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	<title>Alessandra Puggioni, Autore presso Alessandra Puggioni</title>
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	<link>https://www.alessandrapuggioni.it/author/alessandra/</link>
	<description>Mental Coach, Counselor, Formatore</description>
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		<title>Come la mente ti inganna quando devi prendere una decisione</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/come-la-mente-ti-inganna-quando-devi-prendere-una-decisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 12:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bias]]></category>
		<category><![CDATA[decision making]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[euristiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ognuno di noi prende in media 35.000 decisioni al giorno. Sarebbe impossibile, e in certi casi inutile, per il nostro cervello applicare a ciascuna di queste scelte un ragionamento analitico e razionale, ci vorrebbe troppo tempo e uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ognuno di noi prende in media 35.000 decisioni al giorno.<br />
Sarebbe impossibile, e in certi casi inutile, per il nostro cervello applicare a ciascuna di queste scelte un ragionamento analitico e razionale, ci vorrebbe troppo tempo e uno sforzo cognitivo enorme.<br />
Per questo, nella maggior parte dei casi, quando dobbiamo prendere una decisione utilizziamo le cosiddette <strong>euristiche</strong>, delle scorciatoie mentali che ci permettono di arrivare ad una decisione in tempi brevi e con poco sforzo. Il problema delle euristiche è che, in molti casi, producono dei <strong>bias</strong>, cioè degli errori di giudizio, delle trappole, che ci conducono a scelte sbagliate.<br />
Questo perché, per semplificare, basiamo le nostre decisioni sostanzialmente su <strong>due criteri</strong>: scegliamo l’opzione che ha già funzionato in passato oppure quella che ci è più familiare.</p>
<p>Uno dei <em>bias</em> più frequenti è indubbiamente quello detto di <strong>conferma</strong>, ovvero la tendenza della mente umana ad ignorare tutto ciò che è in contrasto con la sua opinione. Quando cadiamo in questa trappola siamo portati per esempio a vedere ovunque riscontri della nostra ideologia politica e religiosa. Il bias di conferma è un atteggiamento negativo inconscio delle persone, è semplicemente un tentativo del cervello di <strong>risparmiarsi</strong> l’elaborazione di nuove informazioni, guardando a quelle che già possiede. Bisogna avere una capacità di <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/life-skills-le-10-abilita-che-rendono-la-vita-piu-facile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pensiero critico</strong></a> molto sviluppata per non cadere in questo tranello e avere quindi l&#8217;abilità di valutare le informazioni in maniera razionale ed oggettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa modalità di elaborare le informazioni velocemente e senza troppo sforzo si è rivelata molto utile nel corso dell’<strong>evoluzione</strong> della specie per la sopravvivenza dell’uomo.<br />
Pensiamo ai contesti rischiosi e pieni di pericoli in cui l’<strong>homo sapiens</strong> si trovava a vivere quotidianamente. A quell&#8217;epoca ed in quegli ambienti selvaggi, le decisioni dovevano essere rapide ed efficaci, in molte situazioni che venivano percepite come minaccia o pericolo non ci si poteva fermare a pensare ad ogni strategia migliore da utilizzare, ma bisognava agire rapidamente arginando per quanto più possibile i <strong>rischi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non ci troviamo quotidianamente ad affrontare rischi e pericoli, ma utilizziamo comunque nella maggior parte dei casi ci troviamo a prendere decisioni secondo la <strong>modalità euristica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono decine di euristiche che ci ritroviamo ad utilizzare in maniera inconsapevole, vediamo qualche esempio.</p>
<blockquote><p>Giorgio fa parte di un gruppo di 100 persone, delle quali 30 sono ingegneri e 70 avvocati.<br />
Giorgio è timido, riservato, taciturno, burbero, non ama parlare in pubblico, non ha senso dell’umorismo.<br />
E’ più probabile che Giorgio sia un ingegnere, un avvocato, o la probabilità è la stessa nei due casi?</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se hai risposto ingegnere significa che hai utilizzato l’<strong>euristica della rappresentatività</strong>, cioè la tendenza a classificare e categorizzare un oggetto, una persona, una situazione attraverso il criterio di somiglianza o l’utilizzo di stereotipi.<br />
Si attribuiscono caratteristiche simili a oggetti, persone, situazioni simili, spesso ignorando informazioni che dovrebbero far pensare il contrario e trascurando il calcolo della <strong>probabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;esempio qui sopra, è più probabile che Giorgio sia un avvocato, poiché il rapporto nel gruppo di persone esaminato è di 1 ingegnere ogni 7 avvocati, ma si è più portati a focalizzare l&#8217;attenzione sulla descrizione, poco simile allo <strong>stereotipo</strong> dell’avvocato, perdendo di vista il dato statistico che era l&#8217;unica informazione davvero importante per dare una risposta corretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti sei mai chiesto perché la maggior parte delle persone ha più paura di morire per la caduta di un <strong>aereo</strong> o per un attacco terroristico piuttosto che per un <strong>incidente</strong> automobilistico?<br />
Gli incidenti in auto uccidono ogni anno molte più persone rispetto agli attentati terroristici o la caduta di aerei, ma il rilievo mediatico che questi eventi hanno, provocano nelle persone un <strong>impatto emotivo</strong> molto forte. Quando si tratta di valutare la probabilità che eventi futuri si verifichino utilizziamo l’<strong>euristica della disponibilità</strong>, che si può sintetizzare con la frase: <em>più facile da ricordare più probabile che si verifichi</em>. In pratica ogni individuo è influenzato dalle esperienze di vita che riesce a ricordare, pertinenti con la previsione da fare. Più emotivamente coinvolgenti e semplici esse sono state, più avranno un ruolo prevalente nel determinare la previsione, eliminando così la valutazione di probabilità oggettiva.</p>
<p>Spesso le nostre decisioni sono influenzate dal modo in cui sono presentate le diverse <strong>opzioni</strong> o i dati di un problema.</p>
<blockquote><p>Se ti venisse proposto di vincere 900€ subito oppure 1.000€ con il 90% di probabilità. Cosa sceglieresti?<br />
Statisticamente prendereste il malloppo da 900€ senza pensarci troppo.</p>
<p>E se invece dovessi scegliere tra perdere 900€ subito oppure perderne 1.000 con il 90% di probabilità?<br />
Molto probabilmente accetteresti il rischio di perdere 1.000 confidando in quel 10% di probabilità di non perdere.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">In sostanza se le opzioni sono presentate in termini di <strong>possibili benefici</strong> e conseguenze positive preferiamo <strong>situazioni certe</strong>, se invece le opzioni sono presentate in termini di <strong>possibili perdite</strong> e conseguenze negative preferiamo <strong>situazioni rischiose</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante un test, circa 150 soggetti hanno assistito alla visione di un filmato di un incidente automobilistico e alla fine del video sono stati divisi in due gruppi per ipotizzare la velocità dei veicoli.</p>
<blockquote><p>Al primo gruppo è stata posta la domanda:<br />
“A che velocità andavano le auto quando si sono <strong>fracassate</strong>?”<br />
Al secondo gruppo è stato chiesto:<br />
“A che velocità andavano le auto quando si sono <strong>urtate</strong>?”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte dei componenti del primo gruppo ha definito le auto più veloci (circa 50 km in più) rispetto a quelli del secondo gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta una sola parola per influenzare le nostre percezioni e di conseguenza le nostre scelte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le euristiche consentono al nostro cervello di lavorare in modalità di risparmio energetico, ci fanno scegliere rapidamente e con poco sforzo, ma spesso ci inducono ad errori di valutazione e ci portano ad abusare di stereotipi e generalizzazioni. <strong>Liberarsene</strong> è pressoché impossibile perché, come abbiamo visto, fanno parte della nostra natura, sono nel nostro DNA da secoli, ma sapere che esistono e capire come funzionano può aiutare a prendere decisioni più <strong>consapevoli</strong> ed efficaci.</p>
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		<title>Come Gianmarco Pozzecco è riuscito a tirare fuori il meglio dai propri giocatori</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/sport-coaching/come-gianmarco-pozzecco-e-riuscito-tirare-fuori-il-meglio-dai-propri-giocatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 14:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Dinamo Sassari]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Pozzecco]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Devi avere piena fiducia nei tuoi giocatori, perché se non hai fiducia in loro se ne accorgono e le prestazioni calano. Aver fiducia vuol dire essere ottimista, essere convinto che raggiungeranno tutti i loro obiettivi. Ho visto alcuni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">“<em>Devi avere piena fiducia nei tuoi giocatori, perché se non hai fiducia in loro se ne accorgono e le prestazioni calano. Aver fiducia vuol dire essere ottimista, essere convinto che raggiungeranno tutti i loro obiettivi.<br />
Ho visto alcuni allenatori eccezionali fallire per questa precisa ragione, non riuscivano a riporre completa fiducia nei giocatori. E i giocatori se ne rendevano conto.”<br />
</em><strong>ARSÈNE WENGER</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1974, <strong>TIM GALLWEY</strong>, ex capitano del Tennis Team di Harvard, coach e discepolo del guru <strong>MAHARAJ JI</strong>, pubblica il libro <em>“Il gioco interiore nel Tennis”.</em><br />
Quella di Gallwey fu una piccola rivoluzione, il suo libro infatti non parlava di tecnica o di tattica, ma si basava sulla constatazione che in ogni match di fatto si giocano due partite: una esterna e una interna. Nella prima si sfida il rivale, mentre la seconda ha luogo nella testa del giocatore e gli avversari sono le paure, i dubbi, le insicurezze e il conseguente calo di concentrazione. Secondo Gallwey il segreto dietro ad una eccellente prestazione da parte di un atleta si racchiude in una formula:</p>
<p><strong>PRESTAZIONE = POTENZIALE – INTERFERENZE<br />
</strong><br />
Dice Gallwey :</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>l’atleta riesce ad esprimere la sua performance ottimale quando riduce al minimo gli ostacoli personali interni e sviluppa la fiducia nelle proprie capacità di apprendere in modo naturale dall&#8217;esperienza diretta.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il compito principale di un allenatore, in qualsiasi sport e a qualsiasi livello, è quello  di aiutare l’atleta a tirare fuori il proprio potenziale tecnico, atletico, umano, riducendo al minimo le interferenze sia interne che esterne.</p>
<p style="text-align: justify;">Per riuscire in questo compito non basta che l’allenatore abbia una buona competenza tecnica, non è sufficiente che “sappia fare” ma è fondamentale che “sappia essere” e cioè che possieda e utilizzi tutta una serie di capacità relazionali e comunicative che consentono di instaurare con l’atleta un rapporto di piena <strong>FIDUCIA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio questo che, per quello che ho potuto osservare in questi mesi, ha fatto <strong>GIANMARCO POZZECCO</strong> al suo arrivo alla Dinamo Sassari, ha costruito con i suoi giocatori relazioni basate sulla fiducia.</p>
<p>Fiducia dimostrata nelle parole, in pubblico durante le conferenze stampa, dove non ha mai mancato di elogiare i suoi giocatori, in particolare <strong>MARCO SPISSU</strong>, giovane playmaker sassarese. Fiducia dimostrata sul campo, dove il giocatore che commette un errore non viene punito o insultato, ma incoraggiato e sostenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dice il grande <strong>JULIO VELASCO</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>bisogna festeggiare anche gli errori nei tentativi, come con i bambini. Quando un bambino prova a dire una nuova parola e non ci riesce, viene festeggiato. Quando prova ad andare sul triciclo e cade, viene festeggiato. Perché ci sta provando. Perché ci sta mettendo tutto se stesso.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E sopratutto perché un atleta che gioca con la paura di sbagliare non riuscirà mai ad esprimersi al meglio.</p>
<p>Secondo lo psicologo americano <strong>CARL ROGERS</strong>, affinché la persona possa esprimere tutte le proprie potenzialità, occorre che venga predisposto (in ambito sportivo da parte dell’allenatore) un clima facilitante, che si genera con la presenza di tre condizioni necessarie:</p>
<p style="text-align: justify;">Congruenza, accettazione incondizionata, ed empatia.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>CONGRUENZA</strong>, intesa anche come genuinità e autenticità, permette all&#8217;allenatore di essere credibile, agendo coerentemente nei propri pensieri e principi.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita della personalità di un atleta può essere facilitata e favorita nel momento in cui l’allenatore si comporta per quello che è veramente, cioè quando nel rapporto con l’atleta è autentico, senza presentare esternamente maschere o “facciate”. In altre parole, un allenatore si può definire autentico quando riflette apertamente i sentimenti, le sensazioni e le emozioni che fluiscono in lui in quel momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA</strong> si intende invece un atteggiamento improntato alla considerazione positiva dell’altro in quanto persona. Si esprime nella fiducia riposta nell’altro, quando l’allenatore dà valore all’atleta come persona.<br />
È un atteggiamento “caldo”, positivo e comprensivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>RAINER MARTENS</strong>, psicologo dello sport, l’<strong>EMPATIA</strong> è la qualità più importante, quella che distingue i migliori allenatori da altri meno efficaci ed è la capacità di assumere come proprio il punto di vista di un altro individuo, per capire come quella persona percepisce gli eventi e le emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allenatore empatico capisce come l’atleta si sente. L’empatia fa comprendere all&#8217;allenatore gli interessi e i bisogni degli atleti, e una tale conoscenza può essere utilizzata per motivarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso questo approccio l’allenatore aiuta il proprio atleta a sentirsi &#8220;empowered&#8221;, cioè capace di padroneggiare le situazioni, poiché si percepisce autoefficace, si sente in grado di scegliere comportamenti e strategie adeguati alle diverse situazioni e sente il desiderio di gestire i fattori che influenzano la sua prestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo approccio l’ ho rivisto in Gianmarco Pozzecco, prototipo del <strong>LEADER</strong> moderno che deve saper essere, saper fare e saper far fare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’effetto prodotto dai suoi atteggiamenti ha cambiato volto ad una squadra che con lui in panchina ha vinto 12 gare su 16, subisce meno punti dagli avversari e perde meno palloni rispetto al passato. Un cambiamento visibile non solo nelle statistiche ma anche nella cattiveria agonistica messa in campo, nelle facce dei giocatori, nella sicurezza con cui giocano e gestiscono i momenti difficili di un match, nella coesione e nello spirito di squadra.<br />
Lo vedi soprattutto dalla voglia di “sbattersi” in difesa, dove la componente mentale fa la differenza e che rappresenta lo spirito di sacrificio di squadra e dei singoli giocatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Com’è possibile che una squadra che aveva grossi problemi di tenuta mentale e di concentrazione in poche settimane si trasformi e riesca a mantenere la stessa attenzione e la stessa energia per 40 minuti?</p>
<p style="text-align: justify;">La fiducia è la chiave di tutto, la fiducia libera la mente dalle paure e permette di giocare con <strong>LEGGEREZZA</strong>… che, come scrive <strong>ITALO CALVINO</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>non è superficialità, ma planare sulle cose dall&#8217;alto, non avere macigni sul cuore.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em>Niente macigni sul cuore e nella testa per la Dinamo di Pozzecco, solo la consapevolezza del proprio potenziale e il clima giusto per poterlo esprime al massimo.</p>
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		<title>Life Skills: le 10 abilità che rendono la vita più facile</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/life-skills-le-10-abilita-che-rendono-la-vita-piu-facile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 07:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[abilità]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
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		<category><![CDATA[problem solving]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1993 l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha pubblicato un documento contenente l’elenco delle Life Skills (competenze per la vita), abilità e capacità che ci permettono di acquisire comportamenti flessibili e positivi, grazie ai quali possiamo affrontare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/life-skills-le-10-abilita-che-rendono-la-vita-piu-facile/">Life Skills: le 10 abilità che rendono la vita più facile</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 1993 l’OMS, <strong>Organizzazione Mondiale per la Sanità</strong>, ha pubblicato un documento contenente l’elenco delle <strong>Life Skills</strong> (competenze per la vita), abilità e <strong>capacità</strong> che ci permettono di acquisire comportamenti flessibili e positivi, grazie ai quali possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della <strong>vita</strong> quotidiana. Queste dieci <strong>competenze</strong> ci aiutano a sapere <strong>cosa fare, quando e come farlo</strong>, aumentano autostima, fiducia e facilitano le nostre relazioni.</p>
<p><strong>Vediamo le 10 Life Skills nel dettaglio.</strong></p>
<p><strong>1) Decision Making (capacità di prendere decisioni)<br />
</strong>Questa abilità consente di imparare ad affrontare in modo costruttivo ed efficace la <strong>scelta</strong> da fare in vari contesti della propria vita. Aiuta a valutare le opzioni disponibili, gli effetti e le conseguenze possibili delle varie scelte. E considerato che prendiamo circa 12.000 decisioni al giorno, riuscire a farlo in modo consapevole e costruttivo è un grande vantaggio.</p>
<p><strong>2) Problem Solving (abilità di risolvere i problemi)<br />
</strong>Questa competenza aiuta ad affrontare e risolvere in modo <strong>costruttivo</strong>, positivo e creativo i problemi che  quotidianamente siamo portati ad affrontare. Consente di focalizzarsi sulla ricerca di soluzioni e permette di vedere l&#8217;opportunità che si cela dietro il problema, senza ansia, tensioni fisiche e stress nocivo.</p>
<p><strong>3) Pensiero Creativo<br />
</strong>La creatività è il processo che ci porta ad vere <strong>idee</strong> originali di valore e a creare qualcosa di nuovo. Il pensiero creativo, detto anche pensiero laterale, è l’abilità di pensare fuori dagli schemi e risulta di fondamentale importanza in ogni momento della nostra vita. E’ utile infatti nell&#8217;individuazione di soluzioni ai problemi; di vedere le situazione da differenti punti di vista nel momento in cui si devono prendere decisioni; aiuta ad avere una mente flessibile e a non stare nella fissità di comportamenti e pensieri.</p>
<p><strong>4) Pensiero Critico<br />
</strong>Abilità indispensabile per analizzare informazioni ed esperienze in modo <strong>oggettivo</strong>, valutandone vantaggi e svantaggi, al fine di arrivare a una decisione più consapevole, riconoscendo e valutando i diversi fattori che influenzano gli atteggiamenti e il comportamento, quali ad esempio le pressioni del gruppo dei pari o della famiglia, l’influenza dei mass media, le proprie credenze.<a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6658" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png" alt="life skills" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p><strong>5) Comunicazione Efficace<br />
</strong>La comunicazione è un aspetto centrale della nostra vita e strumento importante per entrare in relazione con gli altri. La comunicazione efficace consente di esprimersi in modo efficace e <strong>congruo</strong>, dichiarando opinioni e desideri, ma anche bisogni e sentimenti, ascoltando con attenzione gli altri per capirli. E’ fondamentale per esprimersi in modo appropriato, conoscere gli effetti del nostro linguaggio verbale come del comportamento non verbale.</p>
<p><strong>6) Capacità di Relazioni Interpersonali<br />
</strong>E’ l’abilità che ci consente di instaurare e mantenere buoni <strong>rapporti</strong>; concluderli – quando lo si decide – in modo costruttivo. Aiuta a vivere in modo armonico con gli altri risultando così fondamentale per il nostro benessere psicologico e mentale.</p>
<p><strong>7) Autoconsapevolezza<br />
</strong>Conoscere sé stessi, il proprio <strong>carattere</strong>, i propri bisogni e desideri, i propri punti forti; ci aiuta a vivere meglio e ad esprimerci per quello che siamo. E’ la condizione indispensabile per la gestione dello stress, la comunicazione efficace, le relazioni interpersonali positive, l’empatia e per vivere un’esistenza felice.</p>
<p><strong>8) Empatia<br />
</strong>Saper comprendere e ascoltare gli altri, immedesimandosi in loro anche in situazioni non familiari, accettandoli e comprendendoli e migliorando le relazioni sociali soprattutto nei confronti di diversità etniche e culturali. È la capacità di <strong>percepire</strong> l&#8217;altro, le sue sensazioni e stati d&#8217;animo. Consente una migliore comunicazione e qualità di relazione, la comprensione e l&#8217;accettazione degli altri.</p>
<p><strong>9) Gestione delle Emozioni<br />
</strong>Essere consapevoli di come le emozioni influenzano il <strong>comportamento</strong> in modo da riuscire a gestirle in modo appropriato e a regolarle opportunamente. Alla base della conoscenza di sé, c&#8217;è il saper riconoscere le proprie emozioni e poi quelle altrui.</p>
<p><strong>10) Gestione dello Stress<br />
</strong>E’ l’abilità che ci permette di riconoscere e controllare le fonti di <strong>tensione</strong>, in modo da ridurne o annullarne l&#8217;impatto, tramite cambiamenti nell’ambiente, nello stile di vita o sviluppando la capacità di rilassarsi.</p>
<p>Le Life Skills sono abilità che se acquisite ci rendono davvero la vita più <strong>facile</strong> e ci permettono di migliorare le nostre relazioni interpersonali. Richiedono però un atto di volontà, sta a noi impegnarci per apprenderle. Una vita armonica, serena, <strong>equilibrata</strong> è possibile ma richiede un’assunzione di <strong>responsabilità</strong> da parte di tutti noi.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6658" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png" alt="life skills" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/10/BANNER-LIFE-SKILLS-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché è fondamentale allenare la resilienza</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 07:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di esempi di resilienza, Alex Zanardi è uno di quelli di cui non si può fare a meno di parlare. Il 15 settembre 2001, il pilota bolognese fu vittima di un pauroso incidente che cambiò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando si parla di esempi di resilienza, <strong>Alex Zanardi</strong> è uno di quelli di cui non si può fare a meno di parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 15 settembre 2001, il pilota bolognese fu vittima di un pauroso <strong>incidente</strong> che cambiò per sempre la sua vita. Durante una gara di CART sul circuito tedesco del Lausitzring la sua monoposto viene centrata in pieno da un’altra vettura. Nell&#8217;impatto, avvenuto a 320 km/h, perde entrambe le gambe. Zanardi viene portato in elicottero all&#8217;ospedale di Berlino in condizioni gravissime. Il 31 ottobre 2001 – dopo un mese e mezzo di ricovero e 14 interventi chirurgici – Alex Zanardi viene dimesso dalla clinica tedesca e inizia la sua <strong>seconda vita</strong>. Il pilota, non solo in breve tempo torna alle corse, ma inizia a praticare il paraciclismo arrivando a vincere ben 4 <strong>medaglie</strong> olimpiche tra il 2012 e il 2016.<br />
Nel 2017 compie un’altra impresa: partecipa all’<strong>Iron Man</strong> delle Hawaii, percorrendo i 3,8 km di nuoto, i 180 km di ciclismo (su handbike) e i 42,195 km di corsa su carrozzina olimpica, in meno di nove ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Zanardi del suo incidente parla così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>”Perdere le gambe è stata la cosa migliore che mi potesse capitare, perché mi ha permesso di fare cose che altrimenti non avrei mai fatto”.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La <strong>resilienza</strong> è appunto la capacità di far fronte in maniera <strong>positiva</strong> eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’errore che si commette leggendo storie di resilienza come quella di Zanardi è pensare che siano casi isolati, situazioni <strong>straordinarie</strong>, persone con una rara capacità di reagire alle avversità. In realtà questo tipo di comportamento, questa capacità di affrontare le difficoltà e trasformarle in qualcosa di positivo, è assolutamente <strong>normale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ quello che sostengono gli psicologi Richard Tedeschi e <strong>Lawrence Calhoun</strong>, che negli anni ’90 hanno coniato il termine <strong>crescita post-traumatica</strong> per descrivere i casi di persone che avevano vissuto una profonda trasformazione mentre affrontavano diverse tipologie di trauma e situazioni di vita difficili.<br />
<strong>La ricerca ha rivelato che circa il 70% dei sopravvissuti ad un trauma ha riportato una crescita psicologica positiva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 70%!!! La maggior parte delle persone dopo un trauma diventa una persona migliore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli studi di Tedeschi e Calhoun, la crescita dopo un trauma può assumere forme diverse: una maggiore <strong>riconoscenza</strong> verso la vita, l’individuazione di nuove possibilità per la propria esistenza, <strong>relazioni</strong> interpersonali più gratificanti, una vita <strong>spirituale</strong> più ricca e una connessione con qualcosa di più grande, un senso di <strong>forza interiore.</strong> Inoltre le esperienze traumatiche generalmente portano a maggiore <strong>empatia</strong> ed altruismo, rappresentando una <strong>motivazione</strong> in più per agire nell&#8217;interesse degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza questi studi confermano la teoria che sostiene che <strong>resilienti si nasce</strong>, che questa forza di reagire in maniera positiva a situazioni di difficoltà è qualcosa che fa parte dei nostri geni. Questo almeno fino ad oggi.<br />
Non possiamo però sottovalutare il fatto che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">nella nostra società si registra un progressivo indebolimento delle forze mentali e motivazionali degli individui.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">A lanciare l’allarme è <strong>Pietro Trabucchi</strong>, psicologo, docente universitario, famoso per i suoi studi e i numerosi libri sulla resilienza. Secondo Trabucchi ci sono diversi fattori sociali e culturali (il troppo benessere, la cultura digitale, una maggiore propensione al consumo, il multitasking, etc.) che stanno erodendo e limitando lo sviluppo delle nostre <strong>risorse interiori</strong>, compresa la resilienza. Secondo Trabucchi infatti <em>&#8220;la cultura plasma il cervello&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>buona notizia</strong> è che la resilienza può essere potenziata con l’<strong>allenamento</strong>. Il bello della resilienza è che si tratta di una risorsa complessa, che si sviluppa lavorando e allenando alcune specifiche capacità. Le principali sono:</p>
<p>&#8211; l’ottimismo<br />
&#8211; la forza di volontà<br />
&#8211; la gestione delle emozioni<br />
&#8211; la motivazione<br />
&#8211; la flessibilità<br />
&#8211; l’impegno e la perseveranza.</p>
<p>E&#8217; agendo su questi fattori che rafforziamo la nostra resilienza, cambiando il nostro modo di pensare e di agire.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza per far si che la resilienza continui ad essere trasmessa con i nostri geni, dobbiamo assumerci la <strong>responsabilità</strong> di tenerla viva. La società moderna ci offre infatti sempre meno possibilità di svilupparla e ci spinge sempre più verso la <strong>pigrizia mentale</strong>. Solo scegliendo di lavorarci, allenandola, possiamo garantire la sua sopravvivenza e di conseguenza anche la nostra.</p>
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		<title>6 aspetti di te che puoi migliorare con la crescita personale</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/puoi-migliorare-con-la-crescita-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 09:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
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		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
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		<category><![CDATA[obbiettivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando siamo bambini ci viene detto chi siamo e come dobbiamo comportarci, cosa sarebbe meglio per noi, cosa è giusto e cosa sbagliato. Attraverso questi condizionamenti si formano nella nostra mente delle convinzioni molto forti che vanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando siamo bambini ci viene detto chi siamo e come dobbiamo comportarci, cosa sarebbe meglio per noi, cosa è giusto e cosa sbagliato. Attraverso questi <strong>condizionamenti</strong> si formano nella nostra mente delle <strong>convinzioni</strong> molto forti che vanno ad influenzare quello che facciamo e la nostra idea di ciò che siamo.<br />
A volte queste convinzioni corrispondono alla realtà delle volte invece la <strong>distorcono</strong> allontanandoci da quello che siamo realmente.</p>
<p>Questa pausa globale è la grande occasione per tutti noi di guardarsi dentro. Di mettere in discussione quelle convinzioni, di capire cosa è davvero importante, di rendersi conto che non dobbiamo aspettare di perdere qualcosa per riconoscerne il valore, di scegliere le cause per le quali combattere, di modificare le nostre abitudini e il nostro stile di vita, di capire chi vogliamo davvero essere.</p>
<p>Questo <strong>processo,</strong> con il quale ritorniamo a noi stessi, <strong>liberandoci</strong> di tutto ciò che non è nostro ma ci è stato attribuito, viene definito <strong>crescita personale</strong>. Un percorso di ricerca interiore che ci aiuta a scoprire la nostra vera <strong>identità</strong> e ci guida a ritrovare la strada dell’auto <strong>realizzazione,</strong> intesa come la soddisfazione delle proprie inclinazioni, dei propri bisogni, e delle proprie <strong>potenzialità</strong>.<br />
Siamo la cosa più preziosa che abbiamo e quanto più ciò che siamo si avvicina a ciò che vorremmo essere, tanto più ci sentiamo felici e <strong>realizzati</strong>.</p>
<p><strong>Sono molti gli aspetti che si possono migliorare con la crescita personale, ecco i 6 più importanti.</strong></p>
<p><strong>1) CONOSCENZA DI SE</strong><br />
Ciò che conosciamo di noi stessi è solo lo strato più superficiale del nostro <strong>essere</strong>. Conoscersi davvero vuol dire capire chi siamo veramente, capire qual è lo scopo della nostra vita, quali sono le nostre <strong>potenzialità</strong>, le nostre risorse, le nostre virtù e come possiamo svilupparle. Significa compiere un viaggio che abbia come meta la scoperta delle nostre caratteristiche più <strong>autentiche</strong>, quelle che nel tempo sono rimaste nascoste dentro di noi. Se vogliamo diventare protagonisti della nostra esistenza dobbiamo fare <strong>pulizia</strong>, liberarci di tutti gli orpelli morali, le identificazioni, le convinzioni assimilate dall&#8217;esterno, i modelli etc. Toglierci di dosso ciò che non è nostro.</p>
<p><strong>2) AUTOSTIMA</strong><br />
Chi ha una bassa autostima è una persona insicura che dimostra una scarsa <strong>fiducia</strong> nelle proprie capacità ed è spesso preda di ansie e paure. L’autostima bassa preclude molte possibilità sia in campo lavorativo che relazionale. Stimarsi significa volersi bene. Imparare ad <strong>amare se stessi</strong> anziché pensare solo di piacere agli altri. Come dice <strong>Nathaniel Branden</strong> nel libero <em><strong>“I sei pilastri dell’autostima”</strong></em>: <em>“L’autostima è la convinzione di riuscire a raggiungere obiettivi di felicità grazie alle proprie potenzialità personali. È qualcosa che supera e contiene la stima di sé, il rispetto e l’amore per la propria persona.”</em></p>
<p><strong>3) ASSERTIVITÀ</strong><br />
Migliorare la propria assertività significa imparare a riconoscere i propri <strong>bisogni</strong> e propri diritti e ad esprimere le proprie opinioni o i propri sentimenti in maniera adeguata, nel <strong>rispetto</strong> dell’interlocutore, senza offenderlo o aggredirlo. Chi è poco assertivo infatti, fa fatica ad affermare se stesso, da molta importanza alle opinione altrui e poca alle proprie e fa fatica a <strong>dire di no</strong>.</p>
<p><strong>4) INTELLIGENZA EMOTIVA</strong><br />
L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere e gestire i propri<strong> stati d’animo</strong> e di comprendere e rispondere correttamente alle emozioni degli altri. E’ una delle competenze più importanti e richieste nel mondo del lavoro. Chi è emotivamente intelligente ha infatti la capacità di <strong>motivare</strong> se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli <strong>impulsi</strong> e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare, di essere <strong>empatici</strong> e di sperare.</p>
<p><strong>5) FARE CHIAREZZA</strong><br />
Capita spesso nel corso della vita di vivere <strong>momenti</strong> nei quali non si sa cosa si vuole o cosa sia meglio per se stesso. La crescita personale aiuta a fare chiarezza, a identificare e definire i propri obiettivi, a prendere consapevolezza dei propri <strong>valori</strong> più profondi e a superare quelle convinzioni che, come zavorre, ci impediscono di andare avanti. In questo particolare momento, per esempio, può aiutarti a capire cosa davvero conta, cosa è tempo di lasciare andare m anche come ripartire al meglio quando la quarantena sarà finita.</p>
<p><strong>6) MIGLIORARE LA PROPRIA ORGANIZZAZIONE<br />
</strong> Il nostro modo di lavorare sta cambiando e continuerà a farlo. Per questo è importante acquisire una buona capacità organizzativa. La crescita personale permette di acquisire tecniche e strumenti che consentono di lavorare in maniera più efficace e <strong>produttiva</strong>. In questo modo si riducono di molto i livelli di <strong>stress</strong> e si riesce a conciliare in maniera adeguata lavoro e vita privata.</p>
<p><strong>Ora più che mai</strong> abbiamo l&#8217;opportunità e il <strong>tempo</strong> di prenderci <strong>cura</strong> di noi stessi lavorando per migliorare e accrescere le nostre <strong>risorse</strong> interiori; l&#8217;idea che il cambiamento arriverà dall&#8217;esterno è una grande illusione, ciascuno di noi deve assumersi la <strong>responsabilità</strong> di lavorare su se stesso. Abbiamo la possibilità di restituire al mondo delle versioni migliori di noi stessi, per le persone che ci circondano, per rendere questa terra un luogo di nuovo vivibile, in <strong>armonia</strong> con la natura, dove <strong>valori</strong> come l’umanità, la reciprocità, il senso di appartenenza, e l’<strong>empatia</strong> tornino ad essere le basi sulle quali fondare le nostre esistenze.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6661" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA.png" alt="crescita personale" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/08/BANNER-CRESCITA-540x164.png 540w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>Come ha fatto Cristiano Ronaldo a diventare il più forte di tutti</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/coaching/cristiano-ronaldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2018 09:57:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Mental Coaching Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dizionario è l&#8217;unico posto dove “successo” viene prima di “sudore” Vince Lombardi Si potrebbe banalizzare riducendo tutto ad una questione di talento. E’ vero, madre natura è stata sicuramente generosa con Cristiano Ronaldo, ma se il portoghese è oggi il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Il dizionario è l&#8217;unico posto dove</em><em> “successo” viene prima di “sudore”</em><br />
Vince Lombardi</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe banalizzare riducendo tutto ad una questione di <strong>talento</strong>. E’ vero, madre natura è stata sicuramente generosa con Cristiano Ronaldo, ma se il portoghese è oggi il miglior giocatore di tutti i tempi, lo deve solo a se stesso. <strong>Dedizione, disciplina, abitudini sane</strong>, sono questi i segreti del successo di Cristiano Ronaldo.</p>
<blockquote><p><em>“Ero magro e avevo pochissimi muscoli, così a undici anni presi una decisione: sapevo di avere talento, ma decisi che da quel momento mi sarei allenato più duramente di chiunque altro”.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E così è stato. I suoi allenatori più volte lo hanno trovato all’una di notte ad allenarsi da solo in palestra. Dopo l’allenamento, quando i compagni sono già sotto la doccia, lui resta in campo a provare le <strong>punizioni</strong>, risultato: nessuno ha segnato quanto il portoghese da palla inattiva negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlo Ancelotti</strong>, suo allenatore a Madrid racconta: <em>«Cristiano si allenava sempre, era capace di rimanere fino alle tre del mattino a Valdebebas per curare il suo corpo con bagni ghiacciati, anche se Irina (l’ex fidanzata) lo aspettava a casa. Lui vuole solo essere il numero 1».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Allenamenti che lo hanno portato a sviluppare un corpo capace di <strong>performance</strong> straordinarie: è tra i cinque giocatori più <strong>veloci</strong> del mondo. Durante l’ultimo mondiale, nella partita contro la Spagna, ha raggiunto i 33,8 kmh. Mentre nella partita di <strong>Champions</strong> <strong>League</strong> contro la Juventus, per lo spettacolare gol in rovesciata, ha colpito la palla ad una altezza di 2,38 metri.</p>
<blockquote><p><em>“Puoi allenarti anche nella tua stanza poco prima di andare a dormire o appena svegliato. Se riesci a costruire una tua personale routine sarà molto più facile”.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E sono proprio le <strong>routine</strong>, le giuste <strong>abitudini</strong>, che hanno permesso a Ronaldo di raggiungere l’eccellenza. Abitudini che ha sviluppato non solo per gli allenamenti ma anche per <strong>l’alimentazione</strong> e il <strong>riposo</strong>:</p>
<blockquote><p><em>“Vado a letto presto e mi sveglio presto, specialmente i giorni delle partite. Un buon sonno aiuta a recuperare meglio”.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Segue una <strong>dieta</strong> ricca di proteine, con tanti carboidrati integrali, frutta, verdura, evita cibi zuccherati e mangia spesso: sei piccoli pasti al giorno.</p>
<p>Tutto questo l’ha portato ad avere una <strong>massa grassa</strong> del 7%, (la media di un giocatore della sua età del 10/11%); la <strong>massa muscolare</strong> tocca il 50%, contro il 46% della maggioranza dei suoi colleghi. Dati che di solito sono rilevabili in un atleta di 23 anni.</p>
<blockquote><p><em>“La forza psicologia è importante esattamente come quella fisica. Nella mia testa sono il miglior giocatore del mondo. E lavoro sodo tutti i giorni con l’ambizione di essere il più forte&#8221;.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>disciplina</strong> ferrea, una <strong>dedizione</strong> fuori dal comune, un’<strong>ossessione</strong> per il lavoro figlia della sua <strong>fame</strong> di vittorie e della sua voglia di essere il <strong>migliore</strong>.<br />
<strong>Leonel Pontes</strong> era il suo tutore quando lui era un ragazzino, lo accompagnava agli allenamenti e a scuola e ricorda: <em>«Voleva vincere sempre, qualunque sport praticasse: ping-pong, tennis, biliardo, calcetto, freccette, atletica, uno contro uno, velocità. Penso che una delle cose che l’hanno fatto arrivare dov&#8217;è arrivato oggi sia proprio il modo in cui lavorava: sempre di più, sempre di più».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cristiano Ronaldo è il più forte di tutti perché l’ha voluto più di tutti e ha costruito il suo <strong>successo</strong> attraverso una serie di abitudini portate avanti con una straordinaria forza di volontà. Un esempio di <strong>costanza</strong> e <strong>perseveranza</strong> che chiunque voglia raggiungere l’eccellenza (in qualsiasi campo) dovrebbe seguire.</p>
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		<title>7 errori che un freelance non dovrebbe mai commettere</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-un-freelance-non-dovrebbe-mai-commettere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 08:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essere freelance offre tanti vantaggi: non devi rispondere a nessuno se non a te stesso, hai una maggiore autonomia e flessibilità e soprattutto puoi gestire il tuo tempo come vuoi. La libertà e la flessibilità rischiano però di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/7-errori-che-un-freelance-non-dovrebbe-mai-commettere/">7 errori che un freelance non dovrebbe mai commettere</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Essere freelance offre tanti <strong>vantaggi</strong>: non devi rispondere a nessuno se non a te stesso, hai una maggiore autonomia e <strong>flessibilità</strong> e soprattutto puoi gestire il tuo tempo come vuoi. La libertà e la flessibilità rischiano però di diventare un’arma a doppio taglio e di far commettere degli errori che compromettono la propria <strong>efficacia</strong> e la propria <strong>produttività</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Se sei un freelance dunque occhio a non commettere questi 7 errori.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>1) Posticipare la sveglia<br />
</strong>Sei di quelli che imposta almeno 3 o 4 sveglie a distanza di 10 minuti l’una dall’altra?</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Male…anzi malissimo! Posticipare la sveglia, infatti, significa stravolgere il tuo <strong>ciclo del sonno</strong>. Se ti riaddormenti dopo aver rimandato la sveglia, inizi un nuovo ciclo di sonno che però non potrai concludere. Avrai quindi più probabilità di svegliarti <strong>stordito</strong> invece che riposato, con tutte le conseguenze che questo può implicare sul tuo livello di energia e di attenzione al lavoro.</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Altra cosa <strong>assolutamente da evitare</strong> è quella di tenere le <strong>notifiche</strong> attive e controllare il telefono durante la notte. Si rischia di <strong>frammentare</strong> il sonno con effetti estremamente nocivi per il tuo organismo.</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> <strong>Di notte tieni il telefono lontano dal letto e con le notifiche disattivate.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>2) Usare il cellulare appena sveglio</strong></span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Il primo gesto che fai quando ti svegli è allungare la mano per prendere lo smartphone?</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Non farlo!</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> I primi gesti che compi appena alzato condizionano (in positivo o in negativo) il resto della giornata. Per questo è importante alzarsi e svolgere attività che permetto al cervello di risvegliarsi <strong>gradualmente</strong> ma soprattutto con tranquillità. Usare il cellulare appena sveglio per controllare i social o la mail significa bombardare di informazioni la tua mente senza nemmeno darle il tempo di <strong>risvegliarsi</strong>. Da anni ormai accendo il telefono solo dopo aver fatto colazione, circa 30 minuti dopo essermi svegliata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>3) Non fare colazione<br />
</strong>Quante volte avrai sentito la frase:<em> ”La colazione è il pasto più importante della giornata”</em>? Un milione forse, ma è proprio vero.</span><br />
<span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> <strong>Iniziare la giornata senza fare colazione è come provare a far partire una macchina senza benzina.</strong> Se la mattina vuoi essere attivo e concentrato sul lavoro hai bisogno di un buon pasto, un semplice caffè non basta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>4) Non stabilire degli orari<br />
</strong>Hai mai sentito parlare della <strong>legge di Parkinson?</strong> E’ una del più importanti leggi sulla gestione del tempo e dice:” <em>Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”.<br />
</em>Se non vuoi ritrovarti a lavorare fino a tardi e in maniera poco efficace, è importante che <strong>stabilisci un orario di inizio e uno di fine lavoro</strong>. In questo modo sarà molto più semplice <strong>pianificare</strong> le tue attività e i tuoi  impegni extra lavorativi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>5) Cenare troppo tardi<br />
</strong>Mangiare troppo tardi può influenzare <strong>negativamente</strong> la qualità del tuo sonno e, di conseguenza, impedirti di risvegliarti riposato e carico per affrontare la giornata. Generalmente è meglio smettere di mangiare tre ore prima di andare a letto. Quindi <strong>se vai a dormire alle 23, dovresti aver finito di mangiare alle 20.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>6)</strong> <strong>Portarsi la tecnologia in camera da letto<br />
</strong>Parliamo ancora una volta di qualità del sonno: se rimani inchiodato davanti allo schermo del tuo pc, tablet o smartphone fino a pochi minuti prima di andare a dormire, rischi seriamente di <strong>compromettere</strong> la qualità del tuo riposo. La <strong>luce</strong> del display rende più difficile addormentarsi ma soprattutto, stare sui social, lavorare o controllare la mail, impediscono al tuo cervello di <strong>staccare</strong> e rilassarsi. Il consiglio è di <strong>spegnere tutti i dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a dormire</strong> e di dedicare i momenti antecedenti al riposo ad attività che permettono alla mente di <strong>distendersi</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>7) Improvvisare<br />
</strong>Un freelance che vuole essere <strong>produttivo</strong> non può permettersi di improvvisare. E’ importante dedicare del tempo alla <strong>pianificazione</strong> dei propri impegni e delle proprie attività. L’ideale sarebbe impostare una pianificazione mensile, settimanale e giornaliera. La cosa importante è <strong>non andare mai a dormire senza aver definito le cose da fare il giorno successivo.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ti sei riconosciuto in alcuni o in tutti questi comportamenti? Non preoccuparti sono errori abbastanza comuni che con un po&#8217; di lavoro su te stesso riuscirai a sostituire con sane e produttive abitudini <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
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		<title>Ikigai: trovare il senso della vita ed essere felici</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/ikigai-trovare-il-senso-della-vita-ed-essere-felici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 07:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[ikigai]]></category>
		<category><![CDATA[scopo]]></category>
		<category><![CDATA[senso della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ikigai è una parola giapponese che si riferisce alla sensazione di vivere un’esistenza ricca di significato, una vita degna di essere vissuta. Chi ha preso consapevolezza del proprio ikigai prova un sentimento di profondo amore per la vita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ikigai</strong> è una parola giapponese che si riferisce alla sensazione di vivere un’esistenza <strong>ricca</strong> di significato, una vita degna di essere vissuta. Chi ha preso consapevolezza del proprio ikigai prova un sentimento di profondo <strong>amore per la vita</strong> e appagamento interiore e guarda al mondo con ottimismo. E’ una persona entusiasta, motivata, dotata di una grande <strong>forza d’animo</strong>, resilienza e, come hanno dimostrato diversi studi, gode di una più alta aspettativa di vita.<br />
Scoprire il proprio ikigai significa trovare la propria ragione di vita, il proprio scopo.</p>
<p>L’ikigai si compone di <strong>quattro elementi</strong>:</p>
<p>&#8211; quello che ami fare;<br />
&#8211; i tuoi punti di forza o le tue capacità<br />
&#8211; ciò di cui ha bisogno il mondo<br />
&#8211; le cose per le quali ti pagano o potrebbero pagarti.</p>
<p>L’incrocio di questi elementi ti permette di scoprire:</p>
<p>&#8211; la tua passione: quello che ami e in cui sei bravo;<br />
&#8211; la tua professione: quello in cui sei bravo e per cui ti pagano;<br />
&#8211; la tua vocazione: quello per cui ti pagano e di cui il mondo ha bisogno;<br />
&#8211; la tua missione: quello di cui il mondo ha bisogno e che ami.</p>
<p>Dall’intersezione di queste <strong>quattro aree</strong> nasce il tuo ikigai.<br />
<img decoding="async" class="aligncenter size-masonry-thumb wp-image-5406" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2020/03/ikigai_grafico-820x774-1.png" alt="ikigai_grafico" width="820" height="774" /></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo un esempio concreto tratto dal libro di <strong>Bettina Lemme, <em>“Ikigai. Il metodo giapponese per trovare il senso della vita ed essere felici”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per un pianista che ha trovato nella musica il proprio personale ikigai entrano in gioco tutti e quattro i livelli. Quando suona, fa una cosa che ama: si dedica a un’attività che lo assorbe completamente. La musica, però, è anche una delle cose per cui è portato, per cui la si può considerare anche un punto di forza o una capacità. In terzo luogo, quando non si limita a suonare per il proprio personale diletto ma si esibisce in una sala da concerto, il pianista fa qualcosa di utile per il resto del mondo. Gli spettatori in sala godono della sua musica e del suo virtuosismo strumentale: forse ne ricavano perfino delle risorse per il proprio personale ikigai. Infine, il pianista viene pagato per la sua performance, quindi è in grado di provvedere ai propri bisogni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza contare che ha la fortuna di sapere cosa rende la sua vita degna di essere vissuta. Può esprimere appieno la sua passione e sviluppare al massimo le proprie doti, nella consapevolezza che in qualunque momento lo attendono compiti ricchi di senso. E questo è fonte di motivazione, gioia e pace interiore. Il pianista ha sempre nuovi obiettivi da perseguire e, al tempo stesso, la sua attività è sostenibile sul lungo termine, dal momento che gli procura di che vivere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciò non significa che l’ikigai sia appannaggio esclusivo delle persone la cui esistenza è dominata da un’unica grande passione, come i pianisti, né di chi è riuscito a farne un mestiere. L’ ikigai è presente anche in cose molto più piccole e meno appariscenti, alle quali – sbagliando – tendiamo a non dare troppo significato. L’ikigai di una persona può dipendere anche solo dal fatto di vedere il sole sorgere ogni mattina, ritrovarsi con gli amici per fare jogging, leggere libri per immergersi in mondi nuovi, prestare attenzione agli altri, essere una risorsa per i propri cari, fare lunghe passeggiate con il cane, imparare una lingua straniera, dare sfogo alla propria creatività iscrivendosi a un corso di pittura&#8230; </em></p>
<p>Ma come fare concretamente per trovare il tuo ikigai? Semplice, cominciando a cercare <strong>risposte</strong> a queste quattro domande:</p>
<p>1) Le cose che mi piace fare, mi entusiasmano, mi ispirano, sono…</p>
<p>2) Le cose che so fare bene/i miei punti di forza sono</p>
<p>3) Vengo pagato o potrei venire pagato per…/potrei esigere una contropartita per…</p>
<p>4) Di cosa ha bisogno il mondo?</p>
<p>La risposta ad alcune di queste domande potrà risultare semplice, altre richiederanno una riflessione profonda. Non avere fretta.</p>
<p>Una volta che avrai trovato tutte le risposte, potrai inserirle in uno schema simile a quello della foto e incrociando tutte le risposte troverai il tuo Ikigai.</p>
<p><a href="http://www.alessandrapuggioni.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6655" src="http://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI.png" alt="trovare ikigai" width="1400" height="425" srcset="https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI.png 1400w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-300x91.png 300w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-1024x311.png 1024w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-768x233.png 768w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-900x273.png 900w, https://www.alessandrapuggioni.it/wp-content/uploads/2018/06/BANNER-IKIGAI-540x164.png 540w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
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		<title>10 strategie dei maestri guerrieri per prendere in mano la tua vita</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-strategie-dei-maestri-guerrieri-per-prendere-mano-la-tua-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 10:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamento]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>
		<category><![CDATA[maestri guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri negativi]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero positivo]]></category>
		<category><![CDATA[samurai]]></category>
		<category><![CDATA[strategie mentali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un libricino molto interessante: “La via del Samurai spirituale: 10 strategie dei maestri guerrieri per prendere in mano la tua vita“, di Mark Johnson. Nel libro sono condensate dieci leggi mentali, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/10-strategie-dei-maestri-guerrieri-per-prendere-mano-la-tua-vita/">10 strategie dei maestri guerrieri per prendere in mano la tua vita</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un libricino molto interessante: <em><strong>“La via del Samurai spirituale: 10 strategie dei maestri guerrieri per prendere in mano la tua vita“</strong></em>, di <strong>Mark Johnson</strong>. Nel libro sono condensate <strong>dieci leggi mentali</strong>, desunte dai testi e dagli insegnamenti dei più grandi <strong>maestri</strong> guerrieri orientali, che consentono di prendere in mano la propria vita e di guidarla verso la direzione in cui si vuole veramente andare. Ho trovato la lettura estremamente leggera e utile e ho deciso di sintetizzare in questo articolo le 10 strategie. Buona lettura!</p>
<p><strong>1) ACCETTA TUTTO COME È</strong><br />
Devi riconoscere pienamente il fatto che, nella vita, <strong>le cose possono anche “andare male”</strong>. Anche se tu fai del tuo meglio per evitare gli errori, a volte qualcosa non va secondo i tuoi piani. È proprio in questi casi che devi accettare le cose come sono, <strong>che devi accettare tutto com&#8217;è, con serenità ma non con rassegnazione</strong>: con distacco.</p>
<p>L’accettazione di ciò che è così come è <strong>ti libera immediatamente dal pensiero negativo</strong>, ti riconcilia con te stesso e con il mondo e ti permette di sviluppare il migliore atteggiamento mentale verso ogni situazione della vita.</p>
<p><strong>2) LIBERATI </strong><b>DALL&#8217;ATTACCAMENTO</b><br />
L’attaccamento a qualsiasi pensiero, sensazione, oggetto, persona o qualsiasi altra cosa conduce a <strong>sofferenze inutili.</strong> Perché a qualunque cosa ci attacchiamo, finiamo per dipendere da essa, e da quella dipendenza nasce il desiderio, e dal desiderio la paura. Desiderio di avere ancora e ancora quella cosa, di averla per sempre, di averne sempre di più, e paura di perdere quella cosa.</p>
<p>Per praticare la via del non attaccamento, ricorda sempre a te stesso di <strong>lasciare andare il possesso di ciò di cui non hai più bisogno</strong>. Se una cosa non ti porta alcun beneficio per la tua crescita personale, è inutile averla o praticarla ancora. Se infatti non lascerai andare la zavorra di cui puoi liberarti, non farai altro che continuare ad accumulare e accumulare inutile spazzatura, che ti appesantirà, ti tirerà giù. Liberati da tutto quello che non ti serve, da tutto il superfluo: lascialo andare. <strong>Soltanto con questa decisione e la conseguente azione ti sentirai sempre meglio.</strong><br />
E liberati, sempre di più di tutto il passato inutile. È soprattutto quello, che non ti serve.</p>
<p><strong>3) PERCEPISCI QUELLO CHE NON PUOI VEDERE CON GLI OCCHI</strong><br />
La mente può andare ben oltre i cinque sensi, può attingere a risorse più profonde, invisibili, come <strong>l’intuizione</strong>, che costituisce un vero e proprio sesto senso.</p>
<p><strong>Una storia zen illustra bene questo concetto.</strong><br />
Un uomo lavorava in un cantiere. Ogni sera, per uscire dal cantiere, doveva passare le verifiche di controllo di una guardia. Ogni sera, usciva con la carriola da lavoro ricoperta di paglia e ogni sera veniva ispezionato. La guardia lo osservava circospetta, ispezionava scrupolosamente l’uomo, la carriola e la paglia, perché sospettava che l’uomo rubasse qualcosa. Ma non trovando niente lo lasciava andare. Ogni sera, si ripeteva lo stesso episodio. L’uomo passava con la carriola, la guardia lo fermava, ispezionava scrupolosamente l’uomo, la carriola e la paglia, ma non trovando niente, lo lasciava andare. Esasperato, una sera la guardia guardò l’uomo negli occhi e gli disse: “Ti ho visto uscire da qui ogni sera con la carriola ricoperta di paglia. Non sono riuscito a trovare niente né sotto i tuoi vestiti vestiti né sotto la paglia, ma sono certo che tu abbia rubato. Te lo prometto, non dirò niente al capo, ma dimmi che cosa rubi e come fai a fregarmi sempre. Sto diventando pazzo!” L’uomo si limitò a sorridere e gentilmente gli rispose: “D’accordo, te lo dirò. Io sto rubando carriole!”.</p>
<p>Se non vai oltre quello che vedi, quello che ti appare sulla superficie degli occhi, sarai sempre ingannato, come la guardia.</p>
<p><strong>4) NON INVIDIARE NESSUNO</strong><br />
<strong>L’invidia è uno dei peggiori veleni della mente.</strong> Riconoscere il fatto di provare invidia è già un ottimo modo di iniziare. Tutti proviamo o abbiamo provato invidia. Invidiare gli altri, poi, è uno spreco di tempo.<br />
Spendi il tuo tempo saggiamente. <strong>Se non riesci a gioirne, fregatene dei successi degli altri</strong>, non ti riguardano, e di sicuro non impediscono di raggiungere il tuo, di successo.<br />
Ognuno ha il suo sogno, ognuno ha il suo obiettivo; ogni sogno, ogni obiettivo è sempre diverso, sempre unico. Nessuno può avere il tuo esatto obiettivo, nessuno può avere il tuo esatto sogno.<br />
Perciò, nessuno ti sta rubando nulla, nessuno sta vincendo a scapito tuo, nessuno ti sta battendo o sconfiggendo. Invece di occuparti del successo dell’altro e invidiarlo, desiderando che non lo abbia o che finisca presto, <strong>concentra tutte le tue energie sul tuo successo, sul tuo obiettivo.</strong></p>
<p><strong>5) NON SOPRAVVALUTARTI MAI</strong><br />
Questa è una società votata all’esibizione e all’ostentazione. Una società fondata sulla performance, sull’affermazione esteriore, sulla pura apparenza. Da ciò consegue un’immagine di sé sempre più ipertrofica, “gonfiata” come gli anabolizzanti gonfiano artificialmente i muscoli di un body-builder.<br />
<strong>Il doping è diventato oggi quasi il simbolo dello spirito del tempo.</strong> Da una società dopata, non può che conseguire un’immagine di sé dopata. Questo genera una serie di conseguenze inedite, sconosciute alle generazioni passate: si ha un’altissima aspettativa di sé e ci sopravvaluta, pretendendo di raggiungere subito risultati che invece, necessariamente, inevitabilmente, richiedono tempo ed esperienza.<br />
<strong>La sopravvalutazione di sé è uno degli errori più diffusi nel mondo occidentale</strong> di oggi e rischia di provocare effetti estremamente pericolosi: perché più pensi di essere infallibile e invulnerabile, e più schiacci sul pedale dell’acceleratore, più lo schianto sul muro della realtà sarà terribile. Perché lo schianto arriverà, se non sai valutare le cose – e soprattutto te stesso – nella corretta prospettiva. <strong>Non c’è altra strada, non ci sono scorciatoie</strong>: la tua vita diventerà un capolavoro soltanto se avrai l’umiltà di imparare, di sederti, prendere i pennelli, iniziare a tracciare linee sulla tua tela, iniziare a dipingere le tue forme, a sperimentare i tuoi colori, a correggere, cancellare, riprovare.</p>
<p><strong>6) NON SOTTOVALUTARTI MAI</strong><br />
Essendo questa una società votata all&#8217;esibizione e all&#8217;ostentazione, una società fondata sulla performance, sull&#8217;affermazione esteriore, sulla pura apparenza, se da una parte l’effetto è la creazione di individui dalla personalità megalomane, che sopravvalutano se stesse e gonfiano il loro ego fino alle dimensioni di un pianeta, dall&#8217;altra parte un effetto opposto e speculare è la creazione di individui, e sono sempre di più, che si deprezzano, si svalutano e sottovalutano. Non importa quello che gli altri ostentano, quanti amici hanno su Facebook o follower su Instagram o Snapchat, è irrilevante. E irrilevanti sono i modelli di successo, ricchezza, carisma e fascino modellati da questa società. Non pensare mai che quello che hai da offrire sia insignificante. Non ostentare, non esibire, non vantarti, ma <strong>afferma comunque il tuo valore con determinazione e sicurezza.</strong> Se ti sembra di essere diverso da tutti gli altri, non reputarlo uno svantaggio ma un vantaggio: significa che sei diverso dalla massa. Perciò, non seppellirti sotto la massa, elevati sopra la massa. E ricorda: c’è sicuramente qualcuno, nel mondo, che ha bisogno di ricevere ciò che hai da dare.<br />
E sono molti di più di quelli che potresti mai pensare. <strong>Non buttare via la tua unicità, falla volare alta sul mondo.</strong></p>
<p><strong>7) ADATTATI A OGNI SITUAZIONE</strong><br />
Rinfrescare sempre la mente: ecco un eccellente consiglio per restare sempre attenti al cambiamento e soprattutto per adattarsi al cambiamento e a ogni situazione nuova. <strong>Rinfrescare la mente, cioè cercare sempre idee, strade e soluzioni nuove.</strong> Non sedersi mai sugli allori e non sedersi mai neppure sullo sconforto, che è altrettanto confortevole delle routine più abituali. Sì, anche lo sconforto ci conforta. Sembra un gioco di parole fine a se stesso, in realtà racchiude una semplice quanto dura verità: tendiamo a rifugiarci nelle nostre autolimitazioni, a utilizzarle come scuse per non cambiare, per non migliorare, per non evolvere, per restare trincerati nella nostra zona di comfort. <strong>Non dare per scontato quello che hai, non dare per scontato quello che non hai.</strong> Quello che hai lo hai ottenuto con il tuo lavoro, lo hai creato tu, con le tue idee, con le tue mani, con il tuo denaro. Non darlo per scontato: i tuoi successi sono tutti intorno a te, non devi fare altro che aprire gli occhi e accorgerti di essi. E anche quello che non hai non darlo per scontato. Il che significa che se non ce l’hai, o che se non hai raggiunto ancora quello che vuoi o che vorresti, non vuol dire che tu non possa raggiungerlo o averlo, non vuol dire che quella cosa ti è preclusa “per natura” o “per destino”. Se attivi le tue risorse per raggiungerla, quella cosa puoi raggiungerla.<br />
Devi essere disposto a pagare il prezzo, però. Devi essere disposto a mettere tutte le tue energie per arrivare a quella cosa. Sei disposto a farlo? Sei disposto a rinunciare alle tue abitudini, alle tue routine, ai week-end, ai piaceri ordinari per dedicare tutto te stesso a raggiungere quella cosa? Sei pronto a trasformare quella cosa in una (magnifica) ossessione? Come credi che si formino i campioni di ogni settore, dal nulla? Dal “talento”? Sai bene che non è così, sai bene che la verità è nelle parole di Thomas Edison: <strong><em>“Il genio è per il 5% intuizione e per il 95% sudore”</em>.</strong> Sei pronto a sudare? Se sì, non c’è niente che tu non possa raggiungere, nei limiti oggettivi della tua natura, s’intende ovviamente. Perciò, non dare nulla per scontato: osserva i tuoi successi e gioiscine, ma subito distaccati da essi e ritorna a tuffarti nell’acqua della vita, sempre in movimento, sempre in cambiamento. Sii come l’acqua: rinnovati in ogni istante e adattati a ogni situazione.</p>
<p><strong>8) MIGLIORA SEMPRE</strong><br />
<strong>La perfezione è impossibile da raggiungere</strong> – semplicemente perché la perfezione non esiste, è un punto ideale. La perfezione è una tensione, un tendere verso. Non è la perfezione che in realtà si sta cercando quando si dice di cercare la perfezione, quello che in realtà si sta cercando è la tensione alla perfezione.<br />
La perfezione non può esistere perché se esistesse sarebbe uno stato, e nessuno stato può essere mai perfetto, poiché la vita è sempre avanzamento e superamento dello stato precedente. La tensione alla perfezione è invece il “movimento perfetto”, perché è continua azione, continuo dinamico sforzo, di superamento del livello precedente. C’è una bella espressione moderna che traduce questa tensione in termini pratici: <strong>ricercare standard elevati.</strong> Standard elevati significa ricercare il meglio che tu puoi raggiungere commisurato a quel dato contesto o situazione. Non significa essere ossessionati dalla ricerca della perfezione o dell’eccellenza, quanto piuttosto <strong>sentire sempre il bisogno di migliorare.</strong></p>
<p><strong>9) TU SEI L’ARTEFICE DEL TUO DESTINO</strong><br />
Solo tu sei l’artefice del tuo destino. E solo tu sei colui che può irrobustirsi o abbattersi, diventare più forte o lasciarsi sopraffare, che può vincere o perdere, che può creare o distruggere. E che può distruggere se stesso.<strong> Tu puoi distruggere te stesso prima che chiunque altro possa farlo.</strong> Anzi nessun altro può farlo: nessun altro può veramente distruggerti, e neppure ferirti, e neppure persino colpirti, se non sei tu che glielo lasci fare. Tu sei quello che decide se farsi colpire, e soprattutto tu sei quello che decide se continuare a riaprire le tue ferite. Solo tu sei quello che decide se continuare a farsi dominare dal passato o chiudere il libro del passato e creare il proprio futuro. <strong>Rinnovandosi in ogni istante, come si rinnova l’acqua che scorre limpida in un ruscello.</strong></p>
<p>Vuoi conoscere un segreto per vivere al meglio il tuo presente e il tuo futuro? <strong>Lascia andare il passato.</strong> Guarda il tuo corpo di oggi, guarda il tuo viso, osserva la tua vita, le tue emozioni, i tuoi pensieri. Ecco, tutto questo è il frutto del passato. Cosa vuoi tenere, e cosa vuoi gettare via? Quali pesi vuoi toglierti per correre più leggero, fino a volare? Ecco, questa è l’unica azione da compiere, per vivere meglio, fin da subito. <strong>Cambia i tuoi pensieri e tutto cambia:</strong> cambiano le tue emozioni, cambia il tuo corpo, cambia il tuo viso, cambia la tua vita.</p>
<p><strong>10) CREA I TUOI MIGLIORI PENSIERI</strong><br />
<strong>Shoma Morita</strong>, fondatore della “Morita Therapy”, un metodo di trattamento psicologico fondato sui principi zen, affermava che tutte le nevrosi provengono da una focalizzazione cristallizzata della mente sui pensieri negativi ricorrenti. Più rivolgiamo la nostra attenzione a ciò che è distruttivo, più ciò che è distruttivo diventa la forza che governa la nostra vita. <strong>Vadim Zelan</strong>, il fondatore del Transurfing, esprime la stessa idea nell&#8217;immagine dei “pendoli”: più attiviamo un pendolo negativo (il pendolo della rabbia, della paura, del pessimismo, eccetera) più diamo forza a quel pendolo e lo facciamo oscillare più ampiamente. L’oscillazione del pendolo genererà un campo di oscillazione che tenderà a estendersi sempre di più fino a ricoprire l’intero campo di energia della nostra vita. Questo è il reale potere del pensiero. <strong>La nostra vita è il prodotto dei nostri pensieri e tu, ciò che tu sei oggi è il prodotto dei tuoi pensieri passati.</strong> Cioè è il prodotto del pendolo che più hai fatto oscillare, del campo di energia che tu stesso hai attivato e alimentato. Perciò la cosa più importante da fare per cambiare la tua vita è cambiare i tuoi pensieri. Ferma il pendolo che hai fatto oscillare fino a ora, sposta la tua attenzione su altri tipi di pensieri, di energie, e la tua vita sicuramente cambierà. Sei tu che hai creato i tuoi pensieri e sei soltanto tu colui che può cambiarli. La tua prima azione deve perciò essere quella di <strong>fermare volontariamente le vecchie abitudini di pensiero:</strong> rifiutarle, metterle a tacere, cacciarle dalla finestra della tua mente. Compi questa azione soltanto, con perseveranza e disciplina quotidiana e vedrai fin dai primi giorni dei risultati straordinari. Ti accorgerai che non siamo vittime del mondo e che possiamo invece essere i creatori del nostro mondo, a partire dalla creazione dei nostri pensieri. <strong>Se sei infelice, hai due scelte</strong>: puoi lamentarti, lasciarti naufragare nella disperazione, sperare che tutto magicamente cambi, oppure puoi decidere di fare tu il cambiamento per diventare ciò che vuoi essere. <strong>I pensieri negativi creano negatività e infelicità, i pensieri positivi creano positività e felicità.</strong> E tutto questo si traduce necessariamente, inevitabilmente in una vita piena di eventi negativi e di infelicità o in una vita piena di positività e felicità. Non ci sono dubbi in merito, se non i dubbi dei tuoi pensieri. <em>“Non c’è niente al di fuori di te che ti possa permettere di diventare più forte, più ricco, più veloce o più intelligente. Tutto è dentro dei te. Tutto esiste solo dentro di te. Non cercare niente fuori di te, cerca tutto dentro di te.”</em> (<strong>Miyamoto Musashi</strong>)</p>
<p>Tratto da “La via del Samurai spirituale : 10 strategie dei maestri guerrieri per prendere in mano la tua vita“, di Mark Johnson.</p>
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		<title>Quanto sei resiliente? Scoprilo in questo articolo</title>
		<link>https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/quanto-sei-resiliente-scoprilo-questo-articolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Puggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 08:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucapuggioni.it/tobeold/?p=5003</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo articolo abbiamo visto cosa sia esattamente la resilienza e perché è fondamentale allenarla.   Dai numerosi studi compiuti negli ultimi anni su persone considerate particolarmente resilienti, è stato possibile identificare una serie di caratteristiche comuni. In sostanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">In <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/benessere/perche-e-fondamentale-allenare-la-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;"><strong>questo</strong></span> </a>articolo abbiamo visto cosa sia esattamente la resilienza e perché è fondamentale allenarla. <em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Dai numerosi studi compiuti negli ultimi anni su persone considerate particolarmente resilienti, è stato possibile identificare una serie di <strong>caratteristiche</strong> comuni. In sostanza la resilienza è una risorsa complessa, che si compone di una serie di elementi attraverso i quali possiamo implementarla. La resilienza non si allena direttamente ma agendo su alcune caratteristiche di pensiero e comportamento.<br />
</span><br />
<strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> Di seguito le 7 principali caratteristiche delle persone resilienti.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">1) OTTIMISMO</span></strong><br />
<span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> La persona resiliente è ottimista, è consapevole che nel corso della propria vita si troverà davanti momenti di difficoltà o periodi negativi ma ha assoluta <strong>fiducia</strong> nelle proprie capacità di affrontarli e superarli. </span><br />
<span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> L’ottimismo delle persone resilienti consiste inoltre nel trarre una <strong>lezione</strong> da ogni esperienza, imparando sempre qualcosa e trasformando tutte le difficoltà in opportunità per crescere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">2) CONTROLLO</span></strong><br />
<span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> Le persone resilienti sono convinte di avere un certo controllo su ciò che accade nelle loro vite, non pensano che la loro esistenza sia determinata da forze esterne. Farcela o non farcela, raggiungere o meno un obiettivo dipende dalle loro capacità e dal loro <strong>impegno</strong>. </span><br />
<span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> E sebbene alcuni eventi siano spesso inevitabili e incontrollabili, sono convinti di poter sempre <strong>scegliere</strong> come reagire e rispondere ad essi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">3) PERSEVERANZA</span></strong><br />
<span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> Non si arrendono alle prime difficoltà, ritengono che gli errori e i fallimenti siano tappe fondamentali del proprio processo di <strong>crescita</strong>. Come dice <strong>Pietro Trabucchi</strong>, psicologo e massimo esperto di resilienza in Italia: <em>”Hanno la capacità di persistere nel perseguire i propri obiettivi, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino”.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"><strong>4) ACCETTAZIONE DEI CAMBIAMENTI</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> I resilienti non si oppongono al cambiamento ma <strong>adattano</strong> il proprio comportamento in funzione di esso e si auto organizzano per affrontarlo. Sanno che rifiutare il cambiamento è assolutamente innaturale, tutto in natura muta e si <strong>trasforma</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"><b> 5) </b><b>FLESSIBILITÀ</b><b>’</b></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> Degli edifici che affrontano il terremoto, quelli più flessibili reggono alle scosse, quelli rigidi invece crollano. Essere resilienti non significa resistere a tutti i costi ma sapersi <strong>piegare</strong> al dolore quando necessario, per poi <strong>rialzarsi</strong>. I resilienti sono flessibili, sia verso gli altri che verso loro stessi. Sono capaci di modificare i loro obiettivi e di adattarsi. Sanno essere elastici, aspettarsi che gli altri e la vita non siano conformi alle loro aspettative, prendere le cose per come sono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"><strong>6) INTELLIGENZA EMOTIVA</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> Le persone resilienti hanno <strong>consapevolezza</strong> emotiva, sanno dare un nome a ciò che provano e comprenderne il significato. Sanno stare nel disagio e sono consci del fatto che ogni emozione è importante. <strong>Accettano</strong> dolore, tristezza e frustrazione, lasciandole fluire invece di ignorarle, reprimerle o negarle. Di fronte ad un insuccesso sanno rielaborare le emozioni negative, comprendere i motivi e le responsabilità di quanto è accaduto, ritrovare la <strong>motivazione</strong> per andare avanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"><strong>5) CAPACITA’ DI ATTESA</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> Sanno andare oltre al <strong>&#8220;principio del piacere&#8221;</strong>, che spinge a pretendere una soddisfazione immediata ai propri desideri, per adeguarsi al <strong>&#8220;principio di realtà&#8221;,</strong> che li porta ad attendere il momento e a costruire le condizioni perché il bisogno trovi la propria <strong>soddisfazione</strong>.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> Le persone resilienti sono consapevoli che non è possibile ottenere tutto subito e che il cammino verso il <strong>successo</strong> è fatto di piccoli passi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"><strong>6) RICERCA DI SOLUZIONI</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> Fronteggiano <strong>costruttivamente</strong> i problemi concentrandosi sulla ricerca delle soluzioni. Quando non riescono a trovarla chiedono <strong>aiuto,</strong> senza paura di sembrare deboli o vulnerabili. Riescono inoltre a elaborare <strong>strategie</strong> per evitare che le situazioni problematiche si ripetano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"><strong>7) AUTOSTIMA</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;"> La persona resiliente coltiva la propria autostima. Riconosce il proprio <strong>valore</strong> e si vuole bene. Non si paragona né giudica gli altri, <strong>rispetta</strong> se stesso e le altre persone, riconoscendo che ognuna è unica e irripetibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 12pt;">Queste sono le principali caratteristiche di una persona resiliente, come avrai notato sono tutti fattori che si possono acquisire e allenare. Il <strong>seme</strong> della resilienza è in ciascuno di noi, coltivarlo e farlo crescere una nostra <strong>responsabilità</strong>.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alessandrapuggioni.it/crescita-personale/quanto-sei-resiliente-scoprilo-questo-articolo/">Quanto sei resiliente? Scoprilo in questo articolo</a> proviene da <a href="https://www.alessandrapuggioni.it">Alessandra Puggioni</a>.</p>
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