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	<title>yoga Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Come lo Yoga e un’aragosta mi hanno aiutata ad affrontare il disagio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 18:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Zona di Comfort]]></category>
		<category><![CDATA[Abraham J. Twersky]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nave in porto è al sicuro ma non è per questo che le navi sono state costruite. Benazir Bhutto Da qualche anno ormai frequento una classe di yoga. I benefici che ne ho tratto sia a livello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: right;"><em>Una nave in porto è al sicuro ma non è per questo che le navi sono state costruite.<br />
</em>Benazir Bhutto</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Da qualche anno ormai frequento una classe di <strong>yoga</strong>. I benefici che ne ho tratto sia a livello mentale che fisico sono incredibili.<br />
Lo yoga mi offre sempre la possibilità di <strong>scoprire</strong> e capire qualche aspetto nuovo di me e di spingermi oltre i miei limiti. Inizialmente le lezioni che amavo di più erano quelle non troppo dinamiche, dove si <strong>fatica</strong> (perché al contrario di quello che molti credono nello yoga si fatica tanto!) ma i movimenti sono lenti e controllati.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando mi trovavo ad affrontare una lezione più veloce e dinamica, in cui era richiesta l’esecuzione rapida di una sequenza di movimenti, provavo una sorta di rifiuto. Appena la maestra dichiarava la tipologia di lezioni che ci apprestavamo ad affrontare mi innervosivo e pensavo:<em> “avrei fatto meglio a stare a casa”.</em> Praticavo tutta la lezione di cattivo umore e non vedevo l’ora che finisse. Provavo una forte sensazione di <strong>disagio</strong> ad eseguire quei movimenti in successione rapida e la cosa non mi piaceva affatto.</p>
<p>Un giorno una “collega” che frequentava la classe di yoga nella fascia oraria precedente alla mia, mi manda un messaggio avvisandomi che la lezione sarebbe stata particolarmente dinamica e pesante. Il primo impulso fu quello di pensare di saltare la lezione ma poi, mossa da un moto di <strong>orgoglio</strong>, decisi di andare e di affrontarla con una <strong>attitudine</strong> differente. La presi come una <strong>sfida</strong>, mi concentrai e mi dissi che se volevo potevo decidere di trasformare quell’esperienza in qualcosa di <strong>positivo</strong> e costruttivo. E in effetti fu così, cambiare approccio, accettando e affrontando quella sensazione di disagio, mi aveva permesso di notare e apprezzare aspetti che il mio usuale atteggiamento negativo mi aveva impedito di vedere. La <strong>soddisfazione</strong> alla fine della lezione fu immensa e i progressi tangibili. Decidere di “stare” nel disagio anziché combatterlo mi ha permesso di uscire dalla mia <strong>zona di confort</strong>, quella zona nella quale facevo solo ciò che mi piaceva, che sapevo già fare e che mi riusciva bene. Tutte le volte che di fronte ad un disagio non scappiamo ma lo affrontiamo, viviamo un’esperienza di crescita e miglioramento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abraham J. Twersky</strong>, rabbino e psichiatra, utilizza una bellissima metafora per spiegare questo processo:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’aragosta è un animale morbido e soffice, vive dentro un rigido guscio che non si espande mai. E come fa l’aragosta a crescere? Mentre cresce, il guscio diventa sempre più stretto e scomodo, tanto che l’aragosta non può fare altro che liberarsene. Sentendosi sempre più sotto pressione e a disagio, va quindi a nascondersi tra le rocce. Lì, più vulnerabile che mai, lascia andare il vecchio guscio e si adopera per crearne uno nuovo che possa adeguarsi alle sue necessità. Ad un certo punto, continuando a crescere, anche questo guscio diventa stretto e scomodo. Allora, torna sotto alla sua roccia e ripete il processo, ancora e ancora. Lo stimolo che rende possibile la crescita dell’aragosta è la scomodità, il disagio, il dolore”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E allora la prossima volta che ti trovi in una situazione di disagio e vorresti scappare, fermati un attimo e pensa che quella potrebbe essere una grande <strong>opportunità</strong> per crescere, migliorati e imparare qualcosa di nuovo. Basterà poco perché quella sensazione di frustrazione si trasformi in un sentimento di appagamento e soddisfazione. Prova e fammi sapere com’è andata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/come-lo-yoga-e-unaragosta-mi-hanno-aiutata-ad-affrontare-il-disagio/">Come lo Yoga e un’aragosta mi hanno aiutata ad affrontare il disagio</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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