giovanissima tennista mi disse che in certi momenti della partita le veniva paura. Le chiesi cosa succedesse nel momento in cui provava paura e le rispose: <em>“mi viene il braccino”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i tennisti (ma capita anche in altre discipline sportive) sanno cosa significa avere il &#8220;braccino&#8221; e cioè giocare contratti, tesi, senza fluidità.<br />
Questo di solito avviene quando la mente del giocatore non è calma, quando i pensieri sono troppi e negativi, quando il dialogo interno non è funzionale all’obiettivo che si vuole raggiungere.<br />
Come dice Tim Gallwey – autore del libro The Inner Game of Tennis-  <em>“l’avversario nella tua testa è molto più forte di quello dall’altra parte della rete”.</em><br />
Il giocatore si trova infatti ad affrontare una doppia gara, quella con l’avversario e quella contro “mostri” quali:  paure, tensioni , insicurezze, dubbi.</p>
<p style="text-align: justify;">I pensieri possono essere i peggiori nemici del giocatore se non controllati.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa fare allora per non farsi venire il &#8220;braccino&#8221;? Bisogna calmare la mente, una volta che la mente non sarà più inquieta il corpo si rilasserà e farà ciò che deve fare, permettendo all’atleta di giocare con maggiore libertà e fluidità.<br />
Come si può calmare la mente? Imparando a fare due cose fondamentali: abbandonare il giudizio e rimanere nel “qui e ora”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio è l&#8217; atto di assegnare un valore positivo o negativo ad un evento ed è il perfetto innesco di pensieri negativi e disturbanti.<br />
Per esempio,<em> &#8220;se la mente giudica un colpo come sbagliato comincia a pensare che cosa ci sia di sbagliato. Poi si dice come correggerlo. Poi si sforza di farlo e si da ordini mentre lo fa &#8211;</em> dice Gallwey &#8211;<em> in questo modo la mente non è mai quieta e il corpo è teso e rigido</em>&#8220;.<br />
Abbandonare il giudizio non significa che bisogna ignorare l’errore, significa vedere gli eventi per quello che sono, senza aggiungere nulla.<br />
Non si ignora il fatto, lo si descrive senza aggiungere niente, usando parole descrittive ma non sanzionatorie per definire gli eventi.<br />
Per esempio: anziché dire <em>“ho sbagliato, sono un cretino”</em> limitarsi a constatare <em>“ho messo la palla in rete”.</em></p>
<p>La mente si lascia conquistare facilmente dai se: <em>“se prima non avessi sbagliato”</em>, <em>“se perdo questo game è finita”</em>. Tutte le volte che facciamo “fuggire” la mente nel passato o nel futuro si perde il focus e viene il braccino. E’ necessario essere sempre presenti nel momento che si sta vivendo, concentrarsi su quello che si vuole per il colpo che si sta giocando, senza pensare a quello che è stato o a quello che sarà.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6671" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO.png" alt="" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2016/06/BANNER-BRACCINO-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/perche-ti-viene-il-braccino-e-come-evitarlo/">Perché ti viene il &#8220;braccino&#8221; e come evitarlo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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