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	<title>zanardi Archivi - Alessandra Puggioni</title>
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	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Perché è fondamentale allenare la resilienza</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 07:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di esempi di resilienza, Alex Zanardi è uno di quelli di cui non si può fare a meno di parlare. Il 15 settembre 2001, il pilota bolognese fu vittima di un pauroso incidente che cambiò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando si parla di esempi di resilienza, <strong>Alex Zanardi</strong> è uno di quelli di cui non si può fare a meno di parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 15 settembre 2001, il pilota bolognese fu vittima di un pauroso <strong>incidente</strong> che cambiò per sempre la sua vita. Durante una gara di CART sul circuito tedesco del Lausitzring la sua monoposto viene centrata in pieno da un’altra vettura. Nell&#8217;impatto, avvenuto a 320 km/h, perde entrambe le gambe. Zanardi viene portato in elicottero all&#8217;ospedale di Berlino in condizioni gravissime. Il 31 ottobre 2001 – dopo un mese e mezzo di ricovero e 14 interventi chirurgici – Alex Zanardi viene dimesso dalla clinica tedesca e inizia la sua <strong>seconda vita</strong>. Il pilota, non solo in breve tempo torna alle corse, ma inizia a praticare il paraciclismo arrivando a vincere ben 4 <strong>medaglie</strong> olimpiche tra il 2012 e il 2016.<br />
Nel 2017 compie un’altra impresa: partecipa all’<strong>Iron Man</strong> delle Hawaii, percorrendo i 3,8 km di nuoto, i 180 km di ciclismo (su handbike) e i 42,195 km di corsa su carrozzina olimpica, in meno di nove ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Zanardi del suo incidente parla così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>”Perdere le gambe è stata la cosa migliore che mi potesse capitare, perché mi ha permesso di fare cose che altrimenti non avrei mai fatto”.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La <strong>resilienza</strong> è appunto la capacità di far fronte in maniera <strong>positiva</strong> eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’errore che si commette leggendo storie di resilienza come quella di Zanardi è pensare che siano casi isolati, situazioni <strong>straordinarie</strong>, persone con una rara capacità di reagire alle avversità. In realtà questo tipo di comportamento, questa capacità di affrontare le difficoltà e trasformarle in qualcosa di positivo, è assolutamente <strong>normale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ quello che sostengono gli psicologi Richard Tedeschi e <strong>Lawrence Calhoun</strong>, che negli anni ’90 hanno coniato il termine <strong>crescita post-traumatica</strong> per descrivere i casi di persone che avevano vissuto una profonda trasformazione mentre affrontavano diverse tipologie di trauma e situazioni di vita difficili.<br />
<strong>La ricerca ha rivelato che circa il 70% dei sopravvissuti ad un trauma ha riportato una crescita psicologica positiva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 70%!!! La maggior parte delle persone dopo un trauma diventa una persona migliore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli studi di Tedeschi e Calhoun, la crescita dopo un trauma può assumere forme diverse: una maggiore <strong>riconoscenza</strong> verso la vita, l’individuazione di nuove possibilità per la propria esistenza, <strong>relazioni</strong> interpersonali più gratificanti, una vita <strong>spirituale</strong> più ricca e una connessione con qualcosa di più grande, un senso di <strong>forza interiore.</strong> Inoltre le esperienze traumatiche generalmente portano a maggiore <strong>empatia</strong> ed altruismo, rappresentando una <strong>motivazione</strong> in più per agire nell&#8217;interesse degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza questi studi confermano la teoria che sostiene che <strong>resilienti si nasce</strong>, che questa forza di reagire in maniera positiva a situazioni di difficoltà è qualcosa che fa parte dei nostri geni. Questo almeno fino ad oggi.<br />
Non possiamo però sottovalutare il fatto che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">nella nostra società si registra un progressivo indebolimento delle forze mentali e motivazionali degli individui.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">A lanciare l’allarme è <strong>Pietro Trabucchi</strong>, psicologo, docente universitario, famoso per i suoi studi e i numerosi libri sulla resilienza. Secondo Trabucchi ci sono diversi fattori sociali e culturali (il troppo benessere, la cultura digitale, una maggiore propensione al consumo, il multitasking, etc.) che stanno erodendo e limitando lo sviluppo delle nostre <strong>risorse interiori</strong>, compresa la resilienza. Secondo Trabucchi infatti <em>&#8220;la cultura plasma il cervello&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>buona notizia</strong> è che la resilienza può essere potenziata con l’<strong>allenamento</strong>. Il bello della resilienza è che si tratta di una risorsa complessa, che si sviluppa lavorando e allenando alcune specifiche capacità. Le principali sono:</p>
<p>&#8211; l’ottimismo<br />
&#8211; la forza di volontà<br />
&#8211; la gestione delle emozioni<br />
&#8211; la motivazione<br />
&#8211; la flessibilità<br />
&#8211; l’impegno e la perseveranza.</p>
<p>E&#8217; agendo su questi fattori che rafforziamo la nostra resilienza, cambiando il nostro modo di pensare e di agire.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza per far si che la resilienza continui ad essere trasmessa con i nostri geni, dobbiamo assumerci la <strong>responsabilità</strong> di tenerla viva. La società moderna ci offre infatti sempre meno possibilità di svilupparla e ci spinge sempre più verso la <strong>pigrizia mentale</strong>. Solo scegliendo di lavorarci, allenandola, possiamo garantire la sua sopravvivenza e di conseguenza anche la nostra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/">Perché è fondamentale allenare la resilienza</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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